«Romolo Venucci merita una mostra permanente»

La sua produzione è molto ricca e attualmente è distribuita in diverse gallerie e archivi privati, per cui sarebbe bello poterla vedere tutta in un unico spazio

I pannelli con le stampe in Corso

Il pittore, scultore e grafico Romolo Venucci viene considerato dagli storici dell’arte uno dei maggiori artisti fiumani di tutti i tempi. Martedì scorso, in occasione dell’inaugurazione della mostra di stampe di Venucci raffiguranti la Cittavecchia di Fiume, allestita nei pannelli espositivi sistemati lungo il Corso, si è accennato all’idea di un possibile allestimento permanente delle sue opere. Abbiamo parlato con la storica dell’arte Daina Glavočić, studiosa dell’opera di Venucci e autrice di una monografia dedicata all’artista, in merito all’eventuale realizzazione di un progetto simile e dell’importanza che assumerebbe nel panorama artistico-culturale di Fiume.

Daina Glavočić

Poco interesse delle istituzioni

Daina Glavočić, che ha preso parte all’inaugurazione della mostra “Fiume: Cittavecchia” in Corso, ci ha spiegato che erano già state avanzate delle proposte in merito a uno spazio in cui esporre una parte, se non la totalità, delle opere di Romolo Venucci. Tuttavia, la mancanza di interesse da parte delle istituzioni cittadine ha impedito la realizzazione di un progetto simile. “Sono molto scettica riguardo un possibile allestimento permanente delle opere di Venucci”, ci ha riferito la storica d’arte. “In passato – ha puntualizzato – avevo proposto diverse volte di dedicargli un luogo espositivo, poiché i lavori sono tanti e attualmente sono distribuiti in diverse gallerie e archivi privati, per cui sarebbe bello poter vedere la produzione completa di Venucci”.

La produzione dell’artista fiumano è infatti caratterizzata da una grande varietà di stili e tecniche artistiche, oltre che da una ricca e costante attività, motivo per cui parlare del lascito di Venucci significa fare riferimento a forme che vanno dalla pittura alla scultura, alla stampa, con una vasta gamma di sfumature all’interno di ciascuna. “Venucci ha avuto diversi periodi artistici nel corso della sua carriera e ha realizzato una grande varietà di opere”, come spiegato da Daina Glavočić. “Un tempo – ha proseguito –, possedere un quadro di Venucci veniva considerato quasi una ricchezza”.

Una veduta della Cittavecchia

Mostre permanenti poco convenienti

Uno degli ostacoli alla realizzazione di un tale allestimento è legato alla considerazione che le istituzioni pubbliche hanno nei confronti delle mostre permanenti in generale. “Purtroppo, l’idea di un allestimento permanente non è mai andata in porto perché c’è sempre stato poco interesse”, ha affermato la storica dell’arte, specificando che “le mostre di questo tipo vengono considerate non convenienti perché si crede che le persone perdano presto l’interesse di visitare un simile allestimento”. Tuttavia, è innegabile l’importanza che la figura di Romolo Venucci costituisce all’interno della storia dell’arte del capoluogo quarnerino. “Si tratta di un artista molto particolare – spiega Daina Glavočić –, che appartiene a Fiume. Penso che sarebbe giusto rendergli omaggio e dedicargli uno spazio per dare ai cittadini fiumani la possibilità di ammirare le sue opere. Non c’è bisogno di esporle tutte allo stesso tempo, magari lo si può fare ciclicamente. Ha avuto talmente tanti periodi artistici, ha utilizzato così tante tecniche ed è stato attivo per così tanto tempo che ritengo che una mostra permanente delle sue opere sarebbe più che opportuna”.

L’artista ha immortalato angoli della città ora inesistenti

Diverse proposte non andate in porto

Come accennato, nel corso degli anni ci sono state diverse occasioni in cui si prospettava l’idea di uno spazio interamente dedicato a uno dei maggiori artisti fiumani. “Anni fa avevo suggerito di rinnovare un palazzo del centro di Fiume, sul Corso, in modo da disporre al pianoterra un punto informazioni e, ai piani superiori, realizzare un allestimento dedicato a Venucci, contenente le opere raffiguranti Fiume, ma, purtroppo, neanche quel progetto venne realizzato”, ci ha riferito la storica dell’arte. Tra le proposte più recenti, c’è quella sostenuta insieme all’artista fiumano Mauro Stipanov, grande ammiratore e discepolo di Venucci. “Pensavamo che sarebbe un’ottima idea utilizzare lo spazio in cui ora è situato il Museo civico, che avrebbe dovuto essere liberato una volta che il Museo avesse cambiato sede. Purtroppo, nessuno ha mostrato interesse per un progetto di questo tipo e l’idea non è stata accettata”, ha ammesso la Glavočić. Attualmente, i lavori di Venucci sono sparsi nelle varie gallerie e istituzioni d’arte di Fiume e molti altri fanno parte di collezioni private. “Al Museo di Marineria e di Storia del Litorale croato sono esposti i cicli che raffigurano l’ambiente urbano, presso il Museo civico si possono vedere alcuni lavori del periodo futurista di Venucci, mentre pure il Museo d’Arte moderna e contemporanea (MMSU) possiede una grande quantità dei suoi quadri”, ci ha spiegato Daina Glavočić, sottolineando che riunire queste opere in un unico allestimento rappresenterebbe una grande ricchezza per il panorama artistico-culturale della città.

Venucci ha fissato sulla carta l’amore per la sua città

Traccia di una Fiume che non c’è più

Romolo Venucci, infatti, “non è un Picasso”, come affermato scherzosamente dalla studiosa. È un artista locale, che porta il segno delle nostre parti, eppure molti fiumani non ne hanno mai sentito parlare. In questo senso, la mostra allestita sul Corso può contribuire ad approfondire la conoscenza dell’artista tra i cittadini di Fiume. “Il ciclo di opere che ora sono esposte sui pannelli espositivi in Corso – ha osservato Daina Glavočić – pur non rientrando tra i migliori lavori di Venucci, sono la traccia di una Fiume che non esiste più. Le calli, le vie e le piazze della Cittavecchia andate distrutte esistono ancora nelle sue opere. Inoltre, i suoi lavori dedicati a Fiume sono corredati da didascalie grazie alle quali è possibile individuare gli ambienti raffigurati. Se trascuriamo l’importanza di personaggi come Venucci, il nostro patrimonio andrà perso”. Le stampe esposte in Corso, ricordiamo, fanno parte dell’ultima produzione di Romolo Venucci, realizzata tra gli anni ‘60 e ‘70, mentre alcuni lavori sono stati creati dopo la Seconda guerra mondiale, negli anni ‘50. “La tecnica qui utilizzata è piuttosto particolare e, in un certo senso, aggressiva, come, del resto, lo sono anche i motivi rappresentati”, ha concluso la studiosa.

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