A ridosso del Natale, la band triestina “Un diavolo in noi” ha fatto tappa a Cittanova per portare in Istria una serata omaggio a Zucchero. Si tratta della terza visita nella Regione, dopo le date estive di Parenzo e Umago, entrambe accolte con entusiasmo e tanti applausi da parte del pubblico, decretandone un grande successo.
L’evento, ospitato al Centro per le manifestazioni e la cultura di Cittanova (CMC), è stato organizzato dalla locale Comunità degli Italiani e dalla Città, con il finanziamento dell’Università Popolare di Trieste tramite la Regione Friuli Venezia Giulia.
Prima del concerto si è tenuta la conferenza stampa di presentazione, alla quale hanno partecipato Cristina Fattori, presidente del sodalizio cittanovese, in veste di padrona di casa; il fondatore di “Un diavolo in noi”, Silvio Vouk; Jimmy Merler, il cantante che interpreta Zucchero. Presenti anche gli ospiti della serata: il tenore istriano Kristian Marušić, che veste i panni di Pavarotti nei due celebri duetti con Fornaciari, e Franco Fioranti, rappresentante di “Emporio Danza”, realtà dinamica che aggiunge movimento a una performance già di per sé coinvolgente.
“Otto anni fa – racconta Silvio Vouk – io e una persona che purtroppo non è più con noi decidemmo di creare un complesso con la stessa formazione di quella di Zucchero. È così nato questo supergruppo, che abbiamo chiamato ‘Un diavolo in noi’, ispirandoci a una sua celebre canzone. Siamo partiti con l’idea di riproporre le canzoni di Zucchero in modo quasi maniacale. In questi otto anni molte cose sono cambiate e credo che oggi, con l’arrivo del nuovo cantante, abbiamo raggiunto risultati inaspettati e importanti. I nostri concerti si svolgono soprattutto in Friuli Venezia Giulia, ma abbiamo suonato anche in Austria, Slovenia e, da quest’anno, in Croazia grazie alla collaborazione con l’UPT”.

Una scelta non casuale
La scelta di programmare un concerto proprio a Cittanova non è stata casuale, ma dettata dalla conoscenza del luogo e dalla sua idoneità a ospitare la band. “Avevamo un concerto in sospeso e ho scelto questo teatro perché, osservandone le caratteristiche, ho capito che era lo spazio ideale per portare sul palco i ballerini di ‘Emporio Danza’, che possono creare coreografie sulle nostre musiche – prosegue Vouk –. Non poteva mancare Kristian Marušić, che ha partecipato volentieri al nostro primo concerto a Parenzo e ormai non ci lascia più. Sabato scorso era con noi anche a Trieste, al Teatro Stabile Sloveno”.
Com’è nata la collaborazione fra realtà tanto diverse? “Stavo facendo ‘La Traviata’, ero in camerino e, prima di andare in scena, ho ricevuto una telefonata da Silvio – racconta Marušić –. Non potevo rimandare perché era molto determinato, così mi sono ritrovato alle prove a Muggia. Da lì è nato tutto: il primo concerto a Pordenone per beneficenza, poi Parenzo e Umago e stasera siamo qui a Cittanova”.
A completare lo spettacolo, oltre alla voce del tenore, anche il ballo, che aggiunge dinamismo alla performance. “La scuola ‘Emporio Danza’ riunisce ballerini professionisti. Siamo stati chiamati da Silvio convinti di affiancare una semplice cover band, e invece abbiamo scoperto dei veri maestri, un’orchestra vera e propria, strutturata in modo professionale – spiega Franco Fioranti –. Abbiamo così portato sul palco diversi ballerini, tra cui una ballerina classica e una specializzata in danza contemporanea, e tra i due gruppi si è creata fin da subito una grande sintonia”.
Allo spettacolo hanno preso parte, tra gli altri, il presidente dell’UPT, Edvino Jerian, il segretario generale dell’Ente morale, Fabrizio Somma, la console generale d’Italia a Fiume, Iva Palmieri, il vicesindaco di Cittanova in quota CNI, Andrea Zancola e la presidente della CI di Cittanova, Cristina Fattori.
“Un diavolo in noi” non ama definirsi una tribute band: la loro musica vuole essere soprattutto un omaggio al grande Zucchero. Il cantante Jimmy Merler, originario del Trentino-Alto Adige, non si limita infatti a imitare Fornaciari, ma riesce a trovare un equilibrio efficace tra originalità e fedeltà all’interpretazione del cantautore emiliano.
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