La musica è un linguaggio universale, un ponte invisibile capace di unire tradizioni e sentimenti che superano ogni confine geografico. Quando questa magia si esprime attraverso la coralità, l’emozione si amplifica, trasformando ogni esecuzione in una celebrazione di identità e comunanza. È con questo spirito di armonia che si è aperto il sipario su “Umago canta 2025”, il tradizionale incontro dei gruppi corali, ospitato con calore dalla Comunità degli Italiani “Fulvio Tomizza” di Umago, presso il locale Teatro cittadino “Antonio Coslovich”.
L’appuntamento si conferma una manifestazione longeva che celebra con entusiasmo la passione corale, riunendo annualmente diversi cori della Comunità Nazionale Italiana, non solo da tutta la penisola istriana, ma anche dalla vicina Fiume. L’evento rappresenta un prezioso momento di allegria e condivisione, consolidando i legami culturali e musicali in un clima di vera festa.
L’apertura dei padroni di casa
La serata, presentata con grinta e brio dalle bravissime Erika Šporčić Calabrò e Caterina Napoletano ha preso il via con il saluto al numeroso pubblico, agli ospiti e alle autorità. Il presidente della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana, Marin Corva, era presente, insieme a Slaviša Šmalc, assessore all’Amministrazione Generale e alle Attività Sociali della Città di Umago, e a Floriana Bassanese Radin, vicesindaco in quota CNI, nonché presidente della CI “Fulvio Tomizza”. Non potevano mancare, naturalmente, i presidenti dei numerosi sodalizi che per l’occasione hanno gremito la sala.

Come tradizione vuole, l’onore di aprire la rassegna è spettato ai padroni di casa: il coro misto della CI “Tomizza” di Umago. Fondato nel lontano 1977, questo storico gruppo festeggia quest’anno i suoi 48 anni di attività. Una storia lunga cinque decenni, costellata di successi e partecipazione a rassegne e incontri in Croazia e oltreconfine, dall’Italia alla Slovenia, fino a raggiungere la Serbia e il Montenegro.
Il gruppo vocale, forte di circa 30 amanti del canto, si impegna a mantenere vive le tradizioni canore con passione e sacrificio. Diretto da settembre 2025 dal maestro Walter Lo Nigro, il coro vanta un repertorio vasto e variegato, dai canti popolari istro-veneti e dalmati alle canzoni moderne, fino ai brani lirici e sacri.
Sorprese sul palco
Un momento di particolare emozione è stato riservato dal coro stesso: una “sorpresa” fuori programma. La terza canzone in scaletta è stata infatti eseguita non in solitaria, ma con l’eccezionale partecipazione del mezzosoprano Lora Pavletić e del tenore Kristian Marušić, diretti sempre dal maestro Lo Nigro, suscitando un caloroso ed entusiasta applauso del pubblico.

La rassegna è poi proseguita con l’esibizione del gruppo vocale dei Cantadori della CI di San Lorenzo-Babici. Fondato 22 anni fa, questo gruppo si distingue per la sua missione: promuovere e preservare le antiche melodie istriane che rischiano di svanire. Guidati dall’ideatore e leader Antonio Nino Zacchigna, vero cultore delle tradizioni locali, gli otto membri eseguono la musica al naturale, senza arrangiamenti, con l’accompagnamento del bassetto istriano e della fisarmonica.

L’attenzione si è spostata sulla musica che evoca la storia e l’anima dell’Istria con la performance del coro della Comunità degli Italiani di Fasana. Diretto da Mondina Gaučanov, il coro ha condotto gli spettatori in un suggestivo viaggio sonoro, mescolando sapientemente tradizione e sentimento.

