Proiezioni itineranti: il film arriva sotto casa

Una chiacchierata con la direttrice dell’Art cinema di Fiume, Slobodanka Mišković, che ci ha parlato del lavoro portato avanti nel periodo di lockdown e dei progetti futuri

La direttrice dell’Art cinema, Slobodanka MIšković. Foto Željko Jerneić

La settimana scorsa, l’Art cinema è stato uno degli enti cittadini che ha aperto le sue porte al pubblico mettendo a disposizione degli utenti la sua biblioteca specializzata. La parte principale della sua attività, ovvero le proiezioni cinematografiche, rimane però chiusa, in conformità con le norme antiepidemiche stabilite dall’Unità di protezione civile. Com’è il caso con altre istituzioni che hanno dovuto arrestare o cancellare i loro programmi destinati al pubblico in seguito alla pandemia, anche all’Art cinema si è continuato a lavorare a porte chiuse e a svolgere altre importanti mansioni nell’attesa della riapertura. Ne abbiamo parlato con la direttrice dell’ente, Slobodanka Mišković.
“Purtroppo non disponiamo ancora di nessuna informazione ufficiale legata a un termine in cui si potranno riaprire le sale cinematografiche al pubblico e in che modo verranno organizzate le nostre attività – ha dichiarato –. La cosa positiva è che si avvicina l’estate, il che presuppone l’organizzazione di eventi culturali all’aperto, ovvero di farlo più facilmente che in condizioni di pandemia. Ciò vuol dire che non appena l’Unità di protezione civile permetterà il raduno di almeno trenta persone noi ci daremo da fare per organizzare proiezioni cinematografiche all’aperto. Pertanto, speriamo di poterlo fare già in giugno, per cui già ora ci stiamo preparando per questa possibilità. Le proiezioni all’aperto, come sappiamo, si svolgono nel cortile in cui ogni estate organizziamo il Cinema estivo, ma siamo pronti a organizzarle anche in altri spazi, sempre rispettando le norme e le indicazioni dell’Unità di protezione civile”.
“Per quanto riguarda le nostre attività – ha proseguito – nelle settimane di chiusura dell’Art cinema, non stavamo con le mani in mano. Nelle prime due settimane di lockdown ci siamo dedicati al riassetto degli spazi del cinema: abbiamo pulito la sala di proiezione e sostituito alcuni meccanismi, abbiamo riordinato e archiviato i manifesti degli ultimi dieci anni, ma abbiamo anche lavorato alla realizzazione di nuovi progetti e ci siamo impegnati a ideare modi nuovi per raggiungere il nostro pubblico.
Innanzitutto, abbiamo concordato con la piattaforma MUBI la visione gratuita di film nell’arco di tre mesi per i membri del nostro Club cinematografico. Si tratta di una piattaforma orientata su film d’autore e d’essai provenienti da tutto il mondo. Siamo inoltre molto attivi sulle reti sociali, proponendo film croati disponibili su diverse piattaforme e in streaming. Inoltre, una decina di giorni fa, come già sapete, abbiamo deciso di sfruttare le nostre bacheche come un mezzo di comunicazione con i cittadini di Fiume affiggendo manifesti con frasi celebri, tratte da film che abbiamo avuto o che avremo nel nostro repertorio e che possono essere un segno di speranza per tutti noi”.
Comunicazione sui social
“Il laboratorio di alfabetizzazione cinematografica online che abbiamo avviato con il critico d’arte Dejan Durić, di cui la prima tornata si svolge in questa prima settimana di maggio, ha suscitato grande interesse, tanto che abbiamo deciso di organizzare più cicli di laboratori in maggio e giugno. In tre-quattro giorni ci sono pervenute più di cento notifiche per il laboratorio, mentre sono appena una decina gli interessati che possono seguire un corso. Lunedì scorso abbiamo aperto la nostra biblioteca specializzata assieme alle altre biblioteche in Croazia, mentre in parallelo lavoriamo al progetto della Casa dell’Infanzia. Abbiamo preparato una lista dei requisiti tecnici indispensabili per poter operare in quella sede. Assieme alla Biblioteca civica e al Teatro dei burattini, collaboriamo sui social, stiamo pensando a diversi scenari di realizzazione di programmi per un pubblico ridotto durante l’estate. Abbiamo pure candidato dei progetti ad alcuni concorsi pubblici… Insomma, abbiamo sempre qualcosa da fare. Siamo, però, felici che le misure antiepidemiche stiano rientrando”.
