Storia e identità dell’Alto Adriatico

CRS: presentato il 26º volume della rivista scientifica «Ricerche sociali» e l'82ª edizione del Bollettino «La Ricerca»

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Storia e identità dell’Alto Adriatico
Nicolò Sponza e Diego Han. Foto: ROBERTA UGRIN

Il Centro di ricerche storiche di Rovigno in collaborazione con l’Unione Italiana e l’Università popolare di Trieste, ha presentato nella sala dedicata al ricordo dell’illustre storico rovignese Bernardo Benussi presso il CRS, il Bollettino promosso dal Centro di ricerche storiche, “La Ricerca” nella sua 82.esima edizione nonchè il 26.esimo numero della rivista “Ricerche sociali”.

A presentare “La Ricerca” nella sua 82.esima edizione è stato Nicolò Sponza, redattore del suddetto Bollettino pubblicato lo scorso dicembre.

Edilizia scolastica e sviluppo architettonico
“La Ricerca” propone tre contributi di storici e collaboratori del CRS di Rovigno, tra cui la “Lettera al compagno Branko-un frammento di guerra partigiana in Istria” scritto dallo storico Diego Han, il quale ci offre la possibilità di accedere ad uno sguardo diretto e personale circa le operazioni militari portate avanti dalla Brigata d’assalto “Vladimir Gortan” sul territorio istriano durante il mese di giugno del 1944.
Il secondo contributo è quello di Daniela Bišić Martinčić con “La situazione scolastica in Istria durante il primo dopoguerra”, nel quale l’autrice analizza il problema dell’edilizia scolastica nel primo dopoguerra, descrivendo nel dettaglio il piano regionale per incentivare l’edilizia scolastica, soprattutto nelle zone rurali dell’Istria, afflitte allora da un tasso di analfabetismo molto elevato.
Franco Stener, nel suo contributo intitolato “La primigenia chiesa di S.Rocco a Muggia: nuove acquisizioni per una corretta datazione” grazie al recupero di una cartella di documenti inerenti l’attuale chiesa di San Rocco a Muggia, propone ai lettori un interessante articolo su due elementi che suggeriscono una nuova datazione dell’omonima chiesa e testimonianze di ciò che fu la chiesa primigenia.
A seguire, tre presentazioni di tre pubblicazioni edite dal CRS: “Il complesso francescano di Pola. Genesi e sviluppo architettonico dal XIII al XX secolo” di Paola Delton, gli “Atti” volume LI di Rino Cigui, che rappresenta l’appuntamento storiografico costante dell’intero panorama storiografico istriano e forse anche di quello Alto Adriatico, che si ripete ormai senza interruzione da oltre mezzo secolo, proponendo una varietà di contenuti storico-culturali, scambi e cooperazione tra culture dei secoli scorsi. E in conclusione, il 33.esimo volume dei “Quaderni” di Orietta Moscarda, il cui studio e la cui analisi è incentrata sulla storia dell’Alto Adriatico nei suoi controversi aspetti politici, linguistici e sociali seguendo da vicino le trasformazioni culturali che hanno caratterizzato da sempre il territorio dell’Istria e di Fiume nel secondo dopoguerra.

Gli aspetti di un passato comune
Lo storico Diego Han, in veste di redattore nonché direttore delle “Ricerche sociali” ne ha presentato il 26.esimo volume, ricordando che questa rilevante rivista scientifica ha visto la sua prima pubblicazione nel 1989, diventando così uno strumento importante per lo studio del passato della Comunità Nazionale Italiana e dell’Adriatico Alto orientale, ma anche per un’analisi degli aspetti sociali e culturali del suo presente. “Mi rende particolarmente felice l’avere di fronte a noi un nuovo volume pubblicato, perché anche in questo caso gli autori sono riusciti con i loro interventi nell’intento di accrescere le nostre conoscenze e farci riflettere su diversi aspetti della nostra storia e attualità”, ha detto Diego Han.
L’edizione presentata in sede raccoglie sette lavori di otto autori, divisi in due sezioni, cioè quella dedicata ai saggi, la quale comprende cinque contributi scientifici, e quella degli interventi, contenente due resoconti di partecipazioni a convegni.
Il saggio “Comprehensive model of language vitality” del collaboratore capodistriano Aleksandro Burra, traccia gli approcci teorici concernenti le lingue a contatto e la loro vitalità. Segue poi il saggio di Fulvio Šuran titolato “L’Utopia quale società a misura d’uomo. Il significato sociologico dell’utopia rinascimentale: La città felice di Francesco Patrizi tra conservatorismo e modernità”. Il terzo saggio è opera del ricercatore Matija Drandić, il quale nel contributo “Il patrimonio culturale immateriale come elemento costitutivo dell’identità” analizza il rapporto tra il concetto d’identità e il sistema del patrimonio culturale immateriale sull’esempio della comunità di Gallesano.
Il seguente saggio è opera della ricercatrice Paola Delton, la quale nel contributo “Chiamarsi Comunità Nazionale Italiana” raccoglie in maniera ragionata le denominazioni della CNI, creando un dizionario dei nomi che la minoranza italiana in Croazia e Slovenia ha dato a sé stessa.
A chiudere la sezione dei saggi, il contributo di Edita e Igor Dobrača dal titolo “Analisi bibliometrica della rivista Ricerche sociali”, fornendo una breve analisi degli indicatori quantitativi della rivista “Ricerche sociali”.
La sezione degli interventi, si apre con Ezio Giuricin che nel contributo “Spostamenti di popolazioni e cambi di sovranità in Istria e Fiume: la parentesi dello Stato libero” dove discute gli effetti che la Prima guerra mondiale ebbe sulla popolazione europea, soffermandosi sulla situazione in Istria e a Fiume.
A chiudere il 26.esimo numero delle “Ricerche sociali” è Giuseppe de Vergottini con l’intervento “Il Trattato di Osimo: chi ricorda la rinuncia a una parte del territorio nazionale?”.
Infine, un invito per tutti gli interessati a inviare al CRS di Rovigno i propri lavori di ricerca i quali saranno valutati dalla redazione e se ritenuti consoni pubblicati nelle pagine del prossimo numero.

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