«Sliparija» con Rosanna Bubola Sotto la maschera… l’identità

Lo spettacolo basato sul romanzo di Milan Rakovac sulla Piccola scena del Teatro Popolare Istriano

Rosanna Bubola durante lo spettacolo

Come nelle aspettative, è stato alquanto inusuale lo spettacolo teatrale “Sliparija” sulla Piccola scena del Teatro Popolare Istriano. Un’anteprima assoluta che si è svolta giovedì, è stata riproposta ieri e sarà presentata pure questa sera (inizio alle ore 20). La rappresentazione, a detta della direttrice dell’istituto culturale polese Gordana Jeromela Kaić, ritornerà sul palco anche dopo l’estate, ossia il prossimo ottobre. Si tratta di uno spettacolo multimediale basato, appunto, sul romanzo “Sliparija” dello scrittore, traduttore e pubblicista Milan Rakovac (tra l’altro il suo preferito), per la regia di Matija Debeljuh; come protagonista principale (e unica nella pièce) l’attrice connazionale Rosanna Bubola.
«Ogni Paese ha la sua foiba»
La storia è basata sulle foibe, sia su quelle in Istria che in altre parti della Croazia, senza però fare differenze o distinzioni sugli autori dei massacri, in quanto “ogni Paese ha la sua foiba”.
Il concetto della rappresentazione, definita “un film allungato in una scena teatrale”, con tanto di video e accompagnata dalla musica della cantautrice etno-jazz Tamara Obrovac, non vuole direttamente e concretamente trattare questo pesantissimo tema. Tende anzi a presentarlo come un’illusione, nella quale, infine, l’uomo risulta “una spazzatura”.
“’Ma di che razza sei, se butti le persone nelle foibe?”, è in sintesi il pensiero portante. Tra le foibe, è stata rilevata quella di Jamurina, presso Visignano, che nel frattempo è diventata una discarica illecita.

Milan Rakovac, Vincent Ereš (batterista), Rosanna Bubola, Matija Debeljuh e Tamara Obrovac

Un’attrice par excellence
Tutto ciò è stato interpretato magistralmente dalla Bubola, un’attrice par excellence. Un volto unico che ha interpretato mille personaggi, tra cui il mitologico Bilfo, ritenuto il colpevole di tutti i mali successi nel mondo. In questa rappresentazione si trova davvero a suo agio, e anche prima dell’anteprima ha tenuto a puntualizzare di essere entusiasta di questo progetto. Lo ha dimostrato sul palco. È la nostra Anna Magnani – come l’ha definita lo stesso Rakovac – il cui stile e la voce in particolare a tratti accompagnano lo spettacolo. Quest’ultimo è relativamente di breve durata (di circa un’ora), inizia con un’atmosfera opaca, però poi emerge l’ironia, ovvero l’umorismo nero.
Dunque, la prima anteprima in… tre episodi nel Teatro polese nell’epoca del coronavirus, è stata un successo, che come succitato verrà riproposto nei mesi a seguire. Elogi a tutta la compagnia, impegnata nelle coreografie, luci, musica e quant’altro.

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