Quando il Natale prende voce

Il Coro dell’Opera del TNC «Ivan de Zajc», diretto da Matteo Salvemini, è stato protagonista di un concerto che ha attraversato, in un clima di autentica condivisione e atmosfera festiva, epoche diverse tra sacro, tradizione e grandi classici della canzone

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Quando il Natale prende voce
Foto IVOR HRELJANOVIĆ

Un teatro gremito e un pubblico partecipe hanno fatto da cornice al Concerto di Natale del Coro dell’Opera del Teatro Nazionale Croato “Ivan de Zajc”, andato in scena la sera del 23 dicembre. Per un’ora, la sala ha vissuto un intenso viaggio musicale fra tradizione, spiritualità e grandi classici della canzone natalizia, in un clima di autentica condivisione e atmosfera festiva. Il programma, infatti, ha attraversato epoche, stili e tradizioni diverse, unendo il repertorio sacro europeo ai grandi canti natalizi anglosassoni e alle canzoni popolari che hanno segnato l’immaginario collettivo del Novecento.

Protagonista assoluto della serata è stato il Coro dell’Opera di Fiume, guidato con sicurezza ed eleganza dal Maestro Matteo Salvemini, che ha saputo tenere insieme repertori molto diversi per epoca, stile e provenienza, costruendo un percorso coerente e coinvolgente. Accanto al Coro, il baritono Luka Ortar, solista di grande sensibilità interpretativa, e il pianista Juraj Marko Žerovnik, prezioso nel sostenere con discrezione e precisione l’impianto musicale dell’intero concerto.

Tradizioni italiana ed europea
L’apertura con Tu scendi dalle stelle di Sant’Alfonso de’ Liguori, uno dei canti natalizi più amati della tradizione italiana, ha subito creato un clima di raccoglimento e calore. Nell’arrangiamento firmato da Salvemini, il celebre canto settecentesco ha mantenuto la sua semplicità pastorale, valorizzata da un suono corale compatto e morbido, accolto con un lungo applauso dal pubblico. A seguire, La notte del Santo Natale di Gioacchino Rossini ha offerto un raro momento di riscoperta: una pagina meno conosciuta del grande compositore pesarese, ma ricca di lirismo e teatralità, in cui il dialogo tra il coro e la voce di Luka Ortar ha restituito tutta la suggestione del racconto musicale rossiniano.
Particolarmente apprezzata è stata Christmas Lullaby di John Rutter, una ninna nanna natalizia contemporanea di grande delicatezza, che richiama il canto materno rivolto al Bambino, interpretata con equilibrio e intensità, capace di coniugare intimità e raffinatezza armonica. Rutter è tra i più apprezzati compositori corali viventi, maestro nell’equilibrio tra semplicità e raffinatezza armonica. Dallo stesso clima contemplativo è emerso The Huron Carol, antico canto canadese del Seicento – uno dei più antichi del Nord America –, proposto in un arrangiamento che ne ha esaltato il carattere arcaico e meditativo, trasportando idealmente il pubblico in un Natale lontano nel tempo.
Il concerto ha poi assunto toni più luminosi e gioiosi con Il est né le divin enfant, un simbolo della tradizione natalizia francese, che celebra con entusiasmo la nascita di Cristo, reso celebre dall’elaborazione di Rutter, che ne valorizza la freschezza melodica, e con Ding Dong Merrily on High, celebre per il suo ritornello squillante, in cui il coro ha brillato per energia ritmica e precisione, evocando il suono festoso delle campane. Uno dei momenti più intensi della serata è stato Hallelujah di Leonard Cohen, uno dei brani più iconici della musica contemporanea, proposto in una versione corale capace di amplificarne la dimensione spirituale e introspettiva, oltre ogni confine di genere musicale.

Messaggi universali
Non sono mancati i grandi classici della canzone natalizia moderna: Feliz Navidad di José Feliciano, un classico moderno del Natale, semplice e immediato, che unisce lingua spagnola e inglese in un messaggio universale di augurio e convivialità, accolto con entusiasmo dal pubblico per il suo carattere immediato e conviviale; That’s Christmas to me, brano recente reso celebre dai Pentatonix, interpretato con calore e delicatezza; e Happy Xmas (War is over) di John Lennon, canzone-manifesto per la pace, scritta nel pieno della guerra del Vietnam. Un messaggio che lega il Natale a un forte impegno etico e civile, che ha riportato al centro della riflessione il messaggio universale di pace, oggi più che mai attuale. L’intervento di Luka Ortar ha ulteriormente impreziosito l’esecuzione del coro fiumano.
A seguire White Christmas di Irving Berlin, forse la canzone natalizia più famosa di sempre, evocazione nostalgica di un Natale ideale, resa celebre dalla voce di Bing Crosby e diventata simbolo universale delle feste. L’interpretazione del coro ha regalato uno dei momenti più nostalgici e riconoscibili della serata, evocando l’immaginario senza tempo delle feste.

Invito alla serenità
La parte conclusiva ha alternato tenerezza e brillantezza: Have yourself a Merry Little Christmas, con il suo tono intimo e malinconico, un brano nato per il cinema, che invita a vivere il Natale con speranza e delicatezza, anche nei momenti più difficili; Deck the Hall, vivace e brillante canto tradizionale gallese che richiama le antiche celebrazioni popolari, con un ritmo incalzante, affidato in questa occasione al coro femminile, che lo ha eseguito con vivacità e ritmo, e il solenne Hark! The Herald Angels Sing, uno dei grandi inni della tradizione protestante, in cui la forza melodica di Mendelssohn si è unita alla solennità e alla potenza del testo. La canzone tradizionale inglese God Rest Ye Merry, Gentlemen, canto antico dal carattere deciso, che invita alla fiducia e alla serenità, reinterpretata in una versione corale ricca di contrasti dinamici, ha introdotto il finale con un carattere deciso e rassicurante, prima dell’esplosione conclusiva di Christmas on Broadway di John Higgins, un medley scintillante ispirato ai musical e alla tradizione natalizia americana, che ha portato idealmente il pubblico tra le luci e l’energia di Broadway. Per concludere, il maestro Salvemini ha… rispolverato un “vecchio spartito mai eseguito finora”: Merry Christmas Everyone di Bob Heatlie, nella versione croata (Sretan Božić, svakome).
Il concerto si è confermato così come un appuntamento di alto profilo artistico, capace di unire tradizione e modernità, rigore musicale ed emozione, valorizzando ancora una volta la comprovata bravura del Coro dell’Opera di Fiume e la guida attenta e ispirata del Maestro Matteo Salvemini, salutati da applausi calorosi e convinti. È stato un concerto capace di parlare a pubblici diversi, unendo tradizione, emozione e qualità artistica, nel segno di un Natale condiviso attraverso la musica, regalando una serata che ha saputo trasformare la musica in autentico spirito natalizio.

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