«Storie in valigia»: le lettere rappresentano l’importanza della diversità

Petra Bernarda Blašković è stata una delle protagoniste della seconda giornata del Festival del libro per l'infanzia «Monte Librić» in corso alla Comunità degli Italiani di Pola

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«Storie in valigia»: le lettere rappresentano l’importanza della diversità
I bambini stanno riempiendo il pannello sotto la supervisione di Petra Bernarda Blašković. Foto: FREDY POROPAT

Uno spettacolo interattivo dedicato a bambini e ragazzini che va in scena da oltre una ventina d’anni e che viene riproposto negli asili e nelle classi inferiori delle elementari sia in Croazia che in Italia, a dimostrazione della professionalità con la quale viene eseguito accompagnata dall’entusiasmo dei più giovani nel seguirlo. Si tratta di “Storie in valigia”, ideato e interpretato dall’attrice, regista, burattinaia, musicista e quant’altro Petra Bernarda Blašković, proposto ieri mattina per due volte nella Biblioteca civica e Sala di lettura di Pola. Il gradevole appuntamento rientra nell’ambito del Festival del libro per l’infanzia “Monte Librić” aperto l’altro giorno nella sua “sede fissa”, qual è la Comunità degli Italiani di Pola, e che calerà il sipario domenica prossima.

Musica e canzoni educative
Attenendosi strettamente allo slogan del Festival “Caccia alle lettere” (Lov na slova), lo spettacolo in pratica è un gioco istruttivo con le stesse, ma che allo stesso tempo porta con sé un profondo messaggio: quello che la diversità accanto all’amore è una ricchezza da tutelare e salvaguardare. Come capirlo? Grazie a “Storie in valigia”, – che ha coinvolto gli alunni della Ia, Ib e IIb (una cinquantina in tutto, accompagnati rispettivamente dalle capiclasse Laura Lonzar, Cinzia Leonardelli Laikauf e Caterina Moscarda-Peršić, nonché dall’assistente Manuela Erman Hervatin) della Scuola elementare italiana “Giuseppina Martinuzzi” –, uno spettacolo divertentissimo e a tratti esilarante, con tanta musica e canzoni educative, che ha acconsentito appunto ai bambini di conoscere i valori umani giocando con le lettere.

L’unione fa la forza
La storia si svolge su un pannello, “in un mondo lontano con dei brutti suoni” (raffigurato dai ragazzini) dove un bambino si chiede perché le lettere non andassero d’accordo tra di loro litigando nella valigia. Infatti, ognuna pensa di essere la più bella, la più forte e la più furba, insomma, la più importante. Ed è saltata fuori la “A”, che serve per cantare, sbadigliare, ridere e sospirare. Poi arriva la lettera “M”, che si pronuncia quando si è arrabbiati, si ha dei dubbi, si pensa, quando si mangia la torta di compleanno… A pensare di essere le più importanti sono pure la “O” (quando vedi Babbo Natale, ricevi un dono…), la “R” (che è un po’ più severa, però serve per ringhiare come un cane o fare le fusa come un gattino) e la “E” (“ascoltate me, se qualcosa chiaro non è”, ha detto la lettera per mettersi in mostra). A quel punto il bambino, stufo dei disaccordi tra le lettere, fa notare loro che sono fantastiche, perché ognuna è diversa, e quindi inizia ad accomunarle: “AM” già si può usare quando si mangia, aggiungendo la “O” si arriva all’amo per pescare, e infine associando tutte queste lettere assieme si ricava la parola “AMORE”, che è la più importante del mondo. Assieme si è più belli, forti e furbi, e litigare non porta a niente, è stato il messaggio del bambino, “che un giorno arrivò, e la pace riportò”. Sul finire alcune “maghe” del pubblico hanno avuto l’occasione di creare da sole delle parole con le lettere a disposizione, ricavando Ema, Mare, Eroe e via dicendo. Uno spettacolo molto dinamico, interessante, istruttivo ed educativo, tra l’altro legato al lato umano delle persone. Va detto che alla replica dello spettacolo “Storie in valigia” hanno preso parte i bambini delle Sezioni “Cip e Ciop”, “Calimero” e “Bassotti” dell’Ente prescolare italiano “Rin Tin Tin”, nonché dell’asilo “Paperino” di Parenzo.

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