Quartetto zagabrese, interpretazione raffinata

Il gruppo strumentale si è esibito con successo al Teatro Nazionale Croato «Ivan de Zajc» di Fiume proponendo musiche da camera di Mozart e Grieg

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Quartetto zagabrese, interpretazione raffinata

Serata raffinata al Teatro Nazionale Croato “Ivan de Zajc” di Fiume lunedì scorso con il Quartetto zagabrese (Zagrebački kvartet), che si è esibito nell’ambito del ciclo di concerti da camera della stagione 2021/2022. Il rinomato quartetto d’archi vanta una lunga tradizione – venne fondato, infatti, nel 1919 come primo ensémble stabile e professionale del suo genere sulla scena musicale croata. Fin dall’inizio, del gruppo strumentale hanno fatto parte brillanti musicisti, che grazie al loro talento e alla qualità delle esecuzioni del vasto repertorio di musica da camera si è affermato anche all’estero. Oggi, del quartetto fanno parte Martin Krpan e Davor Philips (violino), Hrvoje Philips (viola) e Martin Jordan (violoncello).

 

Una prova dell’eccellenza dell’ensémble è stato il concerto dell’altra sera, che il pubblico fiumano ha accolto con grande apprezzamento.

Note all’avanguardia

La serata è stata inaugurata con il Quartetto per archi n. 19 in Do maggiore “Delle dissonanze”, K 465, di W.A. Mozart, chiamato così per via delle note dissonanti presenti nell’introduzione lenta con cui inizia il primo movimento. Le prime battute del Quartetto suonano come se fossero state scritte all’inizio del XX secolo, quando nella musica colta occidentale vengono messe in discussione le regole della composizione tradizionale e della teoria della musica, mentre invece risalgono al 1785. Il Quartetto in Do maggiore è l’ultimo dei sei quartetti dedicati ad Haydn, compositore che Mozart ammirava molto, e fu eseguito per la prima volta in casa di Mozart insieme ad altri due quartetti del ciclo, alla presenza dello stesso Haydn.

L’appellativo “Quartetto delle dissonanze” fu attribuito alla composizione in epoca posteriore. Le prime 22 battute del primo movimento hanno fatto discutere generazioni di musicofili ed esperti. Certi credevano che Mozart avesse stranamente “sbagliato” nel comporre, per cui proposero anche delle correzioni, soprattutto alla seconda e alla sesta battuta. Queste, infatti, apparivano troppo all’avanguardia rispetto alle convenzioni e alle regole dell’armonia dell’epoca.

Per fortuna, il Quartetto si è salvato da questo intervento e ha mantenuto la prova della genialità di Mozart e della sua capacità di essere all’avanguardia di più di cent’anni.

Il Quartetto zagabrese ha proposto un’interpretazione cesellata delle pagine mozartiane, delineando con un fraseggio curato i temi principali e il disegno dinamico di ciascun movimento.

Il pubblico in platea

Il folklore norvegese

Ha fatto seguito il Quartetto per archi in So minore, op.27, n.1 di Edvard Grieg, il secondo dei tre quartetti per archi scritti dal più grande compositore norvegese. Grieg compose il Quartetto nel 1877-78, mentre viveva in una fattoria a Hardanger. Venne eseguito per la prima volta a Colonia nell’ottobre del 1878 da un quartetto d’archi guidato dal violinista Robert Heckmann, a cui l’opera fu dedicata. Sembra che Grieg compose il Quartetto ispirato alla poesia di Henrik Ibsen, a sua volta ispirata al folklore norvegese.

Il Quartetto di Grieg, come anche gran parte delle sue composizioni, richiama chiaramente la musica popolare norvegese ed è al contempo pervaso da un intenso spirito romantico. Le sciolte linee melodiche, gli afflati lirici e drammatici di quest’opera, il denso tessuto armonico e l’espressività e ampiezza della dinamica sono stati eseguiti con estrema scioltezza e disinvoltura dai brillanti musicisti. Ciascun slancio melodico e dinamico del brano è stato costruito con precisione e affiatamento dal complesso dando vita a un’interpretazione di particolare pregio.

Il pubblico ha premiato con copiosi applausi i valenti musicisti, i quali hanno concesso un bis.

Una carriera di spicco

Il Quartetto zagabrese venne fondato nel 1919 da Václav Huml, Ladislav Miranov, Milan Graf e Umberto Fabbri. Fino al 1943, del Quartetto fanno parte numerosi musicisti di spicco, tra cui anche il violinista e compositore zagabrese Stjepan Šulek. Nel 1954, il gruppo strumentale, la cui attività venne interrotta durante la Seconda guerra mondiale, venne nuovamente costituito da Josip Klima, Tomislav Šestak, Dušan Stranić e Zvonimir Pomykalo, dando vita al secondo periodo del Quartetto. Nei prossimi quarant’anni, tra le sue fila si susseguiranno numerosi musicisti. Nel corso della sua lunga storia, il Quartetto si è esibito in illustre sale concertistiche in tutto il mondo come la Sydney Opera House, la New York UN Concert Hall, la Berlin Schauspielhaus, il London St. John Smith Sq. e tante altre. Dal 1920, numerosi compositori croati e stranieri hanno dedicato le loro opere al Quartetto zagabrese. Il Quartetto ha pubblicato più di 40 dischi, rivolgendo una particolare attenzione al patrimonio musicale croato. Con il Quartetto si sono esibiti musicisti come Ruža Pospiš-Baldani, Dunja Vejzović, Vladimir Ruždjak, Stephen Kovacevich, Vladimir Krpan, Ida Gamulin, Sergio Delmestre, Riccardo Caramella e Lazar Berman. Nel 2004, il Quartetto zagabrese ha celebrato l’85.esimo anniversario proponendo un’esecuzione integrale di tutti i quartetti e quintetti per archi di Dmitri Šostakovič e con il ciclo “Il tesoro dei quartetti per archi croati”.

Il Quartetto è stato insignito di numerosi premi nazionali e diversi premi Porin per l’attività discografica.

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