Pirandello: un genio senza tempo

La carovana di attori del «Pirandello stable festival» di Agrigento ha portato sul palco della Casa di cultura di Isola la grande forza rivoluzionaria del drammaturgo siciliano

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Pirandello: un genio senza tempo
Foto: KRIS DASSENA

Uno spettacolo dal forte coinvolgimento emotivo quello andato in scena l’altra sera alla Casa di cultura di Isola, che ha portato il pubblico a scandagliare gli struggenti vissuti personali di alcuni personaggi della drammaturgia di Luigi Pirandello. Un omaggio al pensiero rivoluzionario letterario di uno dei più grandi autori italiani del Novecento, offerto dal Consolato Generale d’Italia a Capodistria e dall’Istituto Italiano di Cultura a Lubiana, che hanno ospitato la carovana di attori del “Pirandello stable Festival” di Agrigento. In occasione del suo esordio sloveno, la compagine ha proposto la pièce teatrale “La Figliastra, Mommina e il Marinaio salvato”, ideata e diretta da Mario Gaziano. I conterranei del premio Nobel per la letteratura nel 1934 hanno all’attivo numerose esibizioni in diverse capitali europee e persino a Pechino, presentate con l’intento di promuovere la lingua e la cultura italiana anche attraverso le opere di altri letterati siciliani quali Leonardo Sciascia, Andrea Camilleri e Giuseppe Tomasi di Lampedusa.

Un valore didascalico
Ad aprire l’evento sono stati il Console Generale d’Italia a Capodistria, Giovanni Coviello e il direttore dell’IIC di Lubiana, Stefano Faggioli, i quali hanno introdotto gli ospiti e illustrato l’iniziativa. “Si tratta di un appuntamento a lungo pensato e concepito, nei suoi contenuti e nelle sue linee, in collaborazione con il ‘Pirandello stable festival’, partendo da un anniversario importante della drammaturgia pirandelliana: il centenario dalla prima messa in scena di ‘Enrico IV’, avvenuto nel 1922”, ha spiegato Faggioli, passando la parola al regista Gaziano. “I nostri spettacoli hanno un valore puramente didascalico, il nostro desiderio è portare in giro per il mondo i grandi scrittori delle nostre terre, con le proprie peculiarità e i contatti di carattere culturale tra l’autore e il territorio che ci ospita”, ha sottolineato Gaziano, rilevando che una delle prime traduzioni di un’opera pirandelliana era proprio in lingua slovena.

L’abbattimento della quarta parete
Lo spettacolo rappresentato a Isola è stato concepito sotto forma di circuito culturale, che porta il pubblico alla scoperta delle produzioni teatrali di Pirandello, composte durante la sua terza fase, che va dal 1921 al 1930. Un periodo particolarmente florido e innovativo, in cui scrive le sue opere di maggiore rivoluzione drammaturgica, come “Sei personaggi in cerca d’autore”, “Questa sera si recita a soggetto” e “Ciascuno a suo modo”, brani su cui è stata improntata la pièce. Il pubblico isolano ha apprezzato i monologhi interpretati dagli attori Berta Ceglie, Maria Grazia Castellana, Salvatore Curaba e Giuseppe Gramaglia, intervallati da brani popolari pirandelliani intonati dai cantanti folk, Antonio Zarcone e Gioacchino Marrella, accompagnati dal gruppo folkloristico di Riccardo Cacicia, di cui fanno parte ancora Letizia Sferrazza, Vittorio Lauricella e Luca Cacicia. Una finestra, dunque, sulle tecniche e gli espedienti di rappresentazione con le quali Pirandello ha riformato il teatro dell’epoca, come l’abbattimento della quarta parete e il metateatro, che tuttavia inizialmente non avevano trovato consenso nell’opinione pubblica, attaccata a delle forme teatrali e di impronta più classica. A distanza di un secolo, però, Pirandello continua ad affascinare, a dimostrazione che è un genio senza tempo.

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