Risate e musica per partire con il botto

Musica e teatro hanno dato vita a momenti di divertimento e di riflessione, accompagnate da canti della tradizione nostrana. L’adesione è stata grande e nel complesso si sono esibiti 512 partecipanti suddivisi in 20 cori e 18 filodrammatiche

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Risate e musica per partire con il botto
La filodrammatica bimbi della CI di Umago

La rassegna dei cori e delle filodrammatiche “Coremo su e zo pe’l palco”, organizzata nell’ambito del Festival de l’istroveneto, fin dalla prima serata ha sfoggiato un programma ricco con protagonisti grandi e piccini che si sono susseguiti sul palco del Teatro cittadino di Buie. Musica e teatro hanno dato vita a due ore abbondanti di risate e momenti di riflessione, accompagnate da canti della tradizione nostrana.

A monte del successo dell’iniziativa si trova un lavoro di coordinamento e organizzazione che dura mesi e coinvolge persone che spesso rimangono nell’ombra, nonostante dedichino impegno e tempo alla programmazione della manifestazione. Una di queste è Mate Mekiš, coordinatore della rassegna “Su e zo pe’l palco”, il quale ha avuto un bel da fare per allestire il calendario degli eventi. “Quest’anno abbiamo sette serate, una in più dell’anno scorso. L’adesione è stata grande, soprattutto da parte dei giovani, infatti, spero che il prossimo anno riusciremo a dedicare una data solo a loro – ha commentato Mate Mekiš –. Nel complesso abbiamo 512 partecipanti suddivisi in 20 cori e 18 filodrammatiche. La difficoltà nel coordinamento dipende anche dall’atteggiamento con cui la si affronta, il prossimo anno sarà ancora più ardua perché la nostra idea è quella di allargarci ulteriormente e offrire un programma ancora più vasto”.

Un pensiero rivolto al futuro
Anche se appena ai blocchi di partenza, la soddisfazione per la 14esima edizione del Festival dell’istroveneto è già grande, d’altronde i numeri sempre più elevati fanno ben sperare nel presente e anche nel futuro. Ce lo conferma la stessa ideatrice della manifestazione, Marianna Jelicich Buić, responsabile del Settore cultura della Giunta Esecutiva dell’Unione Italiana: “Sono felice dei risultati perché l’appuntamento è un’occasione (e non tutti ce ne rendiamo conto) per vedere quanto siamo riusciti a sensibilizzare le altre persone sull’uso dell’istroveneto – ha sottolineato Marianna Jelicich Buić –. Effettivamente anche le Comunità nel corso dell’anno preparano vari contenuti per partecipare all’iniziativa e quindi in primo luogo siamo tutti più consapevoli di quanto sia bella questa nostra lingua. Stiamo mettendo in atto la 14esima edizione del festival, ma con la testa siamo già rivolti alla 15esima, che per noi sarà molto importante e quindi cercheremo di fare una manifestazione ‘uguale ma diversa’, ricca di sorprese”.

Il coro “Giuseppina Martinuzzi” della CI di Albona

Un privilegio e un’opportunità
Come di consueto a presentare il primo atto della rassegna dei cori e delle filodrammatiche è stata la giovane Alexandra Buić, affezionata al Festival dell’istroveneto fin da piccola. “Quest’anno presento la prima e l’ultima serata e ne sono molto felice perché sono quelle di apertura e chiusura, mentre le altre cinque date sono state dedicate alle altre Comunità degli Italiani per includere i giovani e gli altri membri e per rafforzare la squadra del Festival – ha commentato la presentatrice prima di salire sul palcoscenico –. Sono molto emozionata ma anche tanto contenta di ritornare a Buie e stare assieme alle persone a cui voglio bene e sono lieta di avere questo privilegio e questa opportunità”.
Il festival è anche un modo per stare assieme e conoscersi meglio, nella speranza di coinvolgere sempre più persone nella sua organizzazione e nel suo allestimento. “Sono molto soddisfatta nel vedere l’adesione di molti sodalizi presenti con bimbi e giovani, spero che questo fatto riesca a spronarli in futuro affinché ci portino qualcosa di proprio una volta diventati adulti”, ha concluso Alexandra.

