C’è qualcosa di profondamente magico quando la musica incontra il Carnevale, in quanto le note si vestono di colori, i sorrisi diventano più luminosi e il palcoscenico si trasforma in un piccolo mondo incantato. È quanto accaduto alla sezione periferica “Mauro Masoni” della Comunità degli Italiani di Verteneglio del Centro Studi di Musica classica “Luigi Dallapiccola” dell’Unione Italiana, che ha proposto, nel Teatrino del sodalizio, un vivace e sorprendente “Concerto in maschera”.
Una festa di suoni
Diverso dal solito, frizzante e ricco di brio, l’evento ha visto protagonisti gli alunni dei corsi di chitarra, violino e pianoforte, diretti con passione dai Maestri Alberto Borrano per la chitarra, Luibov Zuraeva per il violino e Andrea Furlan per il pianoforte. Alla presenza di genitori e amici, il concerto si è trasformato in una festa di suoni e fantasia dove i giovani musicisti, travestiti con costumi colorati e originali, hanno portato sul palco non solo la loro preparazione musicale, ma anche l’entusiasmo contagioso del Carnevale.
Greta Davanzo, alla chitarra, ha aperto il sipario con “Aria d’opera” di Wolfgang Amadeus Mozart, regalando un momento di elegante leggerezza. Le corde hanno vibrato con grazia, ricordando quanto la musica classica sappia essere luminosa e teatrale. Al pianoforte, le mani attente e sensibili di Lara Vuk hanno dato voce alla delicatezza malinconica di “A sad tale” di Dmitry Kabalevsky, mentre Lucija Klimić ha interpretato con precisione e freschezza la “Sonatina in Do” di Muzio Clementi, restituendo al pubblico tutta la limpidezza e la vivacità dello stile classico.
Tradizione e contemporaneità
Il violino ha poi dipinto una tavolozza di immagini sonore, quando sul palco si sono esibite Mia Pernić con “Piccolo gallo” e Dea Quarantotto Matijašec con “Sotto la collina”, entrambe di Konstantin Rodionov, evocando atmosfere fiabesche e giocose. Di seguito, Zoe Vežnaver ha interpretato “La marmotta” di Ludwig van Beethoven con delicatezza espressiva, mentre Lana Ičin, ancora sulle note di Rodionov con “Lungo il ponte, sul ponticello”, ha accompagnato il pubblico in un piccolo viaggio musicale fatto di leggerezza e movimento. Marta Bauer ha fatto sbocciare la primavera con “Il desiderio di primavera” di Mozart, restituendo freschezza e speranza attraverso l’arco. Infine, Nika Drušković ha sorpreso con “Salvatore” di Lana Del Rey, dimostrando come la scuola sappia abbracciare sensibilità e repertori diversi, unendo tradizione e contemporaneità.
Ogni esibizione è stata accolta da applausi calorosi, ma soprattutto da sguardi orgogliosi e commossi. Nel “Concerto in maschera” non c’erano solo costumi e coriandoli ideali ma pure il coraggio di salire sul palco, la disciplina dello studio quotidiano e la gioia pura di condividere la musica con gli altri. Il Carnevale ha aggiunto un tocco di leggerezza, ma la sostanza era fatta di impegno, crescita e passione. Quindi, una mattinata mascherata, tra colori, fantasia e sorrisi dove la musica ha dimostrato ancora una volta di essere festa e profondità insieme, disciplina e libertà, tradizione e sogno.
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