Una serata di arte, musica e condivisione ha animato Casa di cultura “Betty” a Draga di Moschiena, dove è stata inaugurata la mostra fotografica intitolata “Erosioni” del napoletano Salvatore Di Vilio, organizzata congiuntamente dalle Comunità degli Italiani di Draga di Moschiena e di Laurana, grazie al costante sostegno finanziario dell’Unione Italiana e del suo presidente della Giunta esecutiva, Marin Corva.
Le opere esposte, scatti raffinati che immortalano il nostro litorale in tutta la sua potenza e bellezza, sono il frutto dello sguardo sensibile di un artista che, anni fa, scelse Draga di Moschiena per le proprie vacanze e che, tornandovi recentemente, ha ritrovato ispirazione. Proprio questa visita ha spinto il sindaco e presidente della CI di Draga di Moschiena, Riccardo Staraj, a dare vita a una nuova esposizione. Non è la prima volta: nel 2012, infatti, una mostra di Di Vilio aveva già impreziosito la galleria comunale sopra il porto.
Catalogo bilingue
Le nuove fotografie, tutte firmate dall’autore, sono oggi patrimonio delle Comunità degli Italiani di Draga di Moschiena e di Laurana, grazie al contributo dell’Unione Italiana. Dopo il grande successo riscosso a Laurana lo scorso luglio, alla presenza della console Iva Palmieri e dello stesso Marin Corva, la mostra è approdata a Draga di Moschiena, ospitata nella galleria “La Cisterna”. Per l’occasione è stato realizzato anche un catalogo bilingue, con testi curati da Riccardo Staraj in italiano e arricchiti dalle riflessioni del critico Eugenio Tinto in croato. Le immagini di Di Vilio raccontano la forza della natura: le rocce millenarie che precipitano dal Monte Maggiore fino al mare, le onde che “schiaffeggiano la riva sotto il comando dei venti”, come scrive Staraj. Sono fotografie spesso scattate fuori stagione, in assenza di figure umane, dove vento, mare e pietra diventano protagonisti assoluti. In esse si percepisce il silenzio della costa nei mesi invernali, un silenzio che amplifica la poesia dei paesaggi. Ogni scatto è una finestra aperta su un frammento di Mediterraneo autentico, non artefatto.
Progetto intercomunitario
Igor Prodan, presidente della CI di Laurana, ha ringraziato Staraj per la splendida iniziativa e ha sottolineato che l’onore di ospitare la mostra è segno di profonda amicizia e collaborazione tra le Comunità.
“È stato un piacere sostenere questa iniziativa – ha dichiarato Marin Corva –. Le Comunità più piccole hanno bisogno di eventi che rafforzino il legame e la memoria. Queste rocce, così erose, sono come noi: nonostante il tempo e le difficoltà, restiamo saldi, conservando lingua, cultura e identità”. Parole che hanno trovato ampio consenso tra i presenti, molti dei quali hanno sottolineato come eventi del genere siano fondamentali per trasmettere alle nuove generazioni il senso di appartenenza e la fierezza delle proprie radici.
Una carezza musicale
Non sono mancati momenti di emozione con un fantastico tocco di musica jazz d’eccellenza: sul terrazzo della Casa di cultura “Betty” si è infatti esibito un trio che Staraj ha definito “istro-quarnerino-sloveno”, composto da Robert Mikuljan (tromba e flicorno), Darko Jurković–Charlie (chitarra) e Manuel Šavron (fisarmonica). ll loro jazz ha avvolto e rilassato tutti i presenti come solo questa musica sa fare, trasformando la calda serata d’agosto in un momento di pura armonia. È stata una splendida serata d’estate, di quelle che si vorrebbe vivere più spesso.
La serata si è conclusa in un’atmosfera di festa, suggellando un evento che ha saputo unire arte, tradizione e spirito di comunità, con la cultura che ha dimostrato nuovamente di essere il ponte perfetto per unire persone, luoghi e storie.
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