Palazzo Papalić, simbolo di arte e memoria

Spalato ha celebrato la riapertura del suo Museo civico con un allestimento che unisce storia e innovazione

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Palazzo Papalić, simbolo di arte e memoria
La scalinata rimessa a nuovo. Foto: DAMIANO COSIMO D’AMBRA

Solenne cerimonia di riapertura del Museo civico di Spalato, che ha nuovamente spalancato le proprie porte al pubblico con un volto rinnovato, in cui l’antico e il moderno si incontrano in armoniosa simbiosi ed equilibrio. L’inaugurazione si è svolta nella suggestiva cornice della piazza antistante, sul retro del maestoso Palazzo Papalić, storica sede dell’istituzione. Prima del taglio del nastro, che ha sancito ufficialmente la riapertura al pubblico, hanno preso la parola il presidente del Consiglio di amministrazione del Museo civico di Spalato, Nikola Aleksić, la ministra della Cultura e dei Media, Nina Obuljen Koržinek, il sindaco di Spalato, Tomislav Šuta, la direttrice del Museo, Vesna Bulić Baketić, e l’autore del concetto espositivo, Joško Belamarić.

Le autorità che hanno partecipato alla riapertura del Museo civico.
Foto: DAMIANO COSIMO D’AMBRA

Collaborazione tra enti
Nei loro discorsi è stata sottolineata la centralità del Museo non solo per la città di Spalato, ma per l’intero patrimonio culturale nazionale. L’istituzione, insieme ad altre realtà spalatine di primaria importanza, sarà presto interessata da ulteriori interventi di restauro e ammodernamento, frutto della proficua collaborazione tra il governo centrale, il Ministero della Cultura e dei Media e il Comune di Spalato. Il Museo si afferma così come emblema di una sinergia nazionale, politica e culturale, proiettata verso la scena internazionale. Alla cerimonia erano presenti i rappresentanti delle principali istituzioni culturali, politiche e artistiche della città, oltre a numerosi cittadini affezionati e turisti, che hanno preso parte all’evento in un clima di entusiasmo e di festa.

Due piani nuovi
Il Museo ha accolto i visitatori offrendo i due piani del Palazzo Papalić in un allestimento rinnovato. Questo prestigioso palazzo residenziale gotico-veneziano, modello architettonico per la Dalmazia della seconda metà del Quattrocento, si presenta oggi sotto una luce nuova e affascinante. Al pianterreno, una vasta esposizione di reperti tardoantichi e medievali, riportati alla luce durante i recenti lavori di restauro e valorizzazione, conduce i visitatori in un percorso immersivo: dalle cisterne ai mosaici bianchi, dalle tombe di bambini ad altri significativi reperti, esposti con cura in teche sospese tra gli scavi e il camminamento superiore. L’allestimento, arricchito da strumenti multimediali e dispositivi interattivi, proietta il Museo in una dimensione contemporanea, rendendolo parte di una rete culturale sempre più connessa e innovativa.

Alcuni spazi rinnovati.
Foto: DAMIANO COSIMO D’AMBRA

Opere d’arte e manoscritti
La grande sala del primo piano del Palazzo Papalić, già luogo di incontro degli umanisti spalatini alla fine del XV secolo, lascia i visitatori rapiti dallo splendore del soffitto ligneo finemente decorato e dall’eleganza della trifora che, all’esterno, risalta nel candore della pietra scolpita. In questo spazio, la collezione medievale e rinascimentale – composta da opere d’arte e preziosi manoscritti – si offre in tutta la sua ricchezza, con al centro il celebre Libro d’Oro, documento fondamentale per la storia cittadina. L’intero complesso architettonico, con il cortile, il portico, il pozzo e la scalinata verso il piano nobile, è stato accuratamente restaurato e risplende della sua originaria magnificenza, ulteriormente valorizzata dalle luci notturne.

All’uscita, lo sguardo del visitatore è catturato dalla facciata rinnovata e dal portale d’ingresso, ornato dallo stemma della nobile famiglia Papalić, con il drago scolpito e la citazione latina “Virtus et Fortuna”, che suggella il legame tra la grandezza del passato e la vitalità del presente.

Monumenti e sculture in pietra.
Foto: DAMIANO COSIMO D’AMBRA

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