Saša Markovski e i Putokazi viaggiano con il sole in spalla (video)

Il nuovo singolo di Saša Markovski e del complesso Putokazi, “Sa suncem na ramenu“ (Con il sole in spalla), è stato presentato al pubblico per interrompere il lungo periodo di stasi creativa di questo periodo. La canzone parla delle cadute che affrontiamo nella vita, ma che fronteggiamo col sorriso sulle labbra e il sole in fronte. La forza ritrovata dopo una delusione d’amore, un problema, una perdita e perché no, in questo caso pure dopo un lungo periodo di quarantena, è un raggio di sole che illumina la strada del nostro futuro. La canzone è un connubio di musica e abiti retrò, tastiere elettroniche, ritmi trascinanti e tanta energia e voglia di vivere. Il produttore nonché autore del brano, Saša Markovski (ex alunno della SEI Dolac e della Scuola media superiore italiana di Fiume), ci ha illustrato com’è nato il nuovo singolo.
”Ci siamo ritrovati in studio a novembre e dicembre dell’anno scorso, quindi il brano era pronto a gennaio e l’idea era di lanciarlo proprio all’inizio dell’anno. In quel periodo, però, la situazione stava iniziando a precipitare a causa della pandemia e abbiamo deciso di comune accordo di arrestare l’uscita e di aspettare che si calmino le acque. Ora ci sembra che la situazione sia rientrata e che il momento sia propizio per ridare al pubblico un po’ di ottimismo anche attraverso le note della nostra canzone“.
La canzone è accompagnata da un video?
“Sì, anche il video è stato realizzato a gennaio, quindi prima delle restrizioni. A coordinare le riprese è stata Stella Mešić e il materiale si può visualizzare sul sito della casa discografica Dallas o sul mio canale Youtube. Il tutto era pronto per la pubblicazione ma è logico che se le persone sono preoccupate o ansiose a causa del virus, non avranno interesse ad ascoltare una nuova canzone, quindi il tutto è disponibile solo da pochi giorni”.
Quando è iniziata la vostra collaborazione?
“Il nostro primo progetto comune, mio e del gruppo Putokazi, risale a 12 anni fa, ovvero al 2008, e si tratta della canzone ‘Putnik’ o ‘Voyager’ (Viaggiatore) dell’album ‘Diskonekted’, che ebbe un enorme successo anche a livello nazionale. Lo stile musicale di quella canzone è molto diverso da quello del singolo di adesso. Se prima si puntava su uno stile per così dire ‘dance’, adesso ci siamo girati agli anni Ottanta, ovvero a uno stile che ricorda il gruppo fiumano Denis&Denis o il gruppo Yazoo. Visto che sono l’autore della canzone, ovvero della musica e del testo, nonché della produzione, nel processo di creazione mi sono fatto ispirare da questi complessi“.
La canzone è risultata così come la immaginava o i Putokazi hanno aggiunto un tocco di originalità?
“Loro hanno aggiunto, in senso interpretativo, un tocco di vita e di energia al brano. Il processo di creazione di una canzone può venire paragonato alla cucina. Sappiamo gli ingredienti, sappiamo che spezie usare, ma non possiamo mai avere la certezza assoluta di che cosa otterremo alla fine e quale sarà il gusto del piatto da noi preparato. Reputo molto importante sapere chi interpreterà le mie canzoni e con i Putokazi sono andato in un certo senso sul sicuro. L’anno scorso al Festival MIQ, Nina Kraljić ha fatto il pieno di premi con la mia canzone e anche in questo caso la scelta della cantante è stata azzeccata. Si può avere la più bella canzone di questo mondo, ma se non si ha un interprete valido tutta la creatività, e la fatica diventano inutili. Ho la fortuna di collaborare con Damir Urban ormai da vent’anni e con lui mi sono trovato molto bene; lo reputo un interprete di grande professionalità, quindi sono abituato a ottenere un buon risultato”.
Nel momento della composizione di un brano ha già in mente chi lo eseguirà?
“Sinceramente, non sono mai stato un autore a bacchetta. A differenza di Tonči Huljić, Pecotić o altri, non posso fare un brano su ordinazione. Il mio percorso creativo va in un altro senso. Lavoro su un brano e mentre lo sto plasmando ho una mezza idea su chi lo eseguirà. In base alla musica so se è più adatto a una voce di donna o di uomo, se ho bisogno di una voce più energica o più dolce. Dal testo, dipendentemente se si tratta di una canzone d’amore o la tematica è sociale o impegnata, punto a un artista piuttosto che a un altro. A volte succede che l’interprete provi a eseguire il brano, ma alla fine giungiamo alla conclusione che non è la persona adatta e allora si cerca un cantante nuovo. Poi si giunge ovviamente all’ultimo tassello del puzzle, la ricezione del pubblico, e qui non abbiamo molta possibilità di manovra. La canzone realizzata ora coi Putokazi per me rappresenta un buon prodotto e mi reputo molto soddisfatto del risultato, come pure le ragazze del complesso, che hanno reagito in maniera molto positiva e hanno fatto subito propria la mia canzone”.

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