FIUME
“Il coraggio di mostrarsi per ciò che si è, e il potere trasformativo della vulnerabilità”. Con queste parole Barbara Essl ha sintetizzato lo spirito della mostra inaugurata a Fiume, nella Sala Mostre della Comunità degli Italiani. La mostra “Queer Moments in Lost Places” è nata dalla collaborazione tra la Comunità degli Italiani di Fiume e l’artista austriaca Barbara Essl, con il contributo del Forum Culturale Austriaco (Austrijski kulturni forum) di Zagabria, nell’ambito del Festival Smoqua, dedicato alla cultura queer e femminista e organizzato dall’associazione LORI.
Il progetto ha avuto origine nel 2021 a Vienna, su iniziativa di Ortrun Gauper, fondatrice di Queer Moments. La serata inaugurale si è aperta nel Salone delle Feste con l’esibizione di Gauper, che ha interpretato alcuni dei brani più celebri di Marlene Dietrich.
Dai luoghi abbandonati
Avevamo già conosciuto la fotografa austriaca due anni fa, grazie alla mostra “Lost Places”, ospitata anch’essa nella Comunità degli Italiani di Fiume.
“Ho conosciuto luoghi dimenticati in oltre 120 posti diversi. Fiume, da questo punto di vista, ne è ricchissima, e ogni volta che ci torno scopro qualcosa di nuovo”, ha raccontato l’artista. “Ai luoghi abbandonati, un po’ per caso, abbiamo aggiunto delle persone – spesso ai margini. Mi trovavo a Vienna quando Ortrun Gauper mi ha chiamata chiedendomi di sostituire una fotografa per un evento. Ho accettato, anche se non era il mio genere, e da lì è nato il progetto. Oggi il mio cuore Alpe Adria batte forte: siamo qui, provenienti da città, lingue e culture diverse, ma uniti da una stessa area culturale. È fantastico!”
Divisa tra Klagenfurt e Trieste, Barbara Essl ha sviluppato una ricerca fotografica sui luoghi in trasformazione, dove l’abbandono diventa occasione per interrogare la memoria e l’identità. In questa fase successiva, l’esplorazione ha coinvolto anche le persone: “Dopo tante mostre ‘Lost Places’ degli ultimi dieci anni, sono molto felice di tornare a Fiume, dove ho trovato i luoghi più belli. Dopo Vienna, la vostra città è la prima in cui abbiamo sviluppato Queer Moments, che lo scorso 3 ottobre è stato presentato anche al Parlamento di Vienna, in collaborazione con i Wiener Philharmoniker, mostrando in forma digitale anche le immagini dei ragazzi di Fiume”.
Un ponte tra luoghi e persone
Nel suo intervento, Marina Christoph, direttrice del Forum Culturale Austriaco di Zagabria, ha sottolineato come l’esposizione abbia trasformato spazi dimenticati in luoghi di memoria e di presenza, “dove il silenzio è diventato linguaggio e la fragilità si è fatta forza”. Christoph ha definito “Queer Moments in Lost Places” “un manifesto fotografico e un poetico appello alla visibilità”, capace di mettere al centro le persone queer non come simboli, ma come esseri umani.
Ha inoltre ripercorso le origini del progetto e ricordato l’impegno condiviso di rendere visibili le vite queer nei luoghi dove erano state dimenticate o messe a tacere.
“Il fatto che questa seconda tappa si sia svolta a Fiume non è casuale”, ha aggiunto. “Fiume è una città che ha conosciuto trasformazioni, migrazioni e identità stratificate: una città aperta agli spazi intermedi, dove arte, memoria ed esperienza queer si intrecciano”.
L’eco della diversità
Ornella Sciucca, rappresentante dell’esecutivo della Comunità degli Italiani e partecipante al progetto, ha spiegato: “È nato dal desiderio di creare un ponte, realizzato grazie al talento e alla sensibilità di Federico Guidotto, insieme a Barbara, a me e a Enea. ‘Queer Moments in Lost Places’ prosegue idealmente la mostra ‘Lost Places’, ospitata due anni fa in questo stesso palazzo. Ma questa volta c’è qualcosa in più: una riflessione sulla diversità, sull’essere altro, sul vivere i margini non come confini ma come spazi di libertà e di creazione. Forse, come minoranza italiana a Fiume, possiamo comprenderlo profondamente. Anche noi conosciamo la forza silenziosa di chi resiste e custodisce la propria identità con discrezione ma con orgoglio. Le fotografie di Barbara parlano proprio di questo: della presenza che non si impone, ma illumina; della vita che, anche nei luoghi abbandonati, trova sempre un modo per rinascere”.
Sciucca ha voluto ringraziare il Teatro Nazionale Croato “Ivan de Zajc”, il Balletto e il Dramma Italiano, con i ballerini Jody Bet e Samuele Taccone, gli attori Aurora Cimino e Stefano Iagulli, Noemi Dessardo, Kristina Komadina, il ballerino Toni Flego, il musicista Lovro Mirth, Igor Kramarsich e l’artista Franko Tončinić, autore della scultura in legno d’ulivo indossata da Federico in una delle opere.
Un progetto che unisce
“È un onore poter ospitare un progetto internazionale”, ha dichiarato il presidente della Comunità degli Italiani, Enea Dessardo, salutando l’autrice Barbara Essl, Ornella Sciucca e Federico Guidotto, che hanno coordinato l’evento.
Ha rivolto un ringraziamento anche all’associazione LORI, che celebra i 25 anni di attività, e al Forum Culturale Austriaco di Zagabria per il sostegno e il riconoscimento del valore del progetto. Da parte dell’associazione LORI, parole di ringraziamento sono arrivate da Alex Katunar. Per chi si fosse perso la serata inaugurale, c’è tempo fino al 25 ottobre per visitare la mostra: immagini intense e suggestive, dove luoghi e persone — forse riconoscibili, forse no — si rivelano in un contesto inaspettato.
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