Tutte le realtà di Lucio Vidotto (foto e video)

Presso gli spazi di Casa Garbas è stata inaugurata la personale del fotografo intitolata «Realtà aumentata/realtà ridotta»

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Tutte le realtà di Lucio Vidotto (foto e video)
Lucio Vidotto. Foto: Roni Brmalj

“Realtà aumentata/realtà ridotta” è il significativo titolo della originalissima mostra fotografica personale del fotografo, nonché giornalista del nostro quotidiano, Lucio Vidotto, inaugurata lo scorso sabato negli spazi di Casa Garbas. La stessa, proposta in anteprima lo scorso ottobre presso il rinomato Eppinger Caffè a Trieste (curata da Linda Simeone, direttrice de Le Vie delle Foto) è stata realizzata con il contributo della Comunità degli Italiani di Fiume in collaborazione con l’Unione Italiana e l’Università popolare di Trieste, ha visto la partecipazione di un curioso e attento pubblico, al quale, oltre all’autore, si sono rivolti il presidente della Giunta Esecutiva dell’Unione Italiana, Marin Corva, il prof. Elvio Baccarini in rappresentanza del Comitato Esecutivo del sodalizio fiumano e il fotoreporter Željko Jerneić. Presente tra il pubblico anche la direttrice dell’Edit, Christiana Babić.
Nel suo breve intervento, Corva ha rivolto a Vidotto le sue congratulazioni e quelle dell’UI relative al suo lavoro giornalistico e alla mostra in sé, rilevando che “Lucio ci ha nuovamente sorpreso con la propria bravura”. Sulla falsariga delle sue parole, Baccarini ha rimarcato di essere molto soddisfatto “per l’ennesima possibilità di cultura urbana d’incontro in questa città. Sono molto felice per questo successo e bellissimo regalo fattoci da Lucio, che è membro della CI ma è anche uomo di mondo in quanto tifoso del club Internazionale Milano, nel cui atto di fondazione viene riportato che lo stesso si chiama così perché siamo fratelli del mondo”. A confermare la singolarità del progetto è stato Jerneić, a detta del quale “per quello che fa Lucio ci vogliono tanta fantasia e un’enorme pazienza. Nonostante l’ideazione di tutta questa storia possa apparire semplice, in effetti la sua realizzazione è molto complicata, per cui tanto di cappello. Ciò che mi affascina di lui è il suo essere una persona taciturna e un fotografo molto preparato. Ricordo che alcuni anni or sono mi raccontò della sua passione inerente alla collezione delle macchinine, diventata in seguito un progetto fotografico che, come abbiamo modo di osservare, è stato concretizzato con successo”.
Materializzare le fantasie infantili
In concomitanza con il racconto dell’amico e collega, Vidotto ha spiegato che “la mostra è il risultato del mio desiderio di materializzazione dei miei sogni e fantasie dell’infanzia, in relazione alle quali all’epoca non avevo né le possibilità né le modalità di concretizzarle. Oggi, grazie alla tecnologia digitale, a seguito di una miriade di tentativi, si riesce a ricevere ciò che si desidera. Mi preme però rilevare che tutto quello che si vede nelle immagini è assolutamente naturale e ha avuto luogo davanti all’obbiettivo, senza l’utilizzo di particolari post produzioni, Photoshop, trucchi dell’intelligenza artificiale o simili”. In conclusione del suo intervento, il fotografo ha ricordato che nel mese di dicembre riprenderanno i lavori inerenti al corso di fotografia bilingue (in lingua italiana e croata) presso il sodalizio fiumano, avviato lo scorso anno insieme a Jerneić, le cui opere sono state presentate la scorsa estate negli spazi di Casa Garbas.
Un percorso per riflettere
L’esibizione, come dicevamo, mette in mostra una miriade di momenti ludici, non di rado onirici, immaginati dall’autore e realizzati con la comunione di modellini (concepiti quali giocattoli, miniature dei veicoli in scala reale degli anni Sessanta, Settanta e Ottanta, per l’occasione proposti in visione, insieme ad altri elementi utilizzati nelle fotografie, in una vetrina) con il mondo reale, facendoli scorrere sulle curve del corpo femminile, affiancandoli a Pepe, il suo amato pelosetto (presente all’evento), usando edifici, elementi architettonici e/o monumenti famosi fino alle action figure per creare effetti interessanti. In tale contesto, sono ammirabili le repliche di vecchi modelli realizzate in tempi recenti come le due Lancia da Rally, la ‘Delta Integrale’ e la ‘Stratos’, entrambe delle icone di questo sport, nonché diversi Lesney Matchbox e Corgi, uscite dalle rispettive fabbriche britanniche negli anni Sessanta. C’è la Land Rover dei ‘Camel Trophy’ della Majorette prodotta in Francia, un’autocisterna Lancia dell’italiana Penny con le insegne della “potente benzina italiana” Agip Supercortemaggiore e altri gioiellini più o meno datati. A detta di Vidotto, si tratta di un percorso iniziato più di dieci anni fa, che tramite la fotografia e il suo obiettivo artistico invita lo spettatore a riflettere sulla distorsione della realtà e a considerare le molteplici sfaccettature della percezione visiva, rendendo l’esposizione un’occasione imperdibile per gli appassionati d’arte e non solo.

Foto: Roni Brmalj
Foto: Roni Brmalj
Foto: Roni Brmalj
Foto: Roni Brmalj
Foto: Roni Brmalj
Foto: Roni Brmalj
Foto: Roni Brmalj
Foto: Roni Brmalj
Foto: Roni Brmalj
Foto: Roni Brmalj

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