Radio Laganini FM: informazione e divertimento

Vedrana Lisica Pavlović e Dijana Bešić Buretić raccontanto i giorni di incertezza in seguito allo scoppio della pademia e rivelano come affrontare con ottimismo le avversità

La squadra di Radio Laganini FM. Foto Goran Žiković

La crisi economica che è iniziata come conseguenza del domicilio coatto dei cittadini in casa si è riflessa soprattutto nel settore culturale, ma anche sui media, di cui il colpo più duro è stato dato a quelli indipendenti. Nonostante le difficoltà e l’incertezza per il futuro, la radio e la televisione sono state un passatempo prezioso per migliaia, se non milioni, di cittadini che sono rimasti in autoisolamento per paura del contagio. Ad aver sorpreso i tanti ascoltatori è stato soprattutto l’ottimismo e l’energia dimostrati dai tanti speaker radiofonici i quali hanno dato il buongiorno ogni mattina sprizzando voglia di lottare e infondendo ottimismo a coloro che probabilmente erano preoccupati e giù di morale. Ci siamo rivolti alla redazione dell’emittente fiumana Radio Laganini FM (ex Radio Trsat), attiva sul territorio di tutta la regione da ben 15 anni, sulle frequenze di onde radio 87.6 e 91.0 MHz, da quando è iniziata la fase sperimentale col nome di Radio Trsat. Nel 2012 il nome cambia in Soundset Trsat e nel 2018 diventa Laganini FM Rijeka. Il dato sicuramente più importante è che nel corso dei numerosi anni è stata l’emittente radio più apprezzata dai cittadini, seconda soltanto a Radio Fiume. La redazione è composta da Deni Gulija (produttore), Mirela Džafić (speaker del turno pomeridiano) e Matej Poljanić (redattore della parte informativa), nonché Dijana Bešić Buretić (direttrice esecutiva) e Vedrana Lisica (caporedattrice), che ci hanno concesso quest’intervista.
Sono passati circa due mesi dall’inizio della pandemia nella nostra città e nell’arco di pochi giorni la vita si è fermata. Com’è cambiata la dinamica tra voi e gli ascoltatori?
Vedrana: “Senza ombra di dubbio la situazione è diventata di colpo molto seria e la comunicazione che fino a pochi giorni prima era rilassata e leggera ha assunto un tono informativo e formale. I numeri e i dati ci giungevano di ora in ora ed era nostro dovere trasmetterli agli ascoltatori preoccupati, che dal canto loro ci rivolgevano moltissime domande. Sinceramente, anche noi eravamo sotto shock per tutto quello che stava succedendo, increduli per il fatto che stava succedendo proprio a noi. Nonostante tutto, però, abbiamo mantenuto un atteggiamento professionale e il lavoro è proseguito nel rispetto dei protocolli interni per le situazioni d’emergenza“.
Dijana: “In situazioni fuori dal comune la radio è il primo canale di comunicazione per l’accessibilità a tutti. Le informazioni devono venire elaborate prontamente, per trasmetterle agli ascoltatori. Per fortuna poco prima dello scoppio della pandemia da Covid-19 abbiamo completato un investimento di potenziamento del trasmettitore radio 100.1 FM per il Gorski kotar, quindi siamo riusciti a raggiungere anche gli angoli più remoti della nostra Regione, in tempo per la pandemia. Questo fatto si è dimostrato di estrema importanza nel momento in cui siamo rimasti tutti ‘intrappolati’ in casa o comunque in seno ai comuni di residenza, senza possibilità di spostarci senza lasciapassare”.