Subito dopo, il testimone è passato alla CI di Isola con il coro misto “Haliaetum” della Comunità degli Italiani “Pasquale Besenghi degli Ughi”. Per questo gruppo il 2025 è un anno speciale: festeggia il suo 50esimo anniversario! Nato nel 1975, il coro vanta una lunga attività concertistica internazionale e, non a caso, porta con sé un motto semplice e profondo: “Chi canta mal non pensa”, un augurio a cantare insieme per tanti altri anni.
Infine, la rassegna ha accolto i membri del coro amatoriale “Fratellanza” del sodalizio di Fiume. Un altro gruppo vocale con una storia monumentale, operante dal lontano 1947. Originariamente maschile e poi ampliato alle voci femminili, la “Fratellanza” è oggi un coro misto che ha celebrato ben 78 anni di successi in patria e all’estero. Diretto da Sanjin Sanković, l’ensamble ha portato sul palco di Umago un connubio di passione ed entusiasmo.

Un finale all’unisono
La conclusione della serata ha offerto un momento di intensa partecipazione. Lora Pavletić e Kristian Marušić sono tornati sul palco per un gran finale che ha scaldato gli animi, intonando due capisaldi della tradizione canora italiana. Il celeberrimo “O Sole Mio”, giustamente annoverato tra i brani italiani più conosciuti al mondo, e la celebre “Vola Colomba”, anch’essa canzone simbolo del patrimonio musicale italiano. In tempi spesso martoriati dalle tensioni, l’esecuzione di questa canzone ha risuonato come un toccante e non indifferente messaggio di pace.
L’emozione è stata tale che, accompagnando le voci dei due artisti, tutta la sala si è unita cantando all’unisono, suggellando una rassegna che è molto più di un concerto: è la viva dimostrazione di come la musica corale sia il custode più autentico della cultura.
La serata si è conclusa con un omaggio simbolico a tutti i dirigenti dei cori, in uno scambio reciproco di doni tra i vari sodalizi. Un momento di gratitudine per chi dedica le proprie energie e il proprio tempo libero alla passione per la musica e alla cura della cultura e delle tradizioni. “La musica parla un linguaggio universale, crea e rafforza i legami di amicizia, così come i nostri dirigenti dei cori con tanta sapienza e pazienza fanno crescere ogni corista e fanno amare il canto – ha commentato alla fine dell’evento Floriana Bassanese Radin, presidente della CI “Fulvio Tomizza” -. Grazie cari maestri e coristi per il vostro grande impegno. Un ringraziamento va anche ai nostri finanziatori, perché senza il loro contributo le nostre attività non potrebbero proseguire. Siamo felici di aver concluso un’altra edizione di ‘Umago canta’ con grande successo e tanto calore”.

Grande lavoro quotidiano
Ricordiamo che la serata è stata organizzata dal sodalizio umaghese in collaborazione con la Città di Umago, l’Ente Festum, l’Università popolare di Trieste e l’Unione Italiana e con il sostegno del Consiglio delle minoranze nazionali della Repubblica di Croazia. Ad esprimere la sua gratitudine per il lavoro che i cori fanno in seno alla CNI è stato anche Marin Corva: “Vorrei complimentarmi con la Comunità di Umago e con tutti coloro che quotidianamente lavorano per organizzare queste bellissime manifestazioni. ‘Umago canta’ è sicuramente uno degli incontri canori più belli del nostro territorio e lo dimostra anche la sua longevità – ha commentato il presidente della Giunta esecutiva dell’UI –. Un ringraziamento sincero va a tutti i dirigenti e a tutti i cori perché siete voi il cuore pulsante delle nostre Comunità. Continuate a lavorare, a cantare, a stare assieme, grazie a voi i nostri sodalizi sono tanto vivi e attivi, nonché presenti sul territorio”.
In sintesi, “Umago Canta 2025” non è stata solo una rassegna musicale, ma una tangibile espressione di cultura e amicizia. L’entusiasmo della sala e l’armonia delle voci promettono già un arrivederci all’edizione del prossimo anno, per rinnovare questo insostituibile rito di comunità e passione.
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