Scheriani: «Le scuole sono le basi della CNI»

Durante l’incontro è stata annunciata l’imminente apertura dell’Ufficio per il bilinguismo, atto a fornire supporto a tutte le istituzioni della Comunità Nazionale Italiana

I lavori d’apertura del Seminario

Conclusa ufficialmente la Settimana della lingua italiana nel mondo, in coda inizia il Seminario di lingua e cultura italiana per il corpo docenti sul territorio sloveno. Presso il Centro congressi di San Bernardino di Portorose, ha preso il via ieri la tre giorni dedicata alla didattica della lingua italiana, che si articolerà tra mattina e pomeriggio. A fornire spunti per innovare le pratiche didattiche rendendole più motivanti e efficaci per gli allievi, in questa edizione sono stati invitati relatori autorevoli del settore.

 

Comunicare in maniera efficace

In apertura Sergio Crasnich, dell’Istituto dell’Educazione della Repubblica di Slovenia, unità di Capodistria, ha salutato l’uditorio composto da educatori della scuola dell’infanzia, insegnanti della scuola primaria, secondaria inferiore e secondaria superiore, un gruppo di studenti del Dipartimento di Italianistica dell’Università del Litorale e docenti di italiano come lingua seconda o straniera nelle scuole con lingua d’insegnamento slovena. Ha porto i saluti della dirigente dell’Unità capodistriana dell’Istituto dell’Educazione, Alica Prinčič Röhler e di Nives Zudič Antonič del Dipartimento di Italianistica, impossibilitate a presenziare, cedendo poi la parola per gli indirizzi di saluto alle autorità presenti.

Alberto Scheriani, presidente della CAN costiera, ha sottolineato l’impegno profuso, assieme al deputato al seggio specifico della CNI, Felice Žiža, nelle attività rivolte al settore scolastico, all’edilizia e alla legislazione scolastica. Ha ricordato il recente incontro con il direttore dell’Istituto dell’Educazione Vinko Logaj, con il quale è stato discusso lo stato della lingua italiana nelle scuole della maggioranza. Uno tra gli obiettivi della CAN costiera, è quello di un insegnamento dell’italiano di alto livello indistintamente in tutti gli istituti del territorio, poiché bilinguismo significa avere la competenza di saper comunicare in maniera efficace. “Le scuole sono le basi della CNI”, ha continuato Scheriani, “tra breve dovrebbe essere emendata la legge particolare, soprattutto nella parte riguardante la conoscenza della lingua italiana nelle nostre scuole. Una legge che ha quattro anni e mezzo di vita ed ha portato aspetti positivi, ma ci sono ancora margini di miglioramento”. Nel settore dell’edilizia scolastica, ha ricordato, si stanno portando avanti a Capodistria i progetti di recupero del Collegio dei Nobili, dove hanno sede il ginnasio “Gian Rinaldo Carli” e la SEI “Pier Paolo Vergerio il Vecchio”. Dopo un primo intervento di alcuni anni fa, ora bisognerebbe concluderli. Il progetto, tra l’altro, è entrato tra i 100 prioritari dello Stato sloveno.

L’intervento di Alberto Scheriani

Un Ufficio per il bilinguismo

In termini di lingua, inoltre, è imminente l’apertura dell’Ufficio per il bilinguismo, atto a fornire supporto a tutte le istituzioni della CNI, comprese le scuole. Si è poi complimentato con gli altri organizzatori del seminario, oltre alla CAN costiera l’Istituto dell’Educazione e l’Università Popolare di Trieste, partner importante sempre vicino soprattutto in ambiti scolastici. Ha concluso salutando il Console Generale d’Italia a Capodistria, Giovanni Coviello, augurandogli una permanenza positiva sul territorio e di toccare con mano le specificità, che la CNI ha in questa terra.

Il Console Generale d’Italia a Capodistria, Giovanni Coviello

Scambi interculturali

Coviello, che dal primo ottobre ha iniziato il mandato consolare, si è detto onorato che una tra le prime apparizioni sia nel mondo della scuola. “Cosa si può fare nel mondo della scuola e della cultura? La pandemia ha segnato profondamente i rapporti sociali e quotidiani anche con gli studenti, ma siamo in fase di superamento. La lingua italiana è in forte espansione nel mondo, oggi la quarta più studiata. Bisogna insegnarla meglio, poiché è una lingua complessa, affascinante e difficile a suo modo. Ben vengano iniziative di miglioramento delle abilità professionali nell’insegnamento”, ha osservato il Console, ringraziando gli organizzatori per l’impegno. “I seminari sono utili per dare impulso e vitalità alla lingua e al dialogo interculturale. Penso, che in una terra di antiche tradizioni di culture che si incontrano, lo studio della lingua del vicino non è soltanto una questione di scambi commerciali, ma è anche un discorso di scambi interculturali, di capirsi in questo mondo in cui per incomprensioni, spesso succedono le cose peggiori. Il veicolo della lingua è molto importante”, ha continuato, portando i saluti dell’Ambasciatore Carlo Campanile e augurando ai partecipanti di uscire dalla tre giorni arricchiti umanamente e professionalmente.

L’uditorio composto da docenti di lingua a vari livelli

Da Dante ai giorni nostri

Nella parte introduttiva, il seminario è entrato nel vivo con la lezione del professor Giuseppe Patota, accademico italiano, ordinario di storia della lingua italiana presso l’Università degli Studi di Siena. Tra le sue cariche figurano quella di membro dell’Associazione per la storia Italiana, consulente del MAECI, nel 2017 è stato insignito dall’Accademia dei Lincei del premio da parte del Ministro dei Beni Culturali per la linguistica e la filologia; è direttore di numerose collane pubblicate dell’Accademia della Crusca, direttore scientifico del dizionario italiano Garzanti e attualmente cura l’edizione del vocabolario Treccani e tanto altro. In base al programma, il professor Patota ha previsto una prima parte dedicata alla figura dell’Alighieri dal titolo “Dante e l’italiano, Dante è l’italiano”, alla quale è seguita una lezione sui meccanismi di coesione testuale e gli strumenti principali. La parte pomeridiana ha incluso la partecipazione più attiva dei docenti, per interagire con il docente. Il tema della giornata di oggi e della mattinata di domani, dal titolo “Le criticità crescenti della lingua italiana nel contesto” saranno tenute dagli emeriti linguisti, professori della “Ca’ Foscari” di Venezia Paolo Balboni e Fabio Caon. Nel pomeriggio di domani, infine, è in programma la cerimonia conclusiva, alla quale presenzierà l’ospite d’onore Angelo Floramo, che dialogherà sulla tematica “Tra līměs e līměn – Lingua e letteratura oltre confine”.

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