«Parenzana – Series». Tracce del passato istriano

Le opere presentano sullo sfondo immagini tratte da vecchie fotografie, combinando vari motivi dell’Istria ma anche della città natale dell’autore con la tecnica del collage

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«Parenzana – Series». Tracce del passato istriano
L’autore si rivolge ai presenti. Foto: ERIKA BARNABA

Inaugurata presso la galleria buiese “Polenta nera” la mostra “Parenzana–Series” dell’artista Peter Karger. Nella memoria del popolo istriano l’antica ferrovia che collegava Trieste, Buie e Parenzo vive ancora e sta attraversando un rinascimento sorprendente. Il percorso è stato ripristinato e viene utilizzato oggi da escursionisti di tutte le età provenienti da tutta Europa. Nelle sue opere, Peter Karger s’impegna a dimostrare la sua importanza storica. L’autore nasce a Berchtesgaden in Baviera, sul confine con l’Austria. Dopo la laurea all’Accademia di Belle arti di Monaco di Baviera inizia la sua carriera artistica. Si occupa d’insegnamento di arte nelle scuole del territorio, ma è al contempo anche un affermato gallerista, proprietario della “Galerie Ganghof”.

Vari stili e tecniche pittoriche
All’inaugurazione ha preso parte un numeroso pubblico, tra cui l’assessore alla Cultura della Regione istriana, Vladimir Torbica, e la sovrintendente ai beni culturali per la Regione istriana, Lorella Limoncin Toth che per l’occasione ha fatto pure da critica d’arte. Presente anche il fotografo Slađan Dragojević che, assieme a Valter Turčinović, ha inaugurato la galleria l’anno scorso. Nello spazio espositivo sono state finora allestite due importanti mostre tenutesi in occasione del Festival dell’Istroveneto.
“Karger è il primo ospite della nostra piccola galleria e per noi è un onore poter presentare qui le sue grandi opere”, ha rilevato Dragojević lasciando la parola a Lorella Limoncin Toth.
“Peter, come ogni artista che si rispetti, durante la sua carriera ha sperimentato vari stili e tecniche sotto l’influenza di diverse correnti pittoriche, a cominciare dagli impressionisti francesi. In seguito, la sua creatività è stata influenzata in maniera determinante dall’espressionismo tedesco, in particolare dal famoso gruppo di Monaco chiamato ‘Il cavaliere azzurro’ (Blaue Reiter) che s’ispirò al dipinto più famoso di Kandinskij. Dal gruppo, fondato da Kandinskij nel 1911 con Franz Marc, provennero in seguito nomi famosi come Paul Klee, August Macke e Gabriele Münter. Questa pittura anticlassica si opponeva al razionalismo occidentale, all’arte tridimensionale e al cubismo enfatizzando la trama e il colore. Peter ama sperimentare e, essendo anche appassionato di fotografia, ha voluto abbinarla a diverse tecniche pittoriche. La sua carriera artistica ha subito una svolta dopo che ha instaurato un legame con l’Istria, la sua gente e la sua storia. Infatti, una ventina di anni fa ha acquistato e ristrutturato un’antica abitazione proprio nella nostra città, Buie. Qui Peter ha trovato dei nuovi amici, tra i quali il compianto Ronny Jušić, che è stato un instancabile promotore di numerose iniziative culturali nella sua piccola galleria ‘Tigor’ a Crassiza”, ha rilevato Limoncin Toth sottolineando come l’arte dell’autore, che era già pregna di colori sgargianti, si arricchisce di nuove tonalità, quelle della terra rossa, dell’ocra, così caratteristiche dei nostri luoghi, e che lui inizia ad usare come materiale per i suoi dipinti, oltre naturalmente all’acrilico e alla tempera.

I fasti dell’epoca austroungarica
Un importante accento è stato posto sul fatto che Karger è anche austriaco di nazionalità, che è il fil rouge che lega la sua patria alla storia istriana. Di conseguenza, nei quadri realizzati negli ultimi anni si trovano tracce del passato istriano. Il pittore presenta con orgoglio, ma anche con rimpianto, tutti i fasti dell’epoca austroungarica.
“La serie di immagini dedicate alla ferrovia a scartamento ridotto – ha rilevato Limoncin Toth -, meglio conosciuta come Parenzana, in funzione dal 1902 al 1935, e che collegava Parenzo a Trieste passando per tre Stati (Italia, Slovenia e Croazia) diventa lo spunto per creare immagini accattivanti. Le opere presentano sullo sfondo immagini tratte da vecchie fotografie, combinando vari motivi istriani tramite la tecnica del collage, come pure della sua città natale in Baviera. Troviamo tracce di carte topografiche che segnavano la posizione della ferrovia, carte ferroviarie, immagini dei passeggeri dell’epoca, delle locomotive e altri motivi caratteristici. L’elemento che caratterizza questa mostra è sempre il sapiente uso della fotografia abbinata a diverse tecniche pittoriche, creando ambienti urbani caldi e patinati che creano una sensazione di antichità”, ha concluso la critica confermando come la tecnica utilizzata dall’autore conferisca credibilità alle sue immagini e osservandole si percepisce l’autentico senso dell’atmosfera magica irradiata dall’architettura che contraddistingueva la ferrovia, ulteriormente arricchita dalle figure umane dipinte di quell’epoca.

Il libro come ispirazione
In conclusione, si presenti si è rivolto Karger che ha voluto ringraziare la connazionale Nadia Moratto la quale anni addietro gli ha presentato il libro “Cara Parenzana” che lo ha molto coinvolto con tutte le sue foto in bianco e nero delle locomotive e delle stazioni ferroviarie e con le sue minuziose descrizioni che lo hanno spinto a creare questa esposizione.
”Era il 2005 quando iniziai a creare questa collezione e Claudio Ugussi, quando venne a vedere cosa stessi facendo, mi presentò al fondatore della ‘Casa Parenzana’, ristorante costruito nei pressi del punto in cui in passato c’era la stazione di Volpia. Il proprietario ha voluto a tutti i costi i miei dipinti sulle pareti del locale”, ha raccontato l’autore.

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