In quale misura la crisi ha influito sui ricavi dell’Art cinema? Sappiamo che ha inciso negativamente sulle finanze dei Teatri e di altre istituzioni la cui attività si basa sugli assembramenti.
“Noi siamo un ente, per cui i nostri ricavi non si basano esclusivamente sul guadagno dai biglietti e dagli abbonamenti. A differenza del TNC ‘Ivan de Zajc’, ad esempio, noi non vendiamo un abbonamento annuale, bensì abbiamo un Club cinematografico per il quale viene versata una quota annuale. In queste circostanze abbiamo esteso la durata dell’abbonamento per il periodo in cui il cinema rimane chiuso, per cui da questo punto di vista nessuno dei nostri membri ha chiesto di essere rimborsato. Siamo preoccupati, però, come si presenterà il quadro finanziario l’anno prossimo e quali saranno le ripercussioni della crisi sia in Croazia che nell’Unione europea, ovvero in che modo i fondi destinati alla cultura saranno ridimensionati e quanti mezzi saranno destinati alle attività culturali. Ad ogni modo, si tratta di un problema che affronteremo quando giungerà il momento”.
Anche se la situazione è ancora incerta, ci sono appuntamenti o laboratori che avete pensato di realizzare durante l’estate?
“Un’idea è di realizzare un cinema itinerante in diversi quartieri di Fiume. Laddove ci sono spazi pubblici ai quali si affacciano condomini con balconi e finestre vorremmo realizzare delle proiezioni cinematografiche. In questo momento stiamo risolvendo delle questioni tecniche, in primo luogo legate all’impianto sonoro. Il progetto è stato candidato ad alcuni Fondi europei. Inoltre, stiamo lavorando alla pianificazione di contenuti online destinati ai bambini, che dovrebbero essere realizzati in autunno, nel caso in cui l’epidemia torni negli ultimi mesi dell’anno (anche se speriamo di no). Si tratta di una precauzione”.
Speriamo, comunque, che questi siano dei contenuti collaterali e che si torni presto alla normalità e alle proiezioni all’interno dell’Art cinema…
“Ho l’impressione che la situazione stia migliorando ultimamente e che, anche nel caso in cui la pandemia dovesse ripetersi, a questo punto siamo già preparati a quest’eventualità. Spero, però, che non si ripeta e che tra un mese potremo continuare con la vita normale”.
L’Art cinema è incluso anche nel progetto Fiume Capitale europea della Cultura. Quali sono i programmi che la pandemia ha arrestato o cancellato del tutto?
“In questo momento stiamo pensando come portare avanti i programmi pianificati e stiamo sviluppando diversi scenari in quest’ambito. Il primo, naturalmente, riguarda la possibilità che la pandemia si protragga nel tempo, il secondo prevede il suo rallentamento, mentre la terza auspica un ritorno alla normalità durante l’estate. A seconda dell’andamento della situazione, noi adegueremo i nostri programmi. Credo, ad ogni modo, che riusciremo a realizzarli tutti o quasi tutti come pianificato, anche se probabilmente in formato ridotto. Probabilmente li presenteremo già durante l’estate. Uno dei progetti che purtroppo è stato cancellato a causa della pandemia è stato il Festival cinematografico di Fiume, che avrebbe dovuto tenersi alla fine di marzo. Non so ancora in che modo potremmo recuperarlo, ma credo che lo realizzeremo comunque, magari in formato ridotto durante l’estate. Come sappiamo, diversi Festival mondiali del cinema sono stati cancellati, tra cui anche quello a Cannes; i viaggi sono vietati, non ci sono nuovi film, per cui tutti noi risentiamo di questa crisi. Tuttavia, credo che troveremo una soluzione”.
Secondo lei, l’Art cinema si è adeguato bene e tempestivamente alle nuove circostanze orientando i suoi contenuti online?
“Personalmente, sono sempre molto autocritica e penso sempre che qualcosa si possa fare meglio, per cui non lo so. Credo che tutti noi abbiamo fatto ciò che si poteva nelle circostanze in cui ci siamo trovati. Non reagiscono tutti alla stessa maniera e capisco anche coloro che non sono riusciti a raccapezzarsi immediatamente. Credo che la cosa più importante sia quella di aver mantenuto il contatto con il nostro pubblico”.

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