Un concerto-spettacolo per ricordare Enrico Caruso

Una collaborazione tra il Consolato Generale d’Italia a Fiume e il Festival Opatija

Ernie Gigante Dešković, Loretta Delzotto, Paolo Palminteri e il Mº Alfredo Barchi

ABBAZIA | Sarà un evento d’eccezione l’”Omaggio a Enrico Caruso, la leggenda della voce” il concerto-spettacolo in programma il 23 luglio sulla Scena estiva di Abbazia con protagonisti l’Orchestra Internazionale di Società Filarmonia di Udine diretta dal M° Alfredo Barchi e i cantanti di chiara fama Mario Del Zang (tenore), Marianna Prizzon (soprano) e Walter Franceschini (baritono). Gli artisti interpretano pagine immortali tratte dalle canzoni classiche napoletane e arie popolari del repertorio lirico di tradizione italiana. Umberto Scida nel ruolo di narratore, in panni rinascimentali, condurrà lo spettacolo.

Evento di grande rilievo

Questo accadimento di grande rilievo, frutto della collaborazione tra il Consolato Generale d’Italia a Fiume e il Festival Opatija, è stato presentato ieri in sede di conferenza stampa. Il direttore del Festival Opatija, Ernie Gigante-Dešković, ha espresso la sua grande soddisfazione in merito alla collaborazione con il Consolato Generale d’Italia a Fiume, mentre il Console generale Paolo Palminteri ha rilevato la tradizionale opera di promozione culturale del Consolato, che spazia in ambito anche internazionale con collaborazioni con l’Istituto italiano di cultura di Zagabria, di Lubiana e di altri Paesi.
“Dopo il successo abbaziano dell’anno scorso con ‘Rossini! Rossini! Bravo, Bravissimo’, quest’anno la Società Filarmonia si presenta con Omaggio a Caruso, il tenore dei tenori, evento che è stato reso possibile grazie alla ripresa collaborazione del Consolato Generale d’Italia a Fiume e del Festival Opatija”, ha sottolineato M° Alfredo Barchi, direttore artistico dell’Associazione Società Filarmonia.

Caruso figura straordinaria

Il Maestro si è soffermato sulla figura straordinaria di cantante e artista di Caruso il quale diventò il simbolo mondiale della voce tenorile italiana. Una vocalità particolare che spaziava da trimbri baritonali a un poderoso registro tenorile. Napoletano, di umili origini, Caruso oltre a cantare nel coro della chiesa, nelle piazze e nei luoghi pubblici, fece pure qualche apparizione in spettacoli teatrali. La sua fortuna iniziò quando il baritono Eduardo Missiano, sentendolo cantare a un funerale nella chiesa di Sant’Anna alle Paludi, una messa di Saverio Mercadante, si entusiasmò a tal punto che lo presentò al maestro Guglielmo Vergine, il quale accettò di dargli lezioni per migliorare la voce.
Caruso incise dieci dischi con arie d’opera per conto della casa discografica inglese Gramophone&Typewriter Company. Il cantante napoletano fu il primo a cimentarsi con grande successo nella nuova tecnologia, fino ad allora snobbata dagli altri cantanti.

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