Tradizione e innovazione alla Regata Storica di Venezia

La prima domenica di settembre nella città lagunare è riservata per lo sfarzo e la competizione delle barche d’epoca, alla quale ha preso parte anche questa volta la squadra di rematori delle CI di Umago-Salvore

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Tradizione e innovazione alla Regata Storica di Venezia
L’alzaremi per i fan. Foto: MAURA FAVRETTO

La prima domenica di settembre Venezia si para a festa per lo sfarzo e la competizione della Regata Storica. All’evento partecipa da molti anni anche la squadra di rematori delle CI di Umago-Salvore che si accoda alla sfilata delle barche d’epoca, quelle che formano il sontuoso corteo che precede l’inizio delle gare vere e proprie. La tradizione vuole che, oltre ai ragazzi che remano, a Venezia arrivi da Umago anche un carico di supporter per sostenerli, incoraggiarli e fare il tifo per loro. Mentre i primi giungono in laguna già il giorno prima, per tutti i preparativi, i secondi si svegliano all’alba della domenica e, dopo un passaggio in autobus e uno in vaporetto, si presentano puntuali in Riva Schiavoni a metà mattina.

a calma prima delle celebrazioni.
Foto: ANTONELLA DEGRASSI

Le novità di quest’anno
Quali sono state le novità di quest’anno? Il programma è rimasto sostanzialmente immutato nei modi e nei tempi con le barche storiche che escono dall’Arsenale nel primo pomeriggio per cominciare la sfilata alle 15.30, sfilata che si snoda lungo il Canal Grande e passa per il saluto davanti alla Machina che ospita le autorità. Subito dopo iniziano le competizioni. Il tempo è stato clemente con una temperatura gradevole per sportivi e pubblico, soprattutto se comparata a quella infuocata dell’anno scorso che aveva affaticato tutti, smorzando notevolmente gli entusiasmi.
Per quanto riguarda gli umaghesi-salvorini c’è stata una presenza in formato ridotto dei sostenitori, una trentina, probabilmente perché la giornata coincideva con le vendemmie in corso. Pochi ma buoni, perché lo spirito di solidarietà e di orgoglio di gruppo era comunque forte e le loro voci si sono fatte sentire.
La trasformazione più radicale è però avvenuta all’interno della squadra, innanzitutto con la notizia che lo storico pope, la guida, non sarebbe stato Silvano Pelizzon, ma il fedele compagno Danilo Latin. Il motivo di questo scambio è dovuto alla decisione del ginocchio destro di Pelizzon di ribattezzarsi Jacomo, cosa che ha compromesso il suo equilibrio, che in barca è fondamentale. In attesa di un’operazione riparatrice, Silvano aveva inizialmente deciso di fare da riserva, ma non ha avuto vita facile, in quanto la defezione all’ultimo momento di Roberto Sirotić ha decretato che prendesse il remo, accanto al figlio Alessandro, che partecipa all’evento già da sette anni. L’altra novità è stato l’esordio a bordo di ben tre nuovi membri (ovvero del 50% della squadra) Livio Zacchigna, Gianni Bose e Mario Dodici, reclutati da Danilo e da Alessandro.

