Parni Valjak e amici: emozione unica

All’Arena di Pola la band zagabrese e diversi musicisti hanno reso omaggio al cantante Aki Rahimovski, recentemente scomparso, una celebrazione della vita e dell’opera del frontman

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Parni Valjak e amici: emozione unica
Neno Belan insieme alla band Parni Valjak. Foto: SASA MILJEVIC/PIXSELL

Sarà stata la voglia di godersi finalmente un concerto in Arena come ai tempi pre pandemia, sarà stato l’alto tasso emotivo, fatto sta che l’evento “Valjak i prijatelji: dovoljno je reći Aki (I Valjak e gli amici: basta dire Aki), dedicato dal complesso Parni Valjak al suo compianto cantante Aki Rahimovski scomparso il 22 gennaio di quest’anno, ha fatto registrare il primo tutto esaurito della stagione nell’anfiteatro romano.

A rendere omaggio a una delle voci più significative e particolari del panorama musicale croato non sono stati soltanto i colleghi della band, ma anche diversi cantanti che con la loro presenza hanno voluto ringraziare Aki per quanto fatto. Un primo concerto si era tenuto all’Arena di Zagabria in marzo, il secondo l’altra sera in un’Arena… un po’ più vecchia. E quello dell’anfiteatro polese è stato anche l’ultimo di questo genere. I Parni Valjak continueranno a suonare? Il leader Husein Hasanefendić ha dichiarato che ora si prenderanno una pausa di riflessione e poi ci penseranno se continuare e se sì con quale vocalist.
A proposito di vocalist, tra i nomi più papabili per sostituire Aki c’è pure quello del 22.enne Filip Rudan, che ha interpretato cinque brani della band durante i quali ha colpito l’affiatamento con i musicisti tanto che l’astro nascente della musica croata, fattosi notare durante i talent show, non farebbe troppo rimpiangere Aki. Anche se, forse, Filip meriterebbe una carriera da solista.
Il concerto dell’altra sera è andato avanti per oltre due ore e mezza con una scaletta composta da 30 brani. Trenta brani che sprizzavano amore da tutti i pori. Non c’è stata una canzone che non abbia avuto a che fare con l’amore. I momenti a più alto tasso emotivo nella prima parte del concerto: prima l’interpretazione di “Za malo nježnosti”, sulla traccia incisa da Aki in sala studio e i musicisti ad accompagnarla dal vivo. Poi l’entrata sul palco del figlio di Aki, Kristijan, che si è esibito in “Zagreb”, dichiarando alla fine “papà è ancora qui”. Si diceva dei diversi cantanti che sono saliti sul palco dell’Arena: da Pero Galić, cantante del complesso Opća opasnost, che ha avuto il compito di interpretare i brani più rockettari, a Massimo, che con il suo timbro vocale particolare ha dato nuova linfa ad alcuni classici dei Parni Valjak. Spazio pure al cantante bosniaco-erzegovese Nermin Puškar come pure alla cantautrice Lu Jakelić, con una toccante interpretazione di “Vrijeme ljubavi”. Tra gli ospiti pure uno straripante Neno Belan, ma anche coppie inedite come quella composta dalla back vocalist Tina Kresnik, che insieme al figlio Noa ha interpretato “Dok je tebe”, brano inciso proprio mentre era in dolce attesa di chi l’ha accompagnata l’altra sera sul palco. Poi il gran finale con “Sve još miriše na nju”, cantata da Nermin Puškar al quale si sono uniti nel finale tutti gli altri cantanti e musicisti che hanno partecipato all’evento.
In apertura di concerto Husein Hasanefendić ha detto: “Questa dev’essere una celebrazione della vita e dell’opera di Aki, divertitevi”. E così è stato con il pubblico che ha cantato con i Parni Valjak e per Aki.

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