Nel programma della 71esima Estate spalatina, il Peristilio ha accolto nuovamente l’opera lirica di alto livello con la messa in scena della “Tosca” di Giacomo Puccini. L’affluenza è stata straordinaria: un pubblico numeroso ha gremito gli spazi dell’antico cortile di Diocleziano per assistere a questo celebre melodramma in tre atti, su libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, tratto dall’omonima tragedia di Victorien Sardou, rappresentato per la prima volta nel 1900 al Teatro Costanzi di Roma.
Nei giorni precedenti alla prima, le prove e le generali hanno già attirato l’attenzione di molti appassionati, turisti e cittadini di Spalato. Un pubblico partecipe ha animato fino a tarda sera il cuore storico della città, solitamente più tranquillo nelle ore notturne. Questo entusiasmo ha restituito al Peristilio quell’aura di magia e intensità emotiva che aveva caratterizzato le edizioni più memorabili del festival. La rappresentazione della “Tosca” ha visto un’affluenza eccezionale: ogni angolo del Peristilio era occupato in un’atmosfera carica di attesa. Un entusiasmo palpabile non solo tra gli spettatori, ma anche tra gli artisti e gli organizzatori. “Tosca”, insieme a “La Bohème” e “Madama Butterfly”, forma la celebre trilogia pucciniana. Tuttavia, questa opera si distingue nettamente dalle altre: con “Tosca”, Puccini abbandona i modelli romantici e le figure eroiche verdiane, immergendosi in una drammaturgia più spietata, realistica, tragica. In quest’opera non c’è spazio per l’idealizzazione: la commozione cede il passo alla tensione drammatica e alla disillusione.
Eleganza sobria ed efficace
La vicenda, ambientata nella Roma del 1800, dopo la battaglia di Marengo e durante la repressione papalina dei repubblicani, si concentra su tre personaggi principali. Il soprano Lesja Alekseeva, nei panni di Floria Tosca, ha offerto un’interpretazione intensa e vocalmente impeccabile; il tenore José Simerilla Romero ha dato vita a un Cavaradossi appassionato e drammatico; mentre il baritono Grga Peroš, nei panni del barone Scarpia, ha convinto per la sua forza espressiva, incarnando con sinistra efficacia l’arroganza del potere e la perversione dell’autorità. Le interpretazioni sono state accompagnate da un contesto musicale di grande coerenza e cura. Il Maestro Mihail Sinkevič, alla guida dell’Orchestra del TNC di Spalato, ha offerto una direzione precisa, dinamica e profondamente rispettosa della scrittura pucciniana. Particolare attenzione è stata dedicata alla resa dei colori strumentali e vocali, nonché alla dizione italiana, elemento spesso trascurato ma qui gestito con perizia.
I momenti corali hanno ricevuto lunghi applausi, grazie al contributo del coro del TNC di Spalato e del coro degli allievi della Scuola di musica “Josip Hatze”. La regia di Goran Golovko ha valorizzato gli spazi suggestivi del Peristilio, adattandoli all’azione scenica senza forzature, ma con un’eleganza sobria ed efficace. Un plauso anche ai ruoli secondari: il sagrestano di Božo Župić, Spoletta interpretato da Lovre Gujinović, Mate Akrap nel ruolo di Cesare Angelotti e Felipe Ćudina Begović come Sciarrone. Tutti hanno offerto un valido sostegno all’economia teatrale dell’opera. Di rilievo l’accurato lavoro di ricerca storica e musicale che precedette la composizione: Puccini si avvalse dei consigli di Alfredo Vandini e di Don Pietro Panichelli, domenicano del convento della Minerva, per ricreare l’ambiente sonoro della Roma ottocentesca, come si percepisce nel preludio del terzo atto e nel “Te Deum” del primo.
Precisione e raffinatezza
Alla fine della serata il Maestro Sinkevič ha condiviso con noi alcune sue esperienze. “La Tosca è un’opera rinomata a livello mondiale – ha spiegato per il nostro quotidiano – ma dirigerla in un luogo così suggestivo è un’esperienza unica. L’atmosfera del Peristilio infonde un’energia particolare a tutto il team artistico. La partitura pucciniana è un capolavoro di precisione e raffinatezza. Ogni dettaglio – ritmo, timbro, dinamica – è annotato con cura. È fondamentale che l’ensemble lavori in sinergia per restituire il giusto equilibrio e i colori voluti dal compositore”.
La “Tosca” rappresentata a Spalato ha convinto per qualità musicale, rigore interpretativo e potenza emotiva. Il pubblico, con lunghi applausi e ovazioni a scena aperta, ha sancito il successo di una serata destinata a restare nella memoria del festival e della città.

Foto: DAMIANO COSIMO D’AMBRA
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