Nel periodo del Risorgimento illirico in Croazia iniziarono a essere fondate le Sale di lettura, il cui scopo principale era la diffusione della lingua nazionale, dell’alfabetizzazione, dell’istruzione e della cultura. La prima, il cui presidente fu il conte Janko Drašković, venne fondata nel 1838 a Zagabria. Nel Litorale croato queste strutture cominciarono a sorgere nel decennio successivo: nel 1845 a Novi Vinodolski e nel 1849 a Fiume. In riferimento a quest’ultima – si legge nella monografia “Riječka kazališta” (I Teatri fiumani) della ricercatrice fiumana Nana Palinić, pubblicata nel 2016 per i tipi dell’Archivio di Stato di Fiume congiuntamente all’Università di Fiume e alla Facoltà di Ingegneria civile di Fiume –, nel rione di Tersatto l’attività della Sala di lettura è documentata dal 1877, ma solo nel 1887 essa venne istituita come associazione e l’8 settembre 1887 confermata dal bano Khuen Héderváry. Come presidente dell’associazione, che inizialmente contava 37 membri, fu eletto il commerciante Josip Linić. In un primo momento questo spazio destinato alla lettura ebbe sede nell’appartamento di Marija Kolacio e nel 1888 fu trasferito nell’ala orientale della scuola popolare, affittata alla società dall’allora Comune di Tersatto. L’associazione era molto attiva: si tenevano conferenze e concerti e, dopo la costruzione del palcoscenico, anche spettacoli amatoriali. Proprio dopo l’avvio dell’attività teatrale, l’inadeguatezza degli spazi sociali divenne sempre più evidente. Seguendo l’esempio della Sala di lettura di Fiume, che dal 1889 aveva sede lungo il Corso, nell’edificio dell’ex Casino Patriottico, e disponeva di locali sociali e di una propria sala per le manifestazioni, Josip Linić, all’Assemblea generale del 1893, avanzò la proposta di costruire una sede propria della Sala di lettura. Il suggerimento fu accolto e nel 1895 venne istituito un comitato edilizio, composto da Franjo e Tomo Matković, Nikola Glavan, Franjo Šikić e Rudolf Linić, quest’ultimo incaricato di dirigere l’iniziativa per la costruzione del palazzo. In un primo tempo si pensò di ampliare e adattare l’edificio scolastico esistente, ma tale idea fu abbandonata e si iniziò a cercare un lotto idoneo per la costruzione di un nuovo stabile. I fondi per la costruzione furono assicurati da una società per azioni di nuova costituzione, composta da 49 azionisti, i cui membri erano stimati cittadini di Tersatto, Sušak, Fiume e dei dintorni. Fu acquistato un terreno edificabile a Tersatto, a ovest dell’attuale Santuario mariano e Convento francescano, nel giardino di Josip Linić e di Tonka Kučel. La stesura del progetto della sede, sulla base approvata elaborata da Tomo Matković, fu affidata al noto ingegnere di Sušak, Mate Glavan, a cui si deve la costruzione di numerosi edifici industriali, pubblici e residenziali di Fiume, tra cui la Raffineria in Mlaka, i magazzini portuali II, III, IV e V, la Fabbrica di cuoio, l’albergo Kontinental e la scuola popolare di Brajdica.
Una splendida vista sul Quarnero
L’appezzamento sul quale fu collocata la Sala di lettura si trovava sul ripido versante occidentale del colle di Tersatto, al di sotto della strada, ma in una posizione che consentiva una splendida vista sul Quarnero, su Fiume e sulla Rječina (Eneo). La sua forma allungata condizionò l’aspetto e l’impostazione della futura struttura. Glavan progettò un edificio simmetrico a tre piani, composto da due ali strutturali, che insieme, in pianta, formano una figura a T. Il corpo minore è disposto parallelamente alla strada, mentre quello maggiore, che ospita la Sala, è orientato perpendicolarmente alla strada. L’intero edificio è collocato su un pianoro, scavato a un livello inferiore rispetto alla quota stradale, arretrato rispetto al fronte della strada e accessibile tramite un ponticello con gradini. Nel seminterrato, al quale si scende attraverso scale esterne collocate lateralmente, si trova un ristorante con i relativi ambienti di servizio. La sala del ristorante occupa lo spazio centrale dell’ala principale, mentre nell’ala verso la strada si trovano la cucina, i locali di servizio, i servizi igienici e la scala principale a due rampe. Dall’altro lato del ristorante si trovano altre due stanze e una scala a chiocciola che conduce al piano interrato. Sul lato sud del ristorante si estende il pianoro della terrazza-belvedere. Al di sopra di questo si trova il piano principale del pianterreno rialzato. Attraverso la scala di accesso si giunge nell’atrio d’ingresso; sulla sinistra si trova la Sala di lettura, a destra un altro locale sociale, i servizi igienici e la scala principale. Di fronte si apre l’ingresso alla spaziosa sala a pianta rettangolare, in fondo alla quale è collocato il palcoscenico. Esiste anche un collegamento diretto tra la Sala di lettura e la sala.
