«Schumann, Šostakovič». Un vortice di emozioni

L'Orchestra sinfonica del TNC «Ivan de Zajc» di Fiume, diretta magistralmente dal Mº Myron Michailidis, ha presentato dinanzi a un folto pubblico due sinfonie, entrambe in re minore

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«Schumann, Šostakovič». Un vortice di emozioni
L’Orchestra sinfonica del TNC “Ivan de Zajc” durante la serata. Foto: ŽELJKO JERNEIĆ

“Schumann, Šostakovič” è stato il titolo del concerto sinfonico tenutosi al Teatro Nazionale Croato “Ivan de Zajc” di Fiume, che ha visto in veste di protagonista l’Orchestra sinfonica fiumana sotto la direzione del Maestro Myron Michailidis. È stato questo un evento di grande pregio, nell’ambito del quale al folto pubblico fiumano sono state proposte due sinfonie: la Sinfonia n.4 op. 120 di Robert Schumann e la Sinfonia n. 5 op. 47 di Dmitrij Šostakovič, entrambe in re minore. Senza dubbio, un programma impegnativo che ha visto l’Orchestra cimentarsi con successo con due opere che rientrano sicuramente tra i massimi capolavori della musica sinfonica.

Una composizione dedicata alla consorte
La Quarta sinfonia di Schumann è particolare, in quanto l’intento del compositore fu quello di scriverla in un movimento, nonostante sia suddivisa formalmente in quattro unità che “scorrono” l’una nell’altra (Moderatamente lento, Vivace-Romanza: Moderatamente lento- Scherzo (Vivace), Trio-Lento, Vivace, Più presto), senza pause tra di loro e nelle quali vengono ripresi i temi e i motivi presenti nei movimenti precedenti. Composta in un autentico spirito romantico, questa sinfonia rappresentò una rivoluzione nella storia di tale forma orchestrale, in quanto intaccò con disinvoltura le sue regole formali. Si tratta, comunque, di un’attitudine particolarmente diffusa nel periodo romanico, in cui i compositori ampliavano e modificavano le forme strumentali per adeguarle all’urgenza di esprimere l’impeto delle loro emozioni, contribuendo in tal modo pure all’evoluzione degli strumenti e degli organici orchestrali.
Schumann (1810 – 1856) compose la Quarta nel 1841 e la dedicò a sua moglie, la grande pianista Clara Schumann nata Wieck (1819 – 1896), instancabile promotrice della musica di suo marito, soprattutto dopo la sua morte. La sinfonia ebbe la prima esecuzione il 6 dicembre dello stesso anno a Lipsia, mentre al concerto si esibirono anche Franz Liszt e la stessa Clara Schumann. Anche se si tratta della sua seconda sinfonia, essa venne pubblicata come quarta, in quanto Schumann la ripose nel cassetto per dieci anni dopo la prima esecuzione. Nel 1851 decise di rivederla, dopodiché la sua seconda versione venne eseguita a Düsseldorf con grande successo.

Un insieme coerente
La sinfonia è stata eseguita con grande concentrazione dall’Orchestra sinfonica di Fiume guidata dal gesto controllato ed espressivo del Maestro Myron Michailidis. Anche se inizialmente l’interpretazione ci è sembrata leggermente riservata, con l’evolversi del materiale musicale anche l’organico ha raggiunto la scioltezza indispensabile per esprimere il vortice di emozioni che Schumann intrappolò tra le pagine della sua sinfonia. Il Maestro Michailidis ha guidato sapientemente l’orchestra nella creazione di un insieme coerente, riuscendo a mantenere la tensione fino al furioso finale. Belli gli assoli del maestro concertatore Katarina Kutnar. Ha fatto seguito la Quinta sinfonia di Šostakovič, un brano complesso che sembra racchiudere ogni sfaccettatura della vita tra le sue vibranti pagine. Dalla brillante orchestrazione, che mette in risalto ogni sezione dell’organico, al denso tessuto musicale e alla straordinaria inventiva melodica, dalla dolcezza delle linee melodiche alla potenza e alla drammaticità degli interventi dell’intera orchestra, la Quinta sinfonia è una testimonianza del genio creativo del compositore russo.

«Il ritorno sulla retta via»
Šostakovič compose la sinfonia tra l’aprile e il luglio del 1937, mentre la prima esecuzione si ebbe a Leningrado il 21 novembre dello stesso anno. Il compositore vi lavorò in un periodo travagliato della sua vita, in cui temeva le ritorsioni del regime. Infatti, nel 1936 ebbe luogo la rappresentazione dell’opera “Lady Macbeth del Distretto di Mcensk” che un mese dopo venne stroncata sulle pagine della “Pravda” in un articolo, probabilmente attribuibile a Stalin stesso, presente allo spettacolo, intitolato “Il caos anziché la musica”. Per evitare ulteriori conseguenze, a Šostakovič venne consigliato di “tornare sulla retta via” e di attenersi ai modelli del realismo socialista. Il compositore non ebbe altra scelta che adeguarsi ai limiti imposti dal regime, ma per un anno visse nel terrore di venire punito, in quanto fu testimone della scomparsa di alcuni suoi amici e sostenitori. Dopo aver composto la quarta sinfonia e averla ritirata per scongiurare ulteriori problemi col regime, tentò di “tornare sulla retta via” componendo la Quinta, che per fortuna ebbe enorme successo.
Sottotitolata “La risposta dell’artista sovietico a una critica giustificata”, la sinfonia, stando a Šostakovič stesso, ha come tema la creazione dell’uomo, mentre nel finale “le tensioni e gli impulsi dei movimenti precedenti si risolvono nell’ottimismo e nella gioia di vivere”. Nel primo movimento della sinfonia si riconosce la citazione di “l’amour, l’amour” tratta dall’aria di “Carmen” di Bizet, che ci sembra un atto di coraggio e di ribellione ai limiti imposti dal regime.
La brillantezza della fantasiosa orchestrazione è stata restituita con coinvolgimento dall’Orchestra, mentre gli interventi di ciascuna sezione dell’organico sono stati gestiti con precisione dal Maestro Michailidis. L’Orchestra fiumana ha dato vita a un’interpretazione suggestiva e di grande impatto emotivo di questo assoluto capolavoro sinfonico. Copiosi applausi.

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