Umago. Fantasia e realtà tra le onde della memoria

Simone Mocenni Beck, affiancato da Vito Paoletić, ha presentato il romanzo «La ballata di Assante» presso la CI «Fulvio Tomizza» di Umago

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Umago. Fantasia e realtà tra le onde della memoria
Vito Paoletić e Simone Mocenni Beck Foto Nicole Mišon

Una chiacchierata tra amici: si potrebbe definire così la serata trascorsa alla Comunità degli Italiani “Fulvio Tomizza” di Umago, dedicata alla presentazione del romanzo “La ballata di Assante” dell’artista poliedrico Simone Mocenni Beck. A dare il benvenuto al pubblico e a introdurre l’ospite è stata la presidente del sodalizio umaghese, Floriana Bassanese Radin, mentre Vito Paoletić, vicesindaco di Pola in quota CNI, ha curato la moderazione dell’incontro.

Cresciuto in una famiglia di artisti, l’autore spazia tra pittura, scultura, scrittura e musica, dando forma e colore a un universo fatto di ricordi ed emozioni. “La mia non è una pittura propriamente paesaggistica, eppure nei miei quadri affiorano scenari legati alla memoria, così come nei miei libri esiste un nesso inscindibile tra i personaggi e la terra, in particolare Pola e l’Istria”, ha spiegato l’artista. L’evento ha segnato anche un importante traguardo personale: “Quest’anno ricorrono trent’anni dalla mia prima pubblicazione. Ho iniziato a scrivere durante il servizio militare: prima con il classico diario, poi approdando a concetti più articolati”.

Nonostante un titolo che evoca mete esotiche e avventure remote, “La ballata di Assante” è un profondo omaggio a Pola, città d’origine della famiglia Mocenni dove lo scrittore risiede attualmente insieme al padre. “La narrazione si sviluppa attorno alla nave ‘Santiago’, un relitto arrugginito ormeggiato da anni nel porto istriano – riassume l’autore –. Il protagonista, Assante, ne resta affascinato e ne ricostruisce la storia in un intreccio di epoche diverse: mentre il ragazzo diventa marinaio e gira il mondo, la nave resta immobile, testimone silenziosa del tempo che passa”.

Il benvenuto della presidente Floriana Bassanese Radin
Foto Nicole Mišon

Il mare, vero protagonista

Come sottolineato da Vito Paoletić, il vero protagonista del romanzo è però il mare, qui dipinto come una figura quasi minacciosa, capace di scagliare ogni sorta di avversità contro il marinaio. Tra visioni oniriche e memorie, la scrittura di Mocenni Beck si muove con un ritmo incalzante: “La ballata rappresenta la ciclicità. La mia è una scrittura di getto: annoto tutto ciò che affiora alla mente come allenamento, per poi rifinire il testo ed eliminare il superfluo in fase di stesura”, ha precisato l’autore, la cui prosa è stata definita prosa litica, un intreccio tra poesia e narrativa.

Nel romanzo vengono evocati rioni e sobborghi di Pola spesso ignoti al grande pubblico. “Se Gabriel García Márquez ha inventato Macondo, io ho scelto di descrivere l’Istria”, ha affermato Mocenni Beck. “Molti lettori non conoscono le vie di Pola, il Monte Maggiore o Pisino, ma io credo nel potere dell’immaginazione”. In questo intreccio tra micro-mondi istriani e macro-geografia oceanica, un posto d’onore è riservato a Montegrande: “La sua pineta è il luogo della mia gioventù, una piccola comunità dove tutti si conoscono – sottolinea Mocenni Beck –. È quasi una città nella città, lontana dal centro di Pola, ma non abbastanza da essere considerata un paese di periferia”.

La serata si è conclusa con un omaggio musicale e il rito del firmacopie. Il volume non è destinato alla vendita, ma i presenti hanno potuto contribuire con una donazione libera: il ricavato sarà devoluto all’associazione benefica umaghese “Ti porgo una mano”, impegnata nel sostegno ai bambini con difficoltà nello sviluppo.

Una serata che ha fatto viaggiare con la mente i presenti tra scorci lontani ed esotici, per poi far ritorno in Istria, tra i borghi di Pola, il suo porto e la sua costa, creando così nei lettori il desiderio di scoprire dove li porterà “La ballata di Assante”.

La copertina del libro
Foto Nicole Mišon

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