STIFF 2025. «Tracce» d’arte

Presentati negli spazi dell’Accademia di Arti applicate di Fiume i lavori di design dedicati al Festival del film studentesco che si terrà a fine mese. Le opere esposte esplorano ciascuna a modo suo i diversi approcci scelti dell’interpretazione visiva della rassegna e della sua comunicazione visiva con il pubblico

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STIFF 2025. «Tracce» d’arte
Marko Koržinek, Aljoša Brajdić e Nina Licul. Foto: IVOR HRELJANOVIĆ

Sono stati presentati negli spazi dell’Accademia di Arti applicate di Fiume, i lavori di design degli studenti del corso di laurea in Comunicazione visuale e design grafico, dedicati al 12esimo Festival internazionale del film studentesco STIFF che si svolgerà a fine mese. Il loro lavoro ha incluso lo sviluppo di concept, la progettazione di poster, immagini promozionali, elementi grafici per le pubblicazioni del festival e materiali per le piattaforme digitali. Tutti i lavori hanno tenuto conto del tema del festival di quest’anno, dal nome “Trag/Tracce”.

Contatto con la realtà
L’esposizione rientra nell’ambito del progetto “Brdo kulture” (Montagna di cultura) che vuole collegare le istituzioni e le organizzazioni culturali di Fiume per promuovere la produzione locale, e qui l’Accademia ha collaborato con il Museo di Marineria e storia del Litorale croato. I lavori presentati, disposti sulle pareti del lungo corridoio del secondo piano dell’ex edificio militare di Tersatto, esplorano ognuno a modo suo i diversi approcci scelti dell’interpretazione visiva del Festival e della sua comunicazione visiva con il pubblico. A parlarne sono stati i professori Aljoša Brajdić, Marko Koržinek e Nina Licul.
“Già da dieci anni gli studenti preparano il design dell’identità visuale del Festival. Gli organizzatori forniscono istruzioni dettagliate sulla direzione e sui temi di cui si parlerà alla prossima edizione. Qui sono state presentate le proposte e poi quella scelta viene elaborata ulteriormente per applicarla su tutti i canali comunicativi che sono necessari, come la stampa o il digitale. In questo corso di studi è molto importante avere un contatto saldo con il mondo reale e il lavoro scelto viene poi premiato e realizzato”, hanno spiegato i professori. I lavori presentati sono otto, opera di sei studenti. Durante il semestre ogni studente ha realizzato due o tre soluzioni e poi il committente, il Centro culturale studentesco, ha deciso in che direzione proseguire.

Un lavoro redditizio
Oltre ai pannelli dedicati al festival STIFF, sono stati presentati sui muri, poco accanto, anche i lavori grafici prodotti nel campo del design digitale, che colgono immediatamente l’occhio di ogni gamer. Si tratta infatti di piccole icone, modelli di personaggi di videogiochi fantasy e RPG, scelte grafiche per app da cellulare e menu vari. È un tipo di lavoro che è obbligatorio per ogni videogioco presente sul mercato e che accompagna quello di carattere più tecnico-matematico dei programmatori informatici, di solito impegnati a creare i modelli fisici e gli spazi virtuali del videogioco. Compito del designer è quindi integrare il lavoro di background del tecnico informatico con l’aspetto finale estetico del videogioco, spesso più importante per avere una maggiore vendita. “I nostri studenti hanno un programma di studi molto ampio e imparano a usare i programmi più importanti dell’industria digitale: Figma, Photoshop, l’intero pacchetto di prodotti Adobe e quelli più presenti nell’industria. Abbiamo tentato di portare qui da noi gli esperti in questo campo che seguono poi gli studenti e li guidano nella direzione di quello che il mercato richiede. La maggior parte di loro trova lavoro già durante il periodo di studi”, ha concluso Brajdić.

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