Umago. L’abbraccio della memoria «All’ombra della quercia»

Alla CI «Fulvio Tomizza» di Umago è stata presentata l'ultima silloge di Isabella Flego. La protagonista ha parlato della genesi dei suoi versi per approdare a una riflessione sul presente

0
Umago. L’abbraccio della memoria «All’ombra della quercia»

“Ho racchiuso il profumo della vita/nel cuore/come fosse un bocciolo di rosa”. È con questi versi, tratti dalla lirica “Il profumo della vita”, che si può idealmente varcare la soglia dell’ultimo universo poetico di Isabella Flego. La sua nuova silloge, “All’ombra della quercia”, è stata presentata presso la Comunità degli Italiani “Fulvio Tomizza” di Umago, in un evento dove la parola scritta si è fusa con l’immagine. Ad accompagnare la lettura dei componimenti è stata infatti la proiezione di una suggestiva carrellata di fotografie naturalistiche, a testimonianza di come per la poetessa la natura non sia un semplice sfondo, ma un riflesso vivo del sentire umano.

Un omaggio alle radici

Ad aprire la serata è stata la presidente del sodalizio, nonché vicesindaco di Umago in quota CNI, Floriana Bassanese Radin, che ha porto il benvenuto al pubblico, tra cui erano presenti Giuseppina Rajko, viceconsole onorario d’Italia a Buie e Mauro Jurman, vicesindaco di Umago. La padrona di casa ha sottolineato il valore della scrittura di Flego nel panorama culturale istriano. La parola è poi passata a Nicoletta Casagrande, che ha guidato i presenti tra le pagine scritte dalla poetessa tra l’agosto 2023 e il gennaio 2025. L’evento è stato organizzato dal sodalizio umaghese in collaborazione con la Città di Umago e l’Ente Festum, l’Università popolare di Trieste, l’Unione Italiana e il Consiglio per le minoranze nazionali della Repubblica di Croazia.

Il titolo, come emerso durante il dibattito, è fortemente evocativo. La quercia non è solo un elemento del paesaggio, ma un simbolo di resistenza e accoglienza. “La quercia si espone nella sua semplicità, mostra le sue radici che sono storia e identificazione, ma anche il suo tronco e i suoi rami spogli d’inverno – è stato spiegato durante l’incontro dall’autrice –. Un albero che accetta l’edera che lo avvolge e i rami che ospitano gli uccelli, diventando metafora di come dovremmo essere noi: capaci di rispettare chi ci sta vicino e di condividere le nostre risorse”.

Nicoletta Casagrande e Isabella Flego

La memoria e la cura della parola

Isabella Flego ha toccato corde profonde parlando della genesi dei suoi versi, che scavano nell’infanzia, attraversano il dolore della guerra e della povertà, per approdare a una riflessione sul presente. “La memoria è fondamentale – ha sottolineato la poetessa – ma non basta conoscere le date. È necessario il cuore, perché la memoria è fatta di esseri umani, di ricordi”.

Al centro della serata anche il valore terapeutico della parola in un mondo percepito come aggressivo. “Oggi c’è bisogno della parola ‘bene’. Il mondo è cattivo e non pensa ai bisogni profondi, le notizie che ci arrivano sono terribili; servono incontri di sentimento, carezze e abbracci trasposti in poesia”. Per Flego, la lirica è un lavoro di pazienza e cesello: nasce da un appunto rapido, dal “lampo”, per poi trasformarsi in una costruzione ponderata dove ogni termine è scelto con cura. “Molti dicono di scrivere di getto, io non ci riesco – ammette l’autrice –. L’idea magari nasce da un dettaglio, da un attimo, ma poi lavoro molto sul testo, scelgo le parole, curo i versi, le mie non sono poesie impulsive”.

All’ombra della quercia

Il silenzio e la ricerca del bello

Sollecitata dalle domande di Nicoletta Casagrande sulla presenza costante della natura, la poetessa ha ribadito che il suo non è un approccio meramente descrittivo: ogni elemento naturale racchiude un concetto. Il silenzio stesso, nelle sue liriche – e anche nella sua vita – diventa “pieno di attenzione”, un oro ricercato e ricco di sentimenti buoni che si impara ad apprezzare solo con il tempo.

Alla domanda su cosa desideri lasciar scorrere attraverso i suoi versi, Isabella Flego ha risposto con un auspicio di speranza: “Spero che le mie parole aiutino a superare le brutte notizie che ci circondano. Scrivo per rendere felice l’oggi, cercando il bello in tutto ciò che ci circonda. Mentre lavoro ai miei componimenti non ho in mente un solo lettore, ma tanti; mi auspico che i miei versi arrivino a qualcuno che poi si rispecchi in essi, spero di dare voce a sentimenti ed emozioni che anche altri provano”. Un concetto che ha trovato la sua sintesi perfetta nella citazione di Dostoevskij richiamata durante l’incontro: “La bellezza salverà il mondo”.

L’istruzione come libertà

Un passaggio particolarmente toccante della serata è stato il ricordo della figura materna, pilastro fondamentale nella formazione di Isabella Flego. L’autrice ha rievocato con commozione l’atmosfera della sua casa d’infanzia, dove la madre, pur non avendo ricevuto un’istruzione avanzata, coltivava un amore viscerale per l’arte e la recitazione. “Amava moltissimo le recite e gli spettacolini”, ha ricordato la poetessa, descrivendo le serate trascorse con le sorelle a declamare versi e allestire piccole messinscene domestiche. Ma al di là del gioco teatrale, vi era un insegnamento profondo: la consapevolezza che la cultura fosse l’unico vero strumento di emancipazione. La madre ha infatti trasmesso alle figlie la necessità dello studio non come fine a se stesso, ma come mezzo imprescindibile per raggiungere la libertà e l’indipendenza personale.

Il congedo dalla serata è stato affidato a un momento di grande calore umano grazie al “siparietto” di Pino Degrassi, che ha condiviso aneddoti dell’infanzia comune regalando all’autrice un tradizionale ramo di mimosa. Anche la Comunità degli Italiani “Fulvio Tomizza” ha voluto omaggiare ufficialmente le due protagoniste della serata con un dono floreale, simbolo di gratitudine per l’intensità dell’incontro.

Al termine della presentazione, Isabella Flego e Nicoletta Casagrande si sono intrattenute a lungo con i presenti per il rito del firma-copie, scambiando impressioni e riflessioni personali. In un’epoca dominata da notizie angoscianti, eventi come questo confermano quanto la poesia sia un presidio di empatia e libertà capace di restituire senso e dignità al nostro quotidiano.

Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.

L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.

No posts to display