Le new entry Gianni Bose, Livio Zacchigna e Mario Dodici.
Foto: MAURA FAVRETTO

Entusiasmo palpabile
Abbiamo incontrato i ragazzi per il tradizionale pranzo prima della discesa in Arsenale. L’entusiasmo era palpabile tanto che l’atmosfera di aspettativa e gioia ha contagiato tutto il locale. Parlando con le nuove leve, anche per controllare il loro pedigree marinaresco, siamo venuti a sapere che Livio, con dei nonni originari di Zambrattia dove ha trascorso molta della sua infanzia, pur vagabondando per il mondo, con un intervallo in Australia e una vita lavorativa a Trieste, ha sempre avuto un profondo attaccamento per quel tratto di costa, ritornandoci ripetutamente. Ci ha raccontato che nonostante il suo passato di sportivo da canottaggio, si stava ancora industriando per dominare il ritmo della voga alla veneta, per cui “arrivare in fondo dell’Arsenale sarà già un buon training!”. La sua felicità era comunque quella di essere tra amici, far parte dei legami di spazio e di tempo con la Serenissima, che per lui ha sempre rappresentato un esempio di inclusione delle esperienze di tutte le genti che la componevano.
Gianni Bose, invece, nasce umaghese ma si trasferisce e mette su famiglia a Salvore dove vive già da 29 anni. Parallelamente alla sua attività “terragna”, porta avanti la passione per la pesca con la sua battana sulla quale è abituato a remare. Ha detto che con due dritte del veterano Danilo, si sente già padrone della tecnica. Ci tiene però a precisare che per tutto questo “il mare deve piacere, altrimenti non ha senso”. Per lui l’esperienza mozzafiato a Venezia è stata la prima entrata in Arsenale. Avendo fatto la stessa esperienza l’anno prima, comprendiamo il senso di meraviglia, condiviso anche dalla terza new entry, Mario, che ci ha riservato più di una sorpresa. Nativo di Dubrovnik, ma salvorino dall’età di due anni, è il più giovane e anche, a quanto risulta, il più modesto, perché è toccato agli altri a rivelare la sua profonda conoscenza del mare e il suo impegno a condurre progetti e laboratori sul tema, in collaborazione tra l’altro, con il Museo di Umago. Ha dichiarato di essere aperto a tutto quello che la giornata avrebbe portato, aspettandosi “forti emozioni”.

I fan a Punta Sabbioni, prima di imbarcarsi per Venezia.
Foto: ANTONELLA DEGRASSI

Giorni intensi
Subito dopo il pranzo, tutti insieme all’Arsenale per il cambio d’abito e la consegna della barca, una bella caorlina azzurra a sei remi. Qui abbiamo incontrato nuovamente l’amico Gianluca che lavora come carpentiere e restauratore. Per lui e i suoi colleghi i giorni a cavallo dell’evento sono molto intensi e presentano sempre problematiche, con le imbarcazioni che vanno preparate e messe in acqua. Ci ha raccontato che per strane coincidenze, il giorno della Regata il tempo è sempre bello, anche se può piovere immediatamente prima o dopo. A volte è capitato che le condizioni inclementi facessero affondare qualche barca che, grazie al fondale basso poteva essere facilmente recuperata, ma era sempre un danno in più.
Una volta in costume i nostri ragazzi sono usciti per incontrare i propri fan sulla riva. Ad incoraggiare il papà c’era anche Iris, la figlia di Livio. Dopo un brindisi tutti insieme, via verso la prova del mare sui cinque chilometri di canale.
A fine sfilata abbiamo rivisto la squadra sul bordo di Campo San Samuele, vicino a Palazzo Grassi. Li abbiamo trovati quasi in stato di grazia, sia perché la remata era andata bene rivelandosi più facile del previsto per i nuovi compagni, ma anche perché erano stati raggiunti dai membri della società remiera Casteo con cui hanno un lungo e profondo legame di amicizia e con i quali hanno avuto il piacere di brindare con in buon vino istriano e condividere alcune delle nostre prelibatezze.

a consegna della barca alla squadra.
Foto: MAURA FAVRETTO

Il rinnovo delle energie della squadra
Per Silvano e per Danilo la giornata ha rappresentato un sogno che si sta avverando, quello cioè di rinnovare le energie della squadra, di passare il testimone a una nuova generazione, ma soprattutto di continuare a far parte di questa bellissima tradizione con l’auspicio che la collaborazione e l’amicizia tra Venezia e Umago possa pregiarsi anche di un riconoscimento ufficiale. Per il momento le autorità già collaborano al progetto, con i fondi gentilmente erogati dall’Ufficio per i diritti dell’Uomo e delle minoranze nazionali del governo croato e dall’Unione Italiana, a cui va un sentito ringraziamento da parte di tutti.

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