Grande partecipazione di pubblico e calore per il Concerto di Natale della SAC Fratellanza, organizzato dalla Comunità degli Italiani di Fiume: un appuntamento ormai tradizionale che ha saputo unire musica, spirito natalizio e identità culturale.
La serata – alla quale ha partecipato anche il presidente del sodalizio, Enea Dessardo – si è aperta con l’esibizione dei Minicantanti, che hanno emozionato il pubblico con un repertorio ricco di significato e freschezza. Il programma ha incluso l’Inno dei minicantanti di Celestino Zrelec, “Buon Natale” di Cristina D’Avena e “Noi bambini supereroi” di Gianna Mazzieri-Sanković e Sanjin Sanković, cantata da Maura Krušić, reduce dalla serata di Buie, dove ha partecipato con lo stesso brano a “Voci nostre”. I Minicantanti hanno concluso con “Tu scendi dalle stelle” di Alfonso Maria de’ Liguori, eseguito con entusiasmo e precisione sotto la direzione del maestro Sanjin Sanković.

A seguire, spazio alle voci soliste con Emanuela Konta, che ha interpretato “Come un prodigio” di Debora Vezzani, ed Ezio Rundić, protagonista del brano “Insieme a te” di Luciano Secchi, regalando momenti di intensa espressività.
Il Coro femminile, diretto dalla maestra Lana Ćato, ha proposto un’esecuzione elegante e raffinata di “Gesù Cristo” e dell’intramontabile “Bianco Natale” di Irving Berlin, ricevendo calorosi applausi.
Apprezzato anche il Quartetto mandolinistico, diretto dal maestro Sergio Kovačić e composto da Denis Stefan al primo mandolino, Livio Kubička al secondo mandolino, Sanjin Sanković alla mandola e Sergio Kovačić alla chitarra, che ha offerto un raffinato percorso musicale con “Belle nuit/Dolce notte” di Jacques Offenbach, “Recuerdos de la Alhambra” di Francisco Tárrega e “Che ridere” di E. Beccucci, il tutto in una chiave strumentale inconsueta.

A chiudere il concerto è stato il Coro misto, ancora una volta sotto la direzione del maestro Sanjin Sanković, con un repertorio natalizio di respiro internazionale: “Astro del ciel” di Franz Gruber, “Santo” di Franz Schubert, “Joy to the world” di Georg Friedrich Händel, “Adeste fideles” di John Francis Wade, “Il piccolo tamburino” di Kenny Davis, H. Onorati e H. Simeone, fino al tradizionale “Pastori, festeggiate”, eseguito da tutti gli interpreti insieme.
La serata si è conclusa in un clima di grande emozione, confermando ancora una volta il ruolo centrale della musica come ponte tra generazioni e come custode della tradizione culturale italiana a Fiume.

Anche quest’anno a condurre il programma è stato Ferruccio Tomissich, che ha introdotto il tema del Natale con riflessioni e cenni storici: “Nel periodo dell’Avvento, la Comunità degli Italiani di Fiume rinnova il proprio tradizionale Concerto di Natale, momento di incontro che unisce riflessione, musica e condivisione. L’Avvento, scandito dall’accensione progressiva delle quattro candele della corona, simboli di speranza, pace, gioia e amore nell’eternità del tempo, accompagna il cammino verso il Natale, festa della luce che vince le tenebre. Il Natale affonda le sue radici anche nella storia antica: al solstizio d’inverno, celebrato nel mondo romano come nascita del Sol Invictus, si sovrappose la festa cristiana della nascita di Cristo, il vero Sole e luce del mondo, contrapposta simbolicamente all’oscurità. Questo significato profondo, spesso offuscato dal consumismo contemporaneo, invita a riscoprire la dimensione spirituale e comunitaria della ricorrenza”.

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