Putokazi: promozione inadeguata di «Meandri»

La pellicola del rinomato coro fiumano è stata proiettata sulla facciata del palazzo residenziale in via Fratelli Stipčić 7 nel rione di Vežica, ma purtroppo non ha raggiunto il suo scopo

Un esperimento purtroppo fallito, quello dei Putokazi di sabato scorso. Un evento che avrebbe dovuto segnare l’inizio della promozione del nuovo album discografico del gruppo corale fiumano si è trasformato in nient’altro che un grande fastidio per gran parte degli abitanti del quartiere di Vežica, in cui ha avuto luogo la proiezione del film “Meandri”, realizzato dalla giovane artista Gea Rajić come rappresentazione visiva dell’omonimo lavoro dei Putokazi.

 

Una location inadeguata
È stato il primo dei sette eventi di promozione del nuovo album “Meandri”, che prevedono la proiezione del lavoro di Gea Rajić su edifici residenziali di sette quartieri diversi di Fiume. A giudicare da quello di sabato scorso, si tratta di un progetto carente di un’organizzazione e una promozione efficaci.
Innanzitutto, è piuttosto discutibile la scelta della prima location per la proiezione. La facciata occidentale del palazzo residenziale in via Fratelli Stipčić 7, sulla quale sono presenti diversi balconi e finestre degli appartamenti dell’edificio, si presta male alla proiezione di un film, cancellando porzioni dell’immagine dalla vista degli spettatori. Potrebbe darsi che si sia trattato di una scelta voluta, al fine di rendere frammentata la visione dell’omnibus creato da Gea Rajić. In ogni caso, la percezione del film è stata ulteriormente disturbata dalle numerose luci di strada che circondano l’edificio di via Fratelli Stipčić 7 e illuminano la piazzola antistante. Un film come “Meandri”, incentrato in gran parte sul gioco di luci, ombre e contrasti in bianco e nero, necessita di una proiezione in uno spazio oscurato, come quello di una sala cinematografica, sicuramente non in un quartiere residenziale fortemente illuminato al fine di migliorare la sicurezza degli abitanti delle decine di palazzi circostanti. Dall’altro lato, una proiezione del genere sarebbe stata più adatta come sfondo a un’esibizione dal vivo della band, che in questo caso verrebbe completata dall’omnibus, motivo per cui assistere all’evento di sabato scorso è stato un po’ come osservare la tela bianca di un pittore in attesa della sua prima pennellata: nonostante possa per certi versi apparire un’esperienza interessante, si ha indubbiamente la sensazione che manchi qualcosa.

Il film è stato proiettato sulla facciata di un edificio residenziale a Vežica

Lo scarso riscontro
La decina degli amplificatori utilizzati per la serata sono stati ammassati a pochi metri dall’entrata dell’edificio. Il volume eccessivamente alto, che rendeva doloroso l’ascolto a una distanza inferiore di dieci metri, ha sicuramente provocato forti vibrazioni al palazzo per i 40 minuti di durata del film, recando fastidio agli inquilini del quartiere che, con ogni probabilità, non erano stati informati in modo efficace dello svolgimento della serata. Motivo per cui, a un quarto d’ora dalla fine dell’omnibus, c’è stato l’intervento delle forze dell’ordine. L’arrivo del cellulare della polizia con luci lampeggianti, accese per il resto della serata, ha infatti contribuito a ostacolare ulteriormente la visione del film, già piuttosto impegnativa. Non è stato pertanto raggiunto l’obiettivo dichiarato dei Putokazi di offrire alle persone la visione e l’ascolto di “Meandri” stando nelle proprie abitazioni. Oltre a qualche inquilino infastidito che ogni tanto appariva alla finestra solamente per allontanarsene immediatamente dopo, erano poche le persone che si sono affacciate per godersi la visione e l’ascolto. Nella piazzola di fronte alla facciata sulla quale era proiettato il film, capace di contenere qualche centinaio di spettatori (nel caso non fossero in vigore le attuali restrizioni antiepidemiche), solamente alcune decine di persone hanno preso parte all’evento, il che ha reso facile rispettare la distanza e le misure di sicurezza. La poca affluenza alla piazzola potrebbe essere dovuta alle raffiche di vento che, in uno spazio aperto come quello, risultano particolarmente forti e sgradevoli. Una serata del genere sarebbe forse più adatta a una calda serata d’agosto, piuttosto che a una fredda notte di metà marzo, in modo da rendere più piacevole la visione anche per gli spettatori radunati all’aperto.

