Trieste, una città distopica

Lo scrittore e giornalista triestino Corrado Premuda annuncia i contenuti del suo nuovo lavoro che sta per uscire nelle librerie in Italia. Una parte dell’opera è stata scritta a Pisino durante la sua permanenza in residenza nella Casa degli scrittori

Corrado Premuda

Dal prossimo 22 luglio sarà disponibile nelle librerie in Italia il volume “Trieste senza bora” di Corrado Premuda. È questo il primo libro della nuova collana “Luci” di Watson Edizioni, una collana che, a dodici anni dalla fondazione della casa editrice romana, rappresenta una rinascita, uno splendido e luminoso contenitore in cui si potranno trovare alcuni tra i più bravi scrittori della narrativa italiana e internazionale contemporanea.

 

Lo scrittore e giornalista Corrado Premuda, nato a Trieste nel 1974, è autore di romanzi e di testi teatrali e radiofonici, di numerosi libri di narrativa a cominciare da “Un racconto di frammenti” e “Intrusioni”. Il suo primo romanzo del 2010, intitolato “Prematurità”, è stato pubblicato nell’edizione croata “Sazrijevanje” (Antibarbarus, Zagabria). Del 2013, invece, il libro per bambini “Felici e contente”, una storia portata in scena dal Dramma Italiano del TNC “Ivan de Zajc” di Fiume nel 2018. Collabora e scrive inoltre per il teatro. Hanno avuto grande successo i volumi “Un pittore di nome Leonor” e “La Barcolana dei bambini”. Numerosi suoi racconti sono pubblicati su riviste, antologie e siti Internet. Con il racconto “Particole al cioccolato” ha partecipato, assieme ad altri nove autori triestini, alla realizzazione dell’antologia “Con-Fusioni Triestine/Tršćanska zb(i)rka”, con prefazione di Claudio Magris, curata da Valerio Fiandra e Ljiljana Avirović. Dopo aver lavorato nella redazione milanese del quotidiano “La Repubblica”, scrive per varie testate tra cui “Il Piccolo”.

Si occupa di didattica e tiene corsi di scrittura creativa. Laureato in Scienze Politiche all’Università di Trieste, ha completato i suoi studi prima a Malta con una borsa di studio del MAECI per svolgere ricerche storico-archivistiche e poi con un master in Gestione e analisi della Comunicazione.

I contenuti del libro dal linguaggio genuino e dai paesaggi indimenticabili, “Trieste senza bora”, sono stati anticipati dall’autore stesso, Corrado Premuda, che abbiamo avuto il piacere di interpellare per un’intervista, nella quale spiega il significato intrinseco che ha per lui il vento tipico delle nostre zone.

La copertina del libro

Tre storie diverse

Una parte del libro “Trieste senza bora” è stata scritta a Pisino durante la sua permanenza in residenza nella Casa degli scrittori. Lei è il primo scrittore di lingua italiana ad essere stato invitato nella struttura croata. Pure il suo libro “A bordo di un guscio di noce” pubblicato nel 2017 per i tipi della Biblioteca civica di Pisino e tradotto in lingua croata con il titolo “Ploveći u orahovoj ljusci”, da Vanesa Begić, è stato creato nella cittadina istriana. Quale esperienza ha vissuto in Croazia?

“Il mese che ho passato a Pisino mi è servito per fare quello che uno scrittore dovrebbe sempre potersi permettere: concentrarsi sui libri ai quali lavora. Senza distrazioni e pensieri di altro tipo, io ne ho approfittato per studiare e documentarmi dato che stavo scrivendo ‘Trieste senza bora’ e contemporaneamente ho creato una storia per ragazzi ambientata proprio lì, ‘A bordo di un guscio di noce’.

La città di Trieste è il filo conduttore e la protagonista dei tre racconti che formano il libro “Trieste senza bora”. Quali sono i contenuti del volume?

“Il libro parla di tre artisti, tre personaggi abituati a vivere sopra le righe e in maniera non convenzionale, che si trovano di fronte a uno scacco e devono affrontare una prova intima e delicata della loro vita privata. Complice di questo momento così particolare è una Trieste metafisica, svuotata dal vento che la connota tanto. Senza bora, la città diventa qualcosa di irreale: un ossimoro, un rifugio, un luogo incantato o, come va di moda dire oggi, distopico”.

Il vento non soffia più

La sua città natale è sempre presente nelle sue produzioni letterarie. L’anno scorso ha pubblicato il libro “Guidina di Trieste”. Il volume fa parte della collana “Le Guidine” che Edizioni EL ha pensato per giovani lettori e viaggiatori. Trieste viene raccontata come una piccola grande città allargata dal vento e dal mare. Posta tra l’Adriatico e le rocce del Carso, è tutta un saliscendi di panorami originali che danno le vertigini. Nella biografia romanzata “Un pittore di nome Leonor. Da Trieste a Parigi: la scatenata gioventù di Leonor Fini” (Editoriale Scienza), viene offerto un affresco della Trieste di cent’anni fa, di quella città vivace e internazionale e del suo passaggio dall’Impero asburgico al Regno d’Italia con il cruciale appuntamento della Prima guerra mondiale. Quale approccio è stato intrapreso nella descrizione del capoluogo giuliano nei vari libri pubblicati finora e quale aspetto della città si può notare invece nel libro che sta per uscire?

”’La Guidina di Trieste’ è una vera e propria guida della città per giovani lettori e famiglie. Ho cercato di raccontare la mia città evidenziando i tratti salienti della storia e del territorio e facendo attenzione a un punto di vista che coinvolgesse i bambini e i ragazzi. ‘Un pittore di nome Leonor’ è la biografia romanzata di Leonor Fini, artista che ha trascorso l’infanzia e la giovinezza a Trieste: in quel caso mi sono concentrato sugli episodi e lo stile di vita che caratterizzavano la città all’inizio del Novecento. Per ‘Trieste senza bora’ l’approccio è romanzesco, di finzione: immagino tre momenti in cui il vento sembra non voler soffiare più influenzando il destino di altrettanti personaggi che devono fare i conti con sé stessi”.

Passione per la storia europea

A chi è rivolto il libro “Trieste senza bora”? Chi sono i suoi lettori preferiti?

“’Trieste senza bora’ è un libro per adulti. Il mio lettore ideale, in questo caso, è qualcuno a cui piace indagare l’animo umano e la psicologia dei personaggi e che allo stesso tempo ha un interesse per la recente storia europea”.

È prevista una presentazione del libro?

“Il libro esce in estate, un periodo ideale per le letture ma forse meno adatto alle presentazioni. Una data ancora non è fissata ma arriverà presto”.

Viste le vigenti restrizioni antipandemiche, suppongo che farà visita ai suoi lettori in Istria e a Fiume più in là?

“Spero di venire presto da voi. Ho presentato spesso i miei libri in Istria, ho partecipato diverse volte ai Festival letterari di Pola, sono stato ospite in Biblioteche e Scuole italiane da Buie a Zara. A Fiume, poi, sono venuto spesso due anni fa, quando il Dramma Italiano ha messo in scena il mio spettacolo ‘Felici e contente’”.

Facebook Commenti