Personaggi che incarnano l’assurdità delle relazioni umane

Il Dramma Italiano del TNC «Ivan Zajc» di Fiume con «Il carro di Tespi» porta il teatro a Lussinpiccolo. La compagnia di prosa ha omaggiato il teatro popolare e i classici della letteratura russa attraverso due atti unici di Čechov, «La domanda di matrimonio» e «L’orso». Due pièce in lingua rustica, rivisitate in traduzione veneta dal regista vicentino Marco Zoppello

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Personaggi che incarnano l’assurdità delle relazioni umane
Annamaria Ghirardelli, Aurora Cimino e Stefano Iagulli

La manifestazione “Il carro di Tespi – Teatro italiano in Piazza” è stata portata lo scorso weekend per la prima volta sul Quarnero e su un’isola. La seconda tappa dell’edizione 2026 del ciclo di spettacoli ha infatti avuto luogo a Lussinpiccolo.
Il Dramma Italiano ha omaggiato il teatro popolare e i classici della letteratura russa attraverso due atti unici di Čechov: “La domanda di matrimonio” e “L’orso”. Due pièce in lingua rustica, rivisitate in traduzione veneta dal regista vicentino Marco Zoppello, che ne esalta la comicità e la satira sociale. Sono personaggi esplosivi, feroci, maldestri, entusiasti, ridicoli e lanciati a tutta forza verso la ricerca della felicità.
Un contesto laboratoriale
Il progetto nasce da un contesto laboratoriale: Zoppello fu invitato a lavorare con una parte dell’ensemble del Dramma Italiano del Teatro Nazionale Croato “Ivan de Zajc”, in una dimensione produttiva flessibile, artigianale, che favorisca la scelta di spettacoli agili, a misura di attore e di spazi diversi. Così l’idea del dittico: due atti brevi, perfetti per una compagnia versatile e per spazi raccolti, come quelli delle Comunità degli Italiani.
La scena, volutamente piccola, crea un’atmosfera familiare, quasi da soggiorno: il pubblico non osserva soltanto, entra in casa dei personaggi. Il minimalismo scenico dà centralità assoluta ai corpi, alle voci e all’uso della lingua e il cambio di scena fra i due atti, a vista, è semplice, efficace ed elegantemente costruito.
Il dittico si apre con “La domanda di matrimonio”, qui “La scritura de matrimonio”. In questa versione veneta, ancora più rapida e tagliente, la vicenda ruota attorno a tre figure che incarnano l’assurdità delle relazioni umane: Ivan Vasiljič Lomov, pretendente ansioso e ipocondriaco; Natalija Stepanova, giovane energica e testarda e la madre di lei, Stepana Stepanovič Čubukov.
La musicalità del veneto
L’ingresso di Lomov, con un enorme vaso di fiori, dà il tono allo spettacolo. È con questo gesto semplice e un po’ impacciato che annuncia le sue intenzioni: chiedere la mano della figlia di Stepana. Ma basta un dettaglio – un confine di terra, un cane, un pezzo di prato – per far esplodere litigi grotteschi, dove l’amore scivola dietro l’orgoglio e la logica soccombe al narcisismo. La musicalità del veneto amplifica tutto: il botta-e-risposta diventa una danza comica, e l’infantilità dei personaggi emerge con trasparenza quasi disarmante.
Al termine del primo atto, Natalija Stepanova intona “L’amor el vien el va” di Gualtiero Bertelli che si chiude in duetto, e con il suo ultimo accordo lascia il passo al secondo atto, “L’orso”, ribattezzato “El rùstego”. Qui entra in scena un’altra coppia destinata alla collisione: Jelena Ivanova Popova, vedova fiera e irremovibile e Grigorij Stepanovič Smirnov, proprietario terriero irruento, accompagnati da Luka, il servo.
Uno Smirnov realmente “orso”, rozzo e imprevedibile in perfetto contrappunto con la Popova, una donna consumata dal lutto, ma ancora capace di un’irritazione vivida, quasi feroce, tanto da sostenere lo scontro emotivo come in un duello rituale. Il dialetto, ancora una volta, diventa un personaggio: modella il ritmo, rende più comici gli scatti di rabbia e più toccanti i momenti di cedimento.
La musica accompagna discretamente l’intero dittico: dal brano di Calicanto, che richiama le contaminazioni venetoistriane, ai passaggi di Šostakovič, sorprendente scelta che crea un ponte sottile fra lingua veneta e la Russia cechoviana.

