Tramandare multiculturalità e bilinguismo

La coordinatrice del progetto, Marina Paoletić, insieme a 11 allievi della SMSI «Leonardo Da Vinci» di Buie alla scoperta del territorio istriano e della sua storia

BUIE | L’istituzionalizzazione dell’insegnamento della storia e della cultura del territorio è un progetto importante che la Regione istriana ha iniziato con i bambini, in quanto saranno loro quelli che trasmetteranno e condivideranno le tradizioni, la cultura, la lingua, usi e costumi. L’intento è quello di tramandare loro i valori del bilinguismo e della multiculturalità, facendo conoscere le peculiarità di ogni più piccolo e nascosto angolino della Regione. Col desiderio di unificare istituzionalmente le attività, le manifestazioni e i programmi che da decenni fanno parte della scena istriana, la Regione ha creato questo programma che dà la possibilità di vivere l’Istria in pienezza, mantenendo le sue ricchezze anche nelle generazioni che verranno.
Il progetto viene svolto in più fasi e include la collaborazione di tutti gli istituti scolastici, da quelli prescolari alle scuole elementari, superiori e medie. Di fondamentale importanza è la collaborazione attiva con la società, le associazioni, Città e Comuni che sono di sostegno e aiuto alle scuole di ogni ordine e grado. Amare la propria terra vuol dire amare le persone, la natura, la storia e il futuro non solo del proprio Paese, città e luogo natio ma ancor più in là. Il progetto, quindi, raccoglie tutte le attività, le canzoni, i sonetti, i racconti, le storie e le scoperte che le scuole di ogni ordine e grado curano all’istriana, in silenzio, con tanto amore, con tanta cura e passioni nascoste di insegnanti, educatori e professori e della società istriana in genere.

Cittanova e Buie, tra sacro e profano

La SMSI “Leonardo Da Vinci” di Buie, nell’ambito del progetto, quest’anno ha trattato il tema “Cittanova – Buie: tra il sacro e il profano. Viaggiando non scopriamo soltanto un territorio, bensì anche una parte di noi stessi”, che ha portato gli studenti, assieme alla coordinatrice del progetto Marina Paoletić, a riscoprire un’altra zona dell’Istria nord-occidentale. Dopo aver trattato il Salvorino e l’Alto Buiese, l’interesse è stato rivolto allo studio e alla visita dei suoi paesi meridionali. Sono stati 11 gli alunni che hanno aderito al progetto: Paolo Biloslavo, Caterina Napoletano, Carlos Šepić ed Ela Ester Zorić, della II liceo generale, Linda Baissero, della III liceo, e Ana Auguštin, Iva Biondić, Katia Makovac, Fabiana Piuka, Elisa Starčević, Petra Grace Zoppolato, della IV liceo. Tutti molto partecipi a indagare una parte del territorio che un tempo costituiva il vescovado di Cittanova, un’area che si estendeva tra il fiume Dragogna e il Quieto, ma soprattutto a conoscere e comprendere le preziose opere artistiche e le peculiarità storiche che caratterizzarono Cittanova e Buie, località che furono entrambe sedi vescovili.
“La malaria che si propagò dalla foce del Quieto e le incursioni dal mare segnarono il declino di Cittanova e lo sviluppo di Buie, luogo in cui si spostò la sede del vescovado vista la sua collocazione strategica e grazie anche alla presenza di un’aria più salubre. A Buie siamo riusciti a dedicare maggiori attenzioni visitando luoghi sacri, edifici e luoghi pubblici, nonché i palazzi delle famiglie buiesi più benestanti (Ambrosi, Tagliapietra, Vlastò), facendo poi un confronto tra la situazione attuale e quella riportata nelle mappe del Catasto franceschino”, racconta la prof. Paoletić. “Le nostre ricerche hanno portato delle novità in relazione alle recenti scoperte fatte in loco e sono state rintracciate inedite immagini del borgo buiese e di Cittanova; preziosa e suggestiva è stata invece la testimonianza del signor Armando Degrassi, che ci ha narrato una Buie autentica e vivace. In occasione della Notte dei musei, organizzata a livello locale dall’Università popolare di Buie, abbiamo partecipato e proposto una visita guidata, dove le nostre Ana, Fabiana, Elisa, Iva, Linda e Petra ci hanno illustrato aspetti meno noti della cittadina. Un sentito ringraziamento è rivolto a Tanja Šuflaj dell’UPA di Buie, al signor Armando Degrassi, al signor Bruno Savron, al fotografo Gianfranco Abrami e al parroco Vladimir Brizić per averci aperto le porte delle chiese, alla famiglia Biloslavo di Castagna, al Museo Lapidarium di Cittanova e agli addetti della Soprintendenza ad Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia. Alle prof.sse Lorena Kmet e Dragana Savić vanno i nostri più sinceri ringraziamenti per il loro importante contributo nella realizzazione della pubblicazione”.
Ricalcando il percorso fatto nella metà del Seicento dal vescovo emoniense Giacomo Filippo Tommasini e mettendo a confronto le sue descrizioni, gli alubbi hanno visitato le località di San Giorgio in Laimis, Castagna, Stanzia Sillich, Piemonte, Circoti e San Giorgio (oggi frazione di Grisignana), luoghi che si affacciano sull’incantevole valle del Quieto e che, oltre a una ricca storia, vantano panorami mozzafiato. In quanto, spesso un’immagine vale più di mille parole, hanno ben pensato di pubblicare e diffondere pure sui social media dettagli e panorami dei luoghi visitati, immagini che si possono visualizzare, provviste di commenti e spiegazioni, sul profilo instagram @davinci_gram.

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