La prima rappresentazione de “Il viaggio a Reims” di Gioachino Rossini, andata in scena giovedì sera sulla storica piazza Transalpina di Gorizia-Nova Gorica, ha segnato uno dei momenti più alti della programmazione di GO! 2025 – Capitale europea della Cultura. In una perfetta serata di giugno, il confine che un tempo divideva le due città si è dissolto in un incanto teatrale senza precedenti, trasformando la piazza simbolo dell’Europa unita in un palcoscenico di straordinaria suggestione.
Il viaggio a Reims, rappresentato per la prima volta esattamente duecento anni fa al Théâtre Italien di Parigi, il 19 giugno 1825, è considerato uno dei vertici assoluti dell’arte rossiniana. Quest’opera buffa in un atto – che a Gorizia è stata proposta in due – fu scritta per celebrare l’incoronazione di Carlo X di Francia (che, ironia della storia, morì ed è sepolto proprio a Gorizia) e racconta le peripezie di un gruppo di aristocratici europei bloccati nell’albergo termale “Il Giglio d’Oro” di Plombières mentre tentano di raggiungere Reims per assistere alla cerimonia.

Affresco ironico dell’Europa
La trama, solo in apparenza semplice, si rivela un affresco brillante e ironico dell’Europa del primo Ottocento. Madame Cortese, proprietaria dell’albergo, accoglie una variopinta compagnia di nobili, ufficiali e artisti provenienti da diverse nazioni: la contessa di Folleville, il conte di Libenskof, lord Sidney, don Profondo, la marchesa Melibea, don Alvaro e altri personaggi che rappresentano un vero microcosmo della società europea dell’epoca. Quando si scopre che le carrozze per Reims non arriveranno, gli ospiti decidono di improvvisare una festa musicale: ne nasce un susseguirsi di arie virtuosistiche, duetti e concertati che restano tra le pagine più brillanti mai scritte da Rossini.
La regia internazionale ha saputo cogliere appieno lo spirito innovativo di GO! 2025, offrendo un allestimento che unisce elementi classici e tecnologie d’avanguardia. La Transalpina-Trg Evrope è stata trasformata in un lussureggiante giardino botanico, con la storica Stazione Transalpina nei panni dell’Ottocentesco “Giglio d’Oro”. Piante rampicanti, fronde fiorite e due eleganti piscine, usate come palchi secondari, hanno creato un’atmosfera da sogno. La scenografia – parte reale, parte virtuale – ha aggiunto una dimensione speciale all’intera rappresentazione, complice anche il ruolo originale delle sei scale, utilizzate in modo dinamico durante tutto lo spettacolo.
Le tecnologie digitali
Particolarmente efficace è stato l’uso delle tecnologie digitali per creare ambientazioni mutevoli, suggestive e perfettamente integrate con la narrazione. L’illuminazione scenica ha valorizzato gli elementi naturali e architettonici, creando giochi di luce che hanno amplificato la teatralità dell’opera senza mai risultare invadenti. Così, la facciata della stazione ha cambiato colore, motivi, bandiere, diventando anche un cartellone con le partenze dei treni… e perfino i treni stessi si sono riflessi sulla facciata. Originalissimo il finale: una vera carrozza trainata da due cavalli ha fatto il suo ingresso in piazza, e parte degli artisti l’ha usata per lasciare simbolicamente l’albergo. Gli interpreti, tutti in bianco – abiti, trucco e perfino parrucche – si distinguevano per le acconciature, ognuna pensata per evocare i diversi ruoli, nazionalità e professioni dei personaggi.
Alla regia Marin Blažević (ex sovrintendente del TNC “Ivan de Zajc”), ai costumi Sandra Dekanić, alla scenografia, luci e video design l’austriaco Wolfgang von Zoubek, artista di fama mondiale. Il maestro concertatore e direttore d’orchestra era lo sloveno Marko Hribernik, mentre il coro è stato preparato dall’italiano Elia Macrì.

Cast giovane e internazionale
Sul palco, un cast giovane e internazionale di straordinario livello: le stelle emergenti dell’Accademia del Rossini Opera Festival si sono unite agli interpreti selezionati dal GO! Borderless Opera Lab, provenienti da Italia, Slovenia, Croazia, Spagna, Francia, Albania, Kazakistan, Georgia e Cile. Affidare a giovani cantanti un’opera tanto complessa – con ben 18 personaggi solisti – è stata una scelta vincente, che ha dimostrato quanto la nuova generazione sia pronta ad affrontare le sfide del repertorio rossiniano. Ogni interprete ha saputo rendere con personalità il proprio personaggio, mantenendo sempre vivo il ritmo comico e l’eleganza stilistica richiesta da Rossini. L’intesa tra i cantanti è stata evidente fin dalle prime battute, frutto di una preparazione accurata e di una direzione artistica di altissimo livello.
L’Orchestra dell’Opera e Balletto del Teatro Nazionale Sloveno di Lubiana ha accompagnato i solisti con grande equilibrio, offrendo una prova d’altissimo profilo. La direzione d’orchestra ha valorizzato la scrittura rossiniana mantenendo un perfetto bilanciamento tra voci e strumenti. Il GO! Borderless Choir ha arricchito i momenti corali, contribuendo a creare quell’atmosfera di festa collettiva che è uno degli elementi fondanti dell’opera. La fusione tra musicisti sloveni e italiani è risultata perfetta, a incarnare concretamente lo spirito transfrontaliero di GO! 2025.
Un’esperienza irripetibile
Assistere a “Il viaggio a Reims” sulla Transalpina è stato vivere un’esperienza teatrale irripetibile. Il luogo simbolico – dove un tempo correva un confine, oggi superato – ha conferito all’opera un significato ancora più profondo. Come scriveva Rossini due secoli fa, è l’Europa unita, nella sua varietà, a essere protagonista. E qui il pubblico, seduto in Italia, ha assistito allo spettacolo guardando verso la Slovenia. La scelta di rappresentare l’opera proprio nel bicentenario della sua prima assoluta, in un contesto capace di esaltarne il messaggio di unità e condivisione, si è rivelata di una lungimiranza artistica straordinaria. Il pubblico – proveniente da Italia, Slovenia, Croazia (con tanti fiumani) e da numerosi altri Paesi europei – ha risposto con crescente entusiasmo, culminato in un’ovazione finale durata otto minuti.
Cantare l’unità sul confine
La prima a Gorizia-Nova Gorica è molto più di uno spettacolo operistico: è una dimostrazione concreta di come la cultura sia uno degli strumenti più potenti di unione tra i popoli. In un momento in cui l’Europa affronta sfide complesse, vedere Rossini tornare a cantare l’unità del continente proprio su un confine che per decenni lo ha diviso assume un valore simbolico straordinario. Il successo della prima lascia ben sperare anche per la replica in programma oggi, sabato, che si preannuncia altrettanto memorabile. E in autunno lo spettacolo approderà a Lubiana.
Con questo “Viaggio a Reims”, GO! 2025 ha centrato l’obiettivo: offrire alla comunità europea un’esperienza culturale di altissimo livello, capace di emozionare, unire e far riflettere. Un viaggio che, simbolicamente, parte da un confine per abbracciare tutto il continente. Proprio come sognava Rossini duecento anni fa.

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