Al piano superiore, nella parte rivolta verso la strada, sono disposti altri quattro locali sociali, i servizi igienici, la scala e un corridoio dal quale si accede anche a una piccola galleria poco profonda (balcone) di pianta neobarocca. La sala è larga circa 9,5 m e lunga circa 15 m, mentre la sua altezza è molto notevole, ben 9,6 m. Le pareti laterali sono scandite da sottili lesene, al termine delle quali corre un alto cornicione profilato che sostiene il soffitto. Tra le lesene sono inserite finestre ad arco molto alte, che conferiscono all’ambiente un’impressione quasi sacrale. Nel contesto di scala minuta del nucleo storico di Tersatto, dove fino ad allora spiccavano soltanto il Convento francescano e il Castello medievale, l’edificio della Sala di lettura di Tersatto divenne un elemento dominante, un punto di riferimento spaziale visibile da ogni lato.
Il linguaggio del neorinascimento
Il linguaggio decorativo del neorinascimento accentuò ulteriormente la solennità e il carattere rappresentativo di questo edificio di dimensioni eccezionali. Mediante una cornice di separazione, l’edificio è suddiviso in una base costituita dal seminterrato, trattato con una rustica decorativa, e in fasce marcapiano tra una serie di aperture concluse da semplici architravi trapezoidali con marcato elemento di testa. La rustica sottolinea anche tutti gli spigoli della facciata, occupata da finestre fitte e regolarmente disposte, con frontoni triangolari profilati dotati di mensole decorative e parapetti profilati al primo piano, e più semplici al secondo piano. La facciata d’ingresso è ulteriormente articolata da un lieve risalto a rizalite della parte centrale – rizalite, dal tedesco risalit, è un elemento architettonico tipico dell’architettura rinascimentale, barocca e ottocentesca: una porzione verticale della facciata, spesso centrale o laterale, che emerge per tutta l’altezza dell’edificio –, nella quale si trova l’ingresso principale, punto in cui si concentra la plastica figurativa che allude alla destinazione dell’edificio: allegorie della musica, del canto, dell’arte e dello svago, collocate su mensole e nel timpano segmentato sopra il portale. Il segno distintivo della Sala di lettura, tuttavia, non divenne la facciata d’ingresso rivolta verso la strada, bensì la facciata meridionale orientata verso Fiume e la Rječina (Eneo): un potente allineamento di cinque finestre rinascimentali del palcoscenico, dalle proporzioni eccezionalmente allungate, senza dubbio la parte più riuscita del progetto di Mate Glavan. La realizzazione della Casa fu affidata all’imprenditore Fran Matković, che era anche membro del comitato edilizio. I lavori di costruzione iniziarono il 5 agosto 1896 e l’edificio fu completato il 31 ottobre 1897, data in cui venne anche benedetto. Successivamente furono sistemati gli interni e installata l’illuminazione a gas. La tinteggiatura dell’edificio e la decorazione degli interni furono eseguite da Marco Antonini, pittore accademico di Gemona. Antonini, infatti, conobbe in Vaticano il conte Laval Nugent, il quale lo invitò a recarsi in Croazia per decorare, a Tersatto, nel Castello, la residenza del conte e una sala del museo. Proprio durante i lavori al Castello entrò in contatto con i promotori della costruzione della Sala di lettura, che lo incaricarono di realizzare le decorazioni interne e il sipario solenne della sala. L’inaugurazione della stessa avvenne il 9 gennaio 1898, con un’Assemblea solenne, un banchetto e un concerto. Durante la Prima guerra mondiale tutti i grandi edifici pubblici furono requisiti dall’esercito, e così anche la Sala di lettura di Tersatto. In un primo momento, l’edificio ospitò l’Esercito austro-ungarico; dopo la guerra, dal 1919 al 1923, fu occupato dall’Esercito italiano, che lo distrusse completamente e ne sottrasse l’inventario. In seguito, fino al 1924, nell’edificio soggiornò una compagnia dell’Esercito del Regno dei Serbi, Croati e Sloveni. Grazie al risarcimento ottenuto dal Governo italiano e al contributo dei soci, l’edificio fu accuratamente restaurato e l’arredo rinnovato; il 6 dicembre 1926 seguì così la seconda inaugurazione. Il nuovo sipario solenne del palcoscenico della sala fu realizzato dal pittore accademico Josip Moretti-Zajc con la collaborazione di Martin Koprivnikar. Sul sipario prevale una concezione romantica con motivi del Risorgimento nazionale, fate popolari, il fuoco eterno e motivi contemporanei come il porto di Fiume, il Molo longo, il Monte Maggiore e il Castello di Tersatto.
Nel periodo successivo alla guerra l’edificio continuò a essere utilizzato per la sua funzione originaria, con il nome di Sala di lettura di Tersatto (Narodna čitaonica Trsat), ospitando varie associazioni amatoriali. Oggi la grande sala, con una capienza di 150 posti, è utilizzata principalmente per eventi musicali, manifestazioni sociali e mostre.
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