Parchi di Abbazia: gioielli da tutelare

Aperta la mostra dedicata alle aree verdi della Perla del Quarnero

Ernie Gigante Dešković, Koraljka Vahtar-Jurković e Ivo Dujmić

Le ville stupende, il Lido, l’aria di mare, le palme, il Lungomare, sono tutti elementi che fanno di Abbazia la Perla del Quarnero. La presenza del mare e l’architettura di lusso non bastano, però, a dare quel tocco in più che la rende speciale rispetto alla concorrenza. Sono soprattutto le aree verdi, i bellissimi parchi affacciati al mare, i fiori, gli oleandri, le magnolie, i lauri e gli alberi centenari, a dare alla cittadina turistica un fascino d’altri tempi che tutti le invidiano.

 

Per questo motivo, la Città di Abbazia, ha deciso di dedicare una mostra a 175 anni di architettura dei giardini e 70 anni di manutenzione istituzionalizzata delle aree verdi. L’esposizione, che rimarrà in visione fino all’11 gennaio 2021, è allestita nel Padiglione artistico “Juraj Šporer”.

Il titolo della mostra è “Il cuore romantico di Abbazia”, che si riferisce al parco di Villa Angiolina, nel cuore storico della città, e che quest’anno celebra 175 anni.
Le piante esigono tanta cura e amore
Ernie Gigante Dešković, direttore del Festival di Abbazia, ha spiegato che per sfruttare al massimo le aree verdi è necessario un costante e duro lavoro di manutenzione. La mostra presenta i parchi nella loro interezza, ma anche dettagli che rendono speciale ogni singolo angolo, ogni panchina, ogni belvedere. Le fotografie, realizzate da Petar Kürschner, Foto Luigi e dal Centro genealogico di Castua e della Liburnia, sono accompagnate da testi scritti e curati da Petra Borovac e Neven Ivanić, mentre l’ultima parte della mostra è dedicata al futuro della Città e allo sviluppo di giardini e parchi.

Koraljka Vahtar-Jurković, direttrice della municipalizzata Parkovi, ha dichiarato che non esiste modo migliore di concludere questo funesto 2020 che dedicarlo a quello che abbiamo di più prezioso: le aree verdi. Vahtar-Jurković ha spiegato che le zone verdi sono state divise in dieci giardini, di cui è stata raccontata la storia su grandi pannelli, sia in lingua croata che inglese.

Visitando la mostra gli interessati potranno scoprire, ad esempio, come e perché Iginio Scarpa decise di costruire Villa Angiolina, dedicata a sua moglie, o come vi siano arrivate le famose camelie, che ora sono un simbolo della Città. I dieci giardini che racchiudono Abbazia in un abbraccio verde compongono quella che è stata chiamata “Opatijska kolajnica” (Collanina d’Abbazia) e che ora è diventata sia una guida cartacea in inglese e croato, che un sito interattivo per visitare a distanza i giardini cliccando su opatijskakolajnica.opatija.hr.

L’esposizione è allestita negli spazi del Padiglione artistico “Juraj Šporer”

Le zone verdi come marchio turistico
A proclamare aperta la mostra è stato il sindaco di Abbazia, Ivo Dujmić, il quale ha spiegato che quest’anno, quando abbiamo dovuto rinunciare alle feste negli spazi chiusi, all’Avvento e ai festeggiamenti di Natale e Capodanno, i parchi si sono trasformati in un ambiente ideale per trasmettere ai cittadini un’atmosfera di festa che in questo periodo si dovrebbe respirare. Anche in questo caso, le fotografie di Abbazia e dei suoi parchi decorati e addobbati, hanno fatto il giro del mondo, trasformandosi in un prezioso prodotto turistico.

“Sta per volgere al termine il progetto dell’Agglomerato urbano di Fiume – ha dichiarato Dujmić – e grazie ai finanziamenti ottenuti potremo finalmente realizzare i giardini americani e il Visitor center all’entrata di parco Angiolina”.

Piante di camelie, oleandri, magnolie e lauri rendono unica la città quarnerina

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