Tomaso Luciani pensatore istriano

Ivor Hreljanović
L’autore Marko Zottich e Kristjan Knez

FIUME | La vita e l’operato di uno dei personaggi storici più importanti dell’Istria. Nel parla il volume intitolato “Il pensiero politico di Tomaso Luciani”, di Marko Zottich, presentato martedì scorso a Palazzo Modello, nell’ambito di una serata organizzata dalla Società “Dante Alighieri” – Comitato di Fiume. A dare il benvenuto agli ospiti, tra cui la presidente del Consiglio cittadino della minoranza nazionale italiana, Irene Mestrovich, è stata la responsabile della “Dante Alighieri”, Ingrid Sever, la quale ha introdotto i relatori. “Oltre a essere docente della SMSI di Fiume, Marko Zottich è nostro socio sin dalla fondazione del Comitato di Fiume”, è stato detto.

Un personaggio poco studiato

Il presidente della Società di studi storici e geografici di Pirano, Kristjan Knez, ha ricordato che il volume, pubblicato nel 2017 dalla Società di studi storici e geografici di Pirano, è stato già presentato lo scorso 14 aprile, con grande successo, nella Biblioteca civica di Albona. Il relatore si è soffermato sui vari argomenti trattati nelle opere di Tomaso Luciani (1818 – 1894), storico e politico albonese su cui vigeva per molti decenni una sorta di damnatio memoriae, innanzitutto per le sue posizioni irredentistiche. Luciani rimane comunque uno dei personaggi storici più importanti di tutta l’Istria. È conosciuto anche per essere stato podestà di Albona nel periodo tra il 1847 e il 1849 e tra il 1856 e il 1861. “In suo onore proporremo un convegno tutto incentrato sulla sua figura”, ha annunciato Knez, offrendo poi un’analisi dell’opera, consistente in una rielaborazione della tesi di laurea di Zottich. Il volume “Il pensiero politico di Tomaso Luciani” è un libro che può venire letto a vari livelli. “Si tratta di un’opera ricca di considerazioni e spunti per future ricerche – ha specificato il relatore –, che contiene tre testi in edizione anastatica, tanto che ciascun lettore può consultare la fonte e cogliere le opinioni di Luciani”.

Il confine naturale dell’Italia

Le idee politiche fondamentali di Tomaso Luciano sono state illustrate da Marko Zottich. “Fino agli anni Novanta dello scorso secolo, Luciani veniva trattato soltanto in modo marginale. Una delle visioni politiche promosse da Luciani, è stata quella che riguarda il confine naturale dell’Italia”, ha sottolineato l’autore del libro. Come spiega Zottich nella sua opera, quello promosso da Luciani è un confine naturale, ossia difendibile, “ciò che la natura propone in termini di chiarezza e sicurezza” perché “nella visione naturalistica lucianiana non è possibile che all’interno del confine naturale vi siano più nazionalità”.

La presenza slava in Istria

Nello stesso contesto, Zottich afferma che le accuse dell’etnocentrismo nei confronti di Luciani vanno rigettate in quanto “per Luciani gli istro-slavi hanno soltanto un’identità regionale istriana che li rende parte integrante dell’Istria; Luciani li considerava istriani alla pari degli istro-italiani, mentre la loro condizione reale di povertà fu causata dall’Austria, non dalla borghesia italiana. Gli italiani in Istria hanno invece un’identità nazionale”. “Quando Luciani parla male degli slavi, non si riferisce agli istriani, ma agli slavi al di là del confine naturale che ‘strumentalizzano gli slavi dell’Istria a loro favore’”, ha detto l’autore, secondo il quale, quella di Luciani era una visione della nazione ottocentesca, romantica, di un “uomo del Risorgimento” e, come tale giustificabile, a differenza delle stesse argomentazioni riprese nel secolo successivo.
Nonostante l’importanza del tema per queste terre, è stato scarso l’interesse del pubblico alla serata. Assenti i rappresentanti del sodalizio locale. L’evento è stato allietato da musiche proposte dalla fisarmonicista Karla Sorčić, studentessa pluripremiata della Scuola di musica e della Scuola media superiore italiana di Fiume.

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