Trieste. Il tratto unico e irripetibile di Attilio Micheluzzi

Non è famoso come Hugo Pratt e Crepax, tuttavia è da considerarsi una delle più note firme del fumetto italiano. Per ricordare la figura artistica di Attilio Micheluzzi, nato l’11 agosto 1930 a Umago e scomparso il 20 settembre a Napoli, l’Istituto regionale per la cultura istriana-fiumano-dalmata di Trieste recupera le tavole delle più significative creazioni dell’indiscusso maestro della letteratura grafica, il più grande autore italiano di fumetti avventurosi, allestendo un’importante mostra antologica, curata da Roberto Curci, giornalista, scrittore, curatore di testi e critico d’arte, e da Piero Delbello, direttore dell’Irci.
L’esposizione inaugurata ieri sera alla presenza della vedova Giovanna e della figlia Agnese, rende il doveroso omaggio a questo artista famoso in Italia e a livello internazionale, “ma forse meno conosciuto da noi istriani. Con questa mostra si viene a sopperire a questa lacuna”, ha rilevato il presidente dell’Irci, Franco Degrassi, esprimendo orgoglio e soddisfazione per quest’iniziativa. “Siamo grate e onorate”, ha detto la figlia Agnese, tra l’altro nata a Dakar, che ha ringraziato l’Irci e gli autori dell’esposizione per questo omaggio al padre.

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