Stabat Mater. L’espressione musicale dolorosa di Dvořák

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Stabat Mater. L’espressione musicale dolorosa di Dvořák
Il coro e l’orchestra del TNC di Spalato. Foto: DAMIANO COSIMO D’AMBRA

Presso il TNC di Spalato è stato eseguito lo “Stabat Mater per soli, coro ed orchestra op.58” di Antonín Dvořák (1841-1904). Lo Stabat Mater è una sequenza latina, veniva cantata o recitata alla messa dedicata alla Madonna dei sette Dolori, il 15 settembre o inserita nella messa del venerdì dopo la Domenica di Passione. Lo Stabat Mater fu utilizzato e collocato all’interno della preghiera della Via Crucis. L’origine della sequenza dello Stabat Mater è da ricercare tra i manoscritti duecenteschi francescani. L’origine della creazione dello Stabat Mater è avvenuta durante gli anni tra il 1303 e il 1306 ed è stata attribuita a Jacopone da Todi. La composizione dello Stabat Mater di Dvořák ha le caratteristiche di una cantata sacra.
Fu composta tra il 1876 e finita nell’autunno del 1877. La prima esecuzione avvenne a Praga nel 1880 per conto dell’Associazione degli artisti di Praga. Un anno e mezzo dopo l’opera ebbe altre due rappresentazioni praghesi. La composizione è legata alla triste e dolorosa esperienza del compositore che in un breve periodo di tempo perse a poca distanza uno dall’altro, tutti e tre i suoi figli. Nella composizione prevale l’espressione musicale dolorosa. L’espressione del dolore che predomina nella sequenza è descritta all’ascoltatore tramite un tema iniziale cromatico che si sviluppa in una serie di progressioni. Il percorso doloroso della Madonna, scandito dalle invocazioni e dall’angoscia di una Madre di fronte al suo Figlio divino alla croce, sono descritti musicalmente dal compositore con un lirismo romantico, con richiami che ricordano nella costruzione della partitura schubertiana. Non mancano momenti musicali in cui compare la rigidità forte, ritmica, lignea e i colori forti scuri, opachi dell’affresco musicale dello Stabat Mater molto tradizionali, che ricordano le composizioni di Händel.
Nella composizione tra rulli di timpani, accordi di settima diminuita, il dolore immerso nei modi minori e cromatici che appartengono al mondo musicale romantico, il compositore inserisce elementi etnici musicali cechi appartenenti alla sua terra natia. Lo Stabat Mater del compositore praghese ha una struttura circolare che si conclude con il Finale dell’Amen in Re maggiore con una visione ottimistica della vita eterna dopo la morte. Nell’improvviso movimento ritmico che di scatto cambia in tempo veloce sembra che il compositore descriva l’anima che si stacca dal corpo dissolto e raggiunge la pace e la gloria del Paradiso. Applausi lunghi a scena aperta per il coro e l’orchestra del TNC di Spalato, per il soprano Antonija Teskera, il mezzosoprano Terezija Kusanović, il tenore Filip Filipović e il basso Mate Akrap. Lunghi applausi per il Maestro Ivan Hut che ha diretto la composizione con grande attenzione per la partitura sostenendo con grande energia e precisione tutte le sezioni del coro, dell’orchestra e i solisti in tutti i momenti dell’articolata struttura della composizione.

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