Sulle ali di operette, opere e cabaret all’«Ivan de Zajc»

Il Teatro fiumano ha ospitato una serata prenatalizia con alcuni dei solisti più noti dell’Opera, affiancati da artisti del Dramma Italiano e del Dramma Croato

Foto Ivor Hreljanovic

Piacevole serata al Teatro Nazionale Croato “Ivan de Zajc” di Fiume, sulle ali delle note “leggere”, che hanno portato il pubblico attraverso generi musicali diversi, in compagnia di melodie classiche, a rappresentare opere, operette e musical, lasciando spazio pure a spiritose parentesi di cabaret. E la musica, si sa, è un’ottima consuetudine per introdurre e realizzare feste di qualsiasi genere, e tradizionalmente pure per rallegrare le festività natalizie.
Il palcoscenico dello “Zajc” ha ospitato domenica sera un concerto prenatalizio che ha visto protagonisti alcuni dei solisti più celebri dell’Opera del Teatro fiumano, affiancati da artisti del Dramma Italiano e del Dramma Croato, che si sono esibiti in classici senza tempo, dando sfoggio alla loro maestria tra le note.
A rompere il ghiaccio è stato il brioso Dario Bercich ne “Se fossi un uomo ricco” dal musical “Il violinista sul tetto” (di Jerry Bock/Sheldon Harnick/ Joseph Stein), a cui hanno fatto seguito i passionali Vanja Zelčić e Robert Kolar ne “O, kućo mala” (Piccola casa) dell’operetta “Spli’ski akvarel”(Acquerello spalatino) di Ivo Tijardović. Marko Fortunato ha intonato brillantemente “O, Bajadero”, dell’operetta di Emmerich Kálmán “Die Bajadere”, mentre Sergej Kiselev si è esibito in “Dicintecello Vuie” di Rodolfo Falvo e Enzo Fusco. Ancora sulle ali dell’operetta con Vanja Zelčić, Ivan Šimatović nel duetto “Lippen Schweigen” de “La vedova allegra” di Franz Lehár.
Del “Barbiere di Siviglia” di Gioacchino Rossini, Vanja Zelčić e Robert Kolar hanno interpretato con trasporto “Dunque io son”, mentre dall’operetta di Franz Lehár “Il Paese del sorriso”, Marko Fortunato ha intonato con sentimento “Tu che m’hai preso il cuor”. Egregia esibizione pure per Olga Kaminska, che ha proposto “Serenata” (di Enrico Toselli/Alfredo Silvestri), mentre dal musical “I Miserabili” (Claude-Michel Schönberg, Alain Boublil, Jean Marc Natel, James Fenton) Dario Bercich ha eseguito “Stars”.
Il pubblico ha premiato con affettuosi applausi tutti gli interpreti, che hanno puntualmente dato sfoggio del loro a dir poco grande talento. Ma permetteteci di constatare che i consensi più vivaci e calorosi se li è meritata Leonora Surian Popov, che ha proposto un’anteprima del musical “Evita” – in programma allo “Zajc” il prossimo gennaio –, con l’emozionante esibizione di “Ne plači za mnom, zemljo moja” (Don’t Cry for Me Argentina), brano musicale composto nel 1975 da Andrew Lloyd Webber su testi di Tim Rice per il musical, appunto, “Evita”. È il brano più noto dello spettacolo ed è una delle più famose canzoni dell’autore, che in italiano venne cantata originariamente da Milva nel 1977, mentre nel 1997 è uscita nella versione cinematografica del musical, interpretato da Madonna. E ancora sulle ali di “Evita” “Buenos Aires”, con le dolci e graffianti voci di Elena Brumini e Leonora Surian Popov, incantevoli come sempre.
L’atmosfera prenatalizia è stata portata in scena da Sergej Kiselev con “Let it Snow” (Jule Styne, Sammy Cahn) e da Olga Kaminska con “O Holy Night” (Adolphe Charles Adam, Placide Cappeau, John Sullivan Dwight), mentre a chiudere l’evento è stato ancora un “tocco” del Dramma Italiano, con Mirko Soldano ed Elena Brumini che hanno ammaliato con “Baby, It’s Cold Outside”, parole e musica di Frank Loesser (1944), brano inserito nel film “La figlia di Nettuno” (1949), per il quale vinse l’Oscar alla migliore canzone.
Tra le tante esibizioni “serie” ci sono state diverse “pause” cabarettistiche-musicali umoristiche con il duo duo “Žlice i gitara” (Cucchiai e chitarra) ossia gli attori del Dramma Croato, Nikola Nedić e Mario Jovev, affiancati al violino da Osman Eyublu, che hanno dato veramente un tocco in più alla serata con il loro divertenti sketch.

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