Vedrana Lisica Pavlović

Com’è entrato il “virus“ nella vostra redazione, ovvero come sono passati i primi giorni di pandemia?
Dijana: “Per fortuna non vi è entrato veramente! (ride) Sicuramente è subentrata la paura per come comportarsi responsabilmente, ma in pochi giorni abbiamo ritrovato un ritmo. Ci siamo muniti di gel disinfettante, di mascherine e guanti, soprattutto per il nostro collega Matej che lavorando nel settore informativo è spesso tra la gente e ha il compito importantissimo di informare i nostri ascoltatori”.
Vedrana: “Le prime giornate di pandemia le ricorderò sempre come un periodo di grande fervore lavorativo. Abbiamo lavorato come non mai. Il lavoro alla radio potrebbe sembrare semplice e rilassante; in alcuni casi lo è, ma credetemi, la mole di lavoro è enorme anche nei giorni quando non succede niente di particolare, figuriamoci nel momento dello scoppio di una pandemia. Il nostro microfono viola ha viaggiato dappertutto, non soltanto nella nostra Regione, ma anche a livello nazionale visto che la nostra radio possiede anche una redazione nazionale a Zagabria, Slavonski Brod, Požega e Osijek. In quei momenti per noi la priorità era trovare e trasmettere solo le notizie più accertate, perché nei momenti di panico non esiste cosa più controproducente che diffondere disinformazione e alimentare il panico”.
Nonostante le giornate funeste di marzo e il continuo aumento dei contagi, avete sempre mantenuto alto lo spirito. Qual è il segreto del pensare positivo anche quando tutto va storto?
Dijana: “Il nostro compito primario è informare e prima della diffusione di qualsiasi informazione la stessa viene verificata più e più volte, per evitare di incappare in un dato falso. In questo modo plachiamo il panico fomentato da individui irresponsabili sulle reti sociali. In questo modo anche i nostri ascoltatori possono contare su di noi e sulle cose che sentono…”.
Vedrana: “… e anche nei momenti più difficili non dobbiamo dimenticare che la radio ha principalmente una funzione ludica e dobbiamo divertire. Rivolgendoci agli ascoltatori con un tono serio ma ottimistico ci siamo impegnati a trasmettere un po’ di positività in un momento in cui lottavamo per rimanere… negativi (in senso medico). Gli ascoltatori lo hanno notato e ben presto hanno contribuito con scherzi sul proprio conto e un po’ di sana ironia che rappresenta un buon metodo di reazione in un periodo di crisi. Anche per noi questo atteggiamento ha rappresentato un modo per allentare la tensione in un periodo estremamente stressante”.
Quali sono state le conseguenze economiche per voi? In fondo siete un’emittente indipendente e i finanziamenti dipendono dagli sponsor…
Dijana: “Le conseguenze economiche si sono fatte sentire su tutti i settori e quando ci si ferma è logico aspettarsi che l’arresto delle attività economiche avverrà anche per quanto riguarda il marketing. Per fortuna siamo riusciti a reindirizzare dei fondi di riserva che dovevano servire per investimenti per altri trasmittenti e programmi nuovi. Questo denaro è servito per assicurarci di poter funzionare normalmente nei mesi di crisi. Visto che siamo un’emittente regionale, le nostre riserve finanziarie sono più grandi e ce la siamo cavata in maniera più o meno indolore, ma confidiamo comunque nella ripresa dell’economia perché nemmeno le riserve possono durare in eterno“.

Dijana Bešić Buretić

Quali sono stati gli effetti della quarantena sulla vostra vita privata e sul tempo libero? Continuando a lavorare, come ha reagito la vostra famiglia?
Dijana: “Penso che questa sia stata la parte più difficile per tutti quelli che avevano l’obbligo o il desiderio di continuare a lavorare. La famiglia è in isolamento e voi dovete venire in redazione e non potete non pensare alla possibilità di contagio, fosse pure un’innocua busta della posta. Tra di noi ci guardavamo con un po’ di diffidenza, per non parlare del postino (ride). Abbiamo continuato a lavorare come sempre, perché i cittadini dipendono dalle informazioni che diamo loro; non esiste un’alternativa”.
Il coronavirus ha portato qualche novità che continuerà pure in futuro? Forse un nuovo canale di comunicazione?
Vedrana: “La comunicazione online su Facebook e Instagram, ovvero sulle pagine della nostra radio, si è intensificata e ci siamo rivolti più spesso e più direttamente agli ascoltatori. Mirela e io ci siamo lanciate nell’avventura dei ‘live’ su Instagram e visto che l’idea ha incontrato l’approvazione di coloro che ci seguono, penso che continueremo con giochi a premi, divertimenti, quiz e tutto ciò che coinvolge le persone”.
Come avete realizzato quei programmi che prevedono un lavoro “sul campo”?
Vedrana: “Mi verrebbe di rispondere ‘magia’, ma sarebbe più esatto dire che si è trattato di un utilizzo creativo delle possibilità offerte dalla telecomunicazione. Partendo dalla classica linea telefonica, fino alle applicazioni per la comunicazione di alta qualità. Penso che tutti noi abbiamo imparato qualcosa di nuovo sulle possibilità di facilitare la comunicazione e il dialogo che finora non erano stati sfruttati, a volte forse soltanto per inerzia. D’altra parte anche il ‘campo’ si è adeguato e le conferenze stampa hanno iniziato a svolgersi all’aperto e si è cercato di renderle quanto più sicure”.
Siete preoccupati per il futuro o lo affrontate con leggerezza, con un atteggiamento “Laganini”?
Dijana: “Noi guardiamo a tutto con una leggerezza mista a preoccupazione (ride). Da una parte cerchiamo di dare il giusto peso alla situazione, mentre dall’altra facciamo di tutto per usare tutti i metodi possibili di informazione rilassata e dolce, con l’intento di tutelare la salute mentale di quelli che ci ascoltano. Dicono che la risata è terapeutica e noi cerchiamo di guardare con ottimismo alla ricerca di una cura e al ritorno alle nostre vite di una volta, a quei binari dai quali siamo stati deragliati un mese e mezzo fa”.
Vedrana: “Anche se non ci sarà un ritorno classico alla vita di prima, chi lo sa, forse ci sarà qualcosa di positivo anche in un cambiamento. Forse ci apriremo alle novità, a nuovi modi di vivere e di apprezzare tutto ciò che abbiamo e che per noi è importante”.

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