Tra battute e doppi sensi
E come il titolo stesso suggerisce, già dal primo appuntamento è stato un correre continuo di protagonisti che si sono divertiti e hanno fatto divertire il numeroso pubblico presente in sala. In questo susseguirsi di interpreti i primi a entrare in scena sono stati gli attori della filodrammatica “Circolo zavata” della Comunità degli Italiani “Giovanni Palma” di Torre con la loro commedia “Porte verte per chi porta”. Una famosa espressione colorita recita “parenti serpenti”, sarà proprio così? Tra esilaranti battute, luoghi comuni sugli istriani e sui triestini, immancabili doppi sensi e battute piccanti, i torresani guidati da Ružica Bibulić Knapić, hanno fatto ridere fino alle lacrime il pubblico buiese. Uno sketch apprezzato e applaudito che ha saputo coniugare i riti di paesi che si rinnovano da secoli, con l’arrivo dei parenti da oltreconfine, capitati casualmente all’ora di pranzo…
Non solo filodrammatiche, infatti, alla rassegna, per il secondo anno consecutivo, partecipano pure i cori. È stata così la volta del gruppo vocale San Martino della CI “Giovanni Palma” che per l’occasione ha proposto “Senti el martelo” e “Me son innamorà”, sotto la guida esperta della dirigente Lolita Njegovan.

Il coro misto della CI di Torre

In scena attivisti di ogni età
Dal sodalizio “Fulvio Tomizza” di Umago sono giunti ben tre filodrammatiche e un coro, portando in scena attivisti di ogni età, dai bambini ai soci storici. I due gruppi di attori amatoriali più giovani sono guidati dalle maestre Roberta Lakošeljac e Ivana Lakošeljac, a cui quest’anno si è aggiunta Petra Bernarda, per allestire due pièce teatrali dedicate a Fulvio Tomizza. I più piccoli si sono dedicati a “El gato Martino”, racconto per l’infanzia dello scrittore istriano, mentre i ragazzi hanno allestito “Amico Fulvio”. Due omaggi al grande intellettuale per conoscerlo più da vicino, ripercorrere alcune tappe della sua vita e capirne meglio la poetica e il pensiero. Un lavoro importante che ha dato i suoi frutti; a confermarlo i calorosi applausi del pubblico buiese.
Il coro misto della CI “Fulvio Tomizza” ha coinvolto gli spettatori con le sue melodie sinuose e la sua bravura nell’interpretare “L’acqua de la Muiela” ed “E ti co la barchetta”. I coristi si sono esibiti sotto la guida del loro Maestro Walter Lo Nigro. Prima di passare all’ultima filodrammatica in programma è stata la volta di un altro coro “Giuseppina Martinuzzi”, dell’omonima Comunità degli Italiani di Albona, diretto da Đenana Levak. Una passeggiata tra canzoni albonesi e tra quelle della tradizione istriana, molto gradite dai presenti.

Il coro misto della CI di Umago

Un omaggio particolare
L’utlimo punto della serata è stato dedicato al compianto e mai dimenticato Pippo Rota, a 10 anni dalla sua scomparsa. La filodrammatica adulti della Comunità “Fulvio Tomizza” ha voluto rendere omaggio a una delle sue figure di spicco, riproponendo l’immortale “Clienti esigenti”, scritta dallo stesso Rota. Il gruppo è stato preparato da Antonella Degrassi, per la regia di Bruna Alessio Klemenc. Uno sketch divertente e irriverente che prende in giro turisti indecisi e un po’ troppo assorti nel loro mondo, inserendo nella narrazione pure alcuni interpreti del gruppo giovani. Tanti applausi meritati per una messinscena sempre attuale e frizzante.
Anche quest’anno all’interno del Festival dell’istroveneto è presente il premio fedeltà: gli spettatori che prenderanno parte a tutti gli appuntamenti della rassegna “Su e zo pe’l palco” avranno il privilegio di partecipare alla gita organizzata a Visinada e Madonna dei Campi il 28 giugno, con rientro a Buie, giusto in tempo per la finale di “Dimela cantando”.
Il primo atto dedicato ai cori e alle filodrammatiche si è aperto con delle ottime premesse che fanno ben sperare anche per i prossimi appuntamenti.

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