Al suo debutto in Arena con un concerto da solista Severina ha fatto centro sabato sera in anfiteatro. Ottomila persone hanno ballato con la cantante spalatina che non si è risparmiata neanche un momento. Quasi tre ore di programma (per la precisione due ore e 48 minuti) che hanno incontrato i favori di coloro che già un mese prima del concerto hanno fatto registrare il tutto esaurito.
Inizio col botto
Ancora una volta Severina si è dimostrata regina indiscussa della musica pop in Croazia tanto che a volte è bastato cantare il primo verso di una canzone e lasciare la continuazione al parterre e alle gradinate. Accompagnata da un gruppo di musicisti, metà dei quali fiumani, è partita subito forte con la canzone “Brad Pitt” che ha subito “infiammato” l’anfiteatro bimillenario. Una partenza non a caso tanto che il brano inizia con un “Ho la sensazione che sarà una buona notte”… Un via a ritmi sostenuti con di seguito i brani “Generale” e “Paloma Nera”, canzone che aveva presentato nella sua “prima” in Arena nel 1993 durante la registrazione di un programma televisivo. “Sono molto contenta di essere qui”, ha detto con la risposta del pubblico ad altissimo livello di decibel. Quello che rimane impresso del concerto è che Severina è un concentrato di energia pura che dalla canzone d’apertura a quella di chiusura (tra l’altro la stessa “Brad Pitt”) riesce a tenere un tempo indemoniato. Il concerto è proseguito a ritmi forti con i brani “Tvoja prva djevojka” e quell’“Uno momento” che fa a pugni con la grammatica italiana. “Siete proprio pazzi” ha detto rivolgendosi al pubblico presente composto per tre quarti circa di rappresentanti del gentil sesso.

Ricordi e omaggi
Nel prosieguo ha ricordato il primo concerto al quale ha presenziato in Arena, quello del compianto Oliver Dragojević e ha avuto parole di ringraziamento per lo scomparso Sven Dukić che per anni ha cercato di convincerla di esibirsi nell’anfiteatro polese. La parte centrale è andata avanti a ritmi un po’ più lenti: nell’interpretare “Virujen u te” e “Nisam kriva ja”, uscita quest’ultima la settimana scorsa, si è avvalsa dell’apporto dei cori fiumani “Josip Kaplan” e “Val” tanto che a un certo punto erano oltre settanta le persone sul palcoscenico.
Un messaggio al pubblico
Ritornando ai ritmi sostenuti, in repertorio anche “Gas gas” scritta per Severina da Goran Boregović e “Moja štikla” con la quale ha rappresentato la Croazia all’Eurosong. Dopo aver ringraziato i medici che hanno soccorso una donna colta da malore tra il pubblico, Severina ha spaziato fuori dai confini musicali per dire “La Croazia si ama con l’onestà e lottando contro la corruzione. Cosa che alcuni al potere sembrano dimenticare. Dedico questa canzone ai giovani del Montenegro, della Serbia e della Croazia che lottano. Ora ho la fortuna di avere un quattordicenne al fianco”, ha aggiunto, riferendosi al figlio avuto in affidamento dopo una lunghissima battaglia giudiziaria. E nel cantare “Rođeno moje” non ha potuto trattenere le lacrime tanto che per completare la canzone ha dovuto dare di spalle al pubblico per circa due minuti, tempo necessario per riprendersi. Dopo una dedica a Lepa Smoje e qualche passo di danza alla Michael Jackson sulle note di Thriller, Severina ha omaggiato diversi complessi e cantanti, dai “Bijelo Dugme” ad Alen Vitasović per passare ai “Novi Fosili”. C’è stato spazio anche per i suoi musicisti, tra i quali Dario Mihić che ha interpretato “Bella Ciao”.
Il concerto era ormai ai titoli di coda, saluti a tutti e finale energico con la canzone con la quale ha iniziato la serata. Il bis ormai sembrava superfluo.

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