Raffinato omaggio nel segno della coralità al compositore istriano Luigi Dallapiccola

A Trieste una lezione-concerto ha concluso il ciclo di appuntamenti promosso da Nuovo Accordo e USCI Trieste

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Raffinato omaggio nel segno della coralità al compositore istriano Luigi Dallapiccola
Il coro nell’esecuzione di “Per la sera della Befana”

Si è concluso l’altro giorno a Villa Brigido del capoluogo giuliano il ciclo di appuntamenti dedicato a Luigi Dallapiccola promosso da Nuovo Accordo e USCI Trieste. Dopo il seminario tenuto il giorno precedente dal musicologo e biografo Mario Ruffini, il pubblico ha partecipato a una lezione-concerto che ha unito approfondimento e ascolto, proponendo un percorso attraverso la produzione corale e strumentale del compositore istriano. La sala della storica villa triestina si è riempita in ogni ordine di posti, confermando l’interesse suscitato dall’iniziativa. Al centro dell’incontro vi era la volontà di riportare all’attenzione del pubblico una parte significativa della produzione di Dallapiccola, quella destinata ai cori, e di farlo attraverso le stesse realtà che storicamente rappresentano il tessuto vivo della pratica corale. Un aspetto sottolineato dal direttore Andrea Mistaro, che ha illustrato le motivazioni alla base del progetto nato dalla collaborazione tra Nuovo Accordo e USCI Trieste.

Mario Ruffini si rivolge al pubblico

Geografia musicale
L’obiettivo era rendere omaggio al compositore non soltanto attraverso l’esecuzione delle sue opere ma anche restituendo il suo repertorio corale a cori amatoriali, interpreti ideali di una tradizione che continua a rappresentare un’importante esperienza di partecipazione culturale. La scelta degli interpreti è stato un elemento fondamentale. L’ensemble riunito per l’occasione ha infatti richiamato simbolicamente i luoghi che hanno segnato la vita e la formazione di Dallapiccola. Accanto a musicisti e coristi provenienti da Trieste erano presenti artisti legati ad altre città significative nel percorso biografico del compositore, dall’Istria a Firenze, creando una sorta di geografia musicale che accompagnava il programma della serata. A guidare il pubblico lungo questo itinerario è stato Mario Ruffini, tra i massimi studiosi di Dallapiccola, che ha introdotto i singoli brani con brevi interventi dedicati sia alle caratteristiche delle opere sia al contesto umano e artistico nel quale erano nate.

Occasione di crescita
L’incontro ha assunto così la forma di un dialogo continuo tra parola e musica, nel quale le spiegazioni precedevano l’ascolto senza interromperne il flusso, offrendo agli spettatori strumenti utili per cogliere riferimenti e particolarità delle composizioni. Nel corso della serata Ruffini ha dedicato ampio spazio anche al valore della coralità amatoriale definendola uno degli elementi fondamentali della vita culturale di una comunità. Il coro, secondo questa prospettiva, rappresenta un luogo nel quale si impara fin dall’infanzia il rispetto reciproco e la capacità di stare insieme, trasformando l’esperienza musicale in un’occasione di crescita civile oltre che artistica. Da qui l’apprezzamento per un progetto che ha saputo riunire realtà corali differenti sotto una direzione comune facendo convivere componenti amatoriali e professionali all’interno di un’unica proposta musicale. Il programma ha proposto alcune pagine significative della produzione corale di Dallapiccola, affiancate da composizioni per violino e pianoforte.

Andrea Mistaro spiega le origini del progetto

Memoria e partecipazione attiva
Particolare interesse hanno suscitato i due brani inediti presentati in apertura, seguiti da opere appartenenti a diverse fasi creative del compositore. Ampio spazio è stato dedicato ai Cori di Michelangelo Buonarroti il Giovane, considerati da Ruffini un momento centrale nell’evoluzione del linguaggio dallapiccoliano, ma non sono mancati altri esempi della sua scrittura corale e strumentale proposti con l’alternanza di esecuzioni e approfondimenti che ha caratterizzato l’intera serata. Accanto ai cori coinvolti nel progetto hanno trovato spazio anche i solisti e il gruppo strumentale Lumen Harmonicum. Ruffini ha voluto sottolineare come la coralità non debba essere intesa esclusivamente come pratica corale in senso stretto ma come una disposizione all’ascolto e alla condivisione musicale capace di includere voci, strumenti e interpreti diversi. Un concetto che ha trovato concreta applicazione nell’equilibrio raggiunto tra le varie componenti artistiche presenti sul palco. Con questo appuntamento si è chiuso un percorso che, tra approfondimento storico e proposta musicale, ha riportato al centro dell’attenzione la figura di Luigi Dallapiccola e il legame che continua a unire la sua opera ai territori dell’Alto Adriatico. Un omaggio costruito attraverso la memoria del compositore e attraverso la partecipazione attiva di quelle realtà corali che ancora oggi ne mantengono vivo il patrimonio musicale.

Il gruppo strumentale Lumen Harmonicum05

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