Aurora Cimino e Stefano Iagulli

Generosi applausi
Interpretato magistralmente da Stefano Iagulli, Aurora Cimino e Annamaria Ghirardelli nel primo atto e da Giulio Settimo, Ivna Bruck e di nuovo Annamaria Ghirarelli nel secondo, lo spettacolo ha coinvolto il folto pubblico riunitosi in una torrida serata nell’Anfiteatro della Biblioteca civica di Lussinpiccolo, che ha generosamente applaudito a lungo il cast e calorosamente complimentato gli attori al termine con numerose strette di mano.
Tra i presenti, la Comunità locale e il presidente appena rieletto Sanjin Zoretić hanno avuto il piacere di accogliere l’onorevole Marin Corva, deputato della Comunità Nazionale Italiana al Sabor e presidente dell’Unione Italiana. Una presenza molto apprezzata che conferma il forte legame fra la Comunità locale e l’UI e una collaborazione e vicinanza costante, autentica e profondamente umana.
Un caloroso benvenuto è stato riservato anche a Federico Guidotto, presidente del Comites, Enea Dessardo, titolare del settore “Cultura e Arte” della Giunta Esecutiva dell’UI e presidente della CI di Fiume, e Noemi Dessardo, facente funzione di direttrice del DI.
Marin Corva ha dichiarato nell’occasione: “Mi fa particolarmente piacere essere qui questa sera per diversi motivi: incontrare la Comunità degli Italiani di Lussinpiccolo, sempre molto attivi e attenti a custodire la lingua, l’identità e le tradizioni italiane sull’isola; assistere a uno spettacolo del Dramma Italiano, che mi fa sempre divertire moltissimo; testimoniare l’apprezzamento per il lavoro del Comites, avviato da Federico Guidotto e Giulio Settimo cinque anni fa, che continua a renderci orgogliosi ed è molto apprezzato in tutte le Comunità”.

Annamaria Ghirardelli e Ivna Bruck

Una grande responsabilità
Interrogato sul suo nuovo doppio ruolo istituzionale, ci ha detto: “Un inizio molto interessante e stimolante, ma anche molto burocratico. Sento una grande responsabilità e il mio impegno non mancherà”.
Il presidente della CIL, Sanjin Zoretić, ha espresso la sua sincera gratitudine agli organizzatori per aver scelto Lussino per questa tappa del tour, a testimonianza che, anche se Lussino può sembrare lontana dai grandi centri culturali, non è lontana dal cuore degli organizzatori.
Dopo lo spettacolo la compagnia ha raggiunto i soci a Villa Perla per un piccolo rinfresco, chiacchiere, risate ed allegria, nel vero spirito comunitario.
La rassegna è organizzata dal COMITES Fiume, con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, per il tramite dell’Università Popolare di Trieste, dell’Ufficio per i diritti dell’uomo e per i diritti delle minoranze nazionali della Repubblica di Croazia, per il tramite dell’Unione Italiana, dell’Istituto Italiano di Cultura di Zagabria, del Consolato Generale d’Italia a Fiume, delle Comunità degli Italiani di Dignano, Lussinpiccolo e Momiano, della Biblioteca civica di Lussinpiccolo e di TRY theatre, con il patrocinio della Regione istriana.
Si ringrazia la direttrice della Biblioteca civica di Lussinpiccolo, Armida Horvat, per aver reso possibile questo evento in una cornice così suggestiva.

Ivna Bruck e Giulio Settimo
Gli attori sono stati premiati con copiosi applausi

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