Una promozione inefficace
Dall’altro lato, la piuttosto carente promozione dell’evento potrebbe essere un altro dei motivi della scarsa affluenza. Oltre a qualche notizia annunciata dai media nel corso della scorsa settimana e condivisa sulla pagina Facebook del gruppo, la serata non era stata promossa in modo efficace. Non era stato pubblicato un “evento Facebook” della serata, modalità di promozione largamente utilizzata da organizzazioni, artisti e gruppi musicali; sul sito web ufficiale dei Putokazi non era stata pubblicata nessuna informazione in merito allo svolgimento delle sette proiezioni nei quartieri fiumani, come neanche sulla stessa pagina Facebook del gruppo. Gli eventi e le manifestazioni di strada, come quello allestito sabato scorso, solitamente hanno lo scopo di instaurare un legame tra la popolazione che vi abita e l’artista o il gruppo che vi si esibisce. In questo caso, purtroppo, lo scarso riscontro all’evento fa pensare che non è stato costruito un dialogo del genere con la comunità. Il modo in cui la serata è stata organizzata ha dato piuttosto l’idea di una manifestazione imposta agli abitanti del quartiere, non sufficientemente informati dello svolgimento dell’evento. Inoltre, instaurare in questi casi un rapporto con il pubblico risulta particolarmente difficile se, come è stato il caso di sabato scorso, il medesimo gruppo musicale che firma il lavoro non partecipa alla promozione dello stesso. Infatti, oltre alla fondatrice Miranda Đaković, i membri del gruppo non hanno preso parte all’evento. Del resto, la serata non è stata preceduta da una vera e propria introduzione o presentazione, oltre ai ringraziamenti da parte della fondatrice ai partner del progetto, ovvero la Città di Fiume, la Regione litoraneo-montana, l’associazione PartneRi, l’organizzazione HDS Zamp e allo sponsor.

Miranda Đaković

Un omnibus di grande valore artistico
Sicuramente un peccato sia per la band, sia per la giovane artista e regista Gea Rajić, il cui talento è stato percepibile malgrado le sfavorevoli condizioni dell’allestimento. Il nuovo lavoro musicale dei Putokazi è indubbiamente una conferma della già approvata qualità artistica del gruppo. La grande professionalità nell’esibizione in studio delle cantanti e nell’arrangiamento dell’album si sposa perfettamente con il filmato realizzato da Gea Rajić che completa la poetica espressa dall’opera musicale. L’idea di Miranda Đaković, grazie alla quale è nato il progetto audio-visivo, si è dimostrata assolutamente riuscita, tuttavia il grande valore artistico dell’album è solamente in parte percepibile se rappresentato come lo è stato sabato scorso. In altre parole, a un buon contenuto, in questo caso l’album-omnibus dei Putokazi e Gea Rajić, è stata associata una forma inadeguata, ovvero un’organizzazione e una promozione che lasciano molto a desiderare. Un allestimento di questo tipo sembra decisamente poco adatto e difficilmente riconducibile a un gruppo come i Putokazi, vincitori di premi e riconoscimenti prestigiosi e con alle spalle una carriera di quasi quarant’anni.
Dopo la proiezione a Vežica, il secondo appuntamento ha avuto luogo a Torretta, in via Antun Barac 12. La tappa di questa sera verrà allestita a Cosala (in via Ante Kovačić 21), mentre domani l’omnibus verrà proiettato nel quartiere di Crimea, in via Kumičić 13. Mercoledì l’evento avrà luogo in via Nikola Car 8, nel rione di Potok, invece il giorno seguente a Vojak, tra via Drago Šćitar 3 e via Mihanović 53. L’ultima proiezione è prevista per venerdì 26 marzo a Krnjevo, in via Hegedušić 23.
Tutte le proiezioni avranno inizio alle ore 20.

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