Omaggio teatrale a Biagio Marin nel quarantesimo della sua scomparsa

Nell’ambito del 67º raduno della «Famìa Ruvignisa», presso il Teatro cittadino «Antonio Gandusio» di Rovigno è andato in scena lo spettacolo «La legge e l’amore»

0
Omaggio teatrale a Biagio Marin nel quarantesimo della sua scomparsa
Gli attori in scena. Foto: ROBERTA UGRIN

Nell’ambito del programma del 67º raduno della “Famìa Ruvignisa”, realizzato in sinergia con la locale Comunità degli Italiani “Pino Budicin”, e delle celebrazioni della Giornata della Città e della