«Opera Rockstar», un progetto discontinuo

Nel Parco archeologico di Fiume si è tenuto il concerto ideato dal solista dell'Opera fiumana, Jure Počkaj

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«Opera Rockstar», un progetto discontinuo
Il chitarrista Simon Šubic e Jure Počkaj con la bandiera fiumana

“Opera Rockstar” è il progetto musicale del solista dell’Opera fiumana, il baritono Jure Počkaj, proposto l’altra sera nel Parco archeologico di Fiume nell’ambito delle Notti estive fiumane. Il concerto è stato annunciato come una fusione tra la musica lirica e i più noti brani rock, ma questa descrizione ha causato un malinteso. Dal momento che il protagonista è un cantante lirico, il pubblico si aspettava sì una serata crossover, ma incentrata in prevalenza sulla musica classica. L’organizzatore dell’appuntamento, ossia il Teatro Nazionale Croato “Ivan de Zajc”, come probabilmente anche Počkaj, puntavano invece su una serata “rockettara” e pertanto con un pubblico che ascolta il programma in piedi. Gli spettatori sopraggiunti al Parco archeologico non si sono trovati d’accordo con quest’idea (molti in abiti eleganti e pronti per trascorrere una serata piacevole sorseggiando un cocktail), per cui lo “Zajc” ha dovuto infine provvedere con un numero sufficiente di sedie per accomodare il pubblico, il che ha causato un ritardo di quindici minuti.

Jure Počka

Glam metal anni Ottanta
Sul palco sono quindi saliti i musicisti e Jure Počkaj, tutti in “divisa” rockettara, aprendo la serata con un brano d’autore dal sapore glam metal anni Ottanta, che ci ha ricordato la famosa band svedese “Europe”. Fin dall’inizio, l’esibizione del gruppo, del quale fanno parte musicisti preparati (Ivo Gustinčič alle tastiere, Jon An Herlič alla tromba, Žiga Klun alla batteria, Jernej Počkaj al basso e Simon Šubic ed Edin Sabljaković alle chitarre), e di Jure Počkaj, che vanta una voce calda e duttile, ci è sembrata una pallida copia di un concerto rock e non esattamente al livello di qualità che ci aspettiamo da un evento inserito nel cartellone delle Notti estive fiumane.
Nella sua esibizione, Počkaj ha emulato diligentemente i frontman delle rock band, ma il tutto ci è sembrato un po’ forzato, anche se non dubitiamo che sia scaturito da un profondo amore del solista per i generi rock e heavy metal. Tuttavia, ci è sembrata una scelta discutibile concepire un concerto crossover, destinato a un uditorio eterogeneo, come un’esibizione di una band che può contare su un proprio pubblico. D’altro canto, il programma proposto si basava in prevalenza su brani rock e classici ben noti, per cui da questo punto di vista l’esibizione ha avuto una sua ragion d’essere.
Dall’aspetto musicale, la fusione tra il rock e la musica classica non è certo un’idea nuova e in questo caso non tutte le combinazioni si sono rivelate riuscite. A momenti risultavano sorprendenti e anche bizzarre. Tra i vari esempi, la combinazione di una delle melodie più celebri della Nona sinfonia “Dal Nuovo Mondo” di Dvořák con l’iconica hit degli “Iron Maiden” “Fear of the dark”, che Počkaj ha interpretato sventolando la bandiera ufficiale di Fiume. Un mélange piuttosto sconnesso ci è sembrata anche la celeberrima “Bohemian Rhapsody” dei “Queen”, intercalata con un altro brano famoso della band britannica, “Don’t stop me now”, con l’aria “Largo al factotum” tratta dal “Barbiere di Siviglia” di Rossini e un brevissimo passaggio tratto dalla celeberrima Rapsodia ungherese n. 2 di Franz Liszt.

Irena Yebuah Tiran

Omaggio a Ozzy Osbourne
Più indovinata ci è sembrata invece la fusione delle canzoni “Imagine” di John Lennon e “Dreamer” di Ozzy Osbourne, in cui il passaggio armonico tra i due brani si è dimostrato più organico. Questo è stato il momento del concerto in cui Počkaj ha ricordato Ozzy Osbourne, storico frontman dei “Black Sabbath”, omaggiati a Birmingham, nella città natale di Osbourne, dove il baritono sloveno si è esibito recentemente.
Nel corso del concerto si sono susseguite altre musiche celebri, come “That’s all right” di Elvis Presley, “Thunderstruck” degli AC/DC, “Nothing else matters” dei “Metallica”, “House of the rising sun” dei “The Animals”, “Parla più piano”, noto anche come Tema d’amore dal film “Il Padrino”, l’aria “Nessun dorma” tratta dalla “Turandot” di Puccini, e altri. La parte migliore della serata sono stati gli interventi del mezzosoprano sloveno Irena Yebuah Tiran, cantante carismatica e di bella presenza scenica, che si è cimentata con l’“Habanera” tratta dall’opera “Carmen” di Bizet, mentre assieme a Počkaj ha eseguito il brano principale del musical “Phantom of the Opera” di Webber e la canzone “Vivo per lei” di Andrea Bocelli e Giorgia.
Il pubblico ha apprezzato il concerto “Opera Rockstar”, che si è chiuso con il bis “Guarda che luna, guarda che mare” di Fred Buscaglione e con un selfie del gruppo con il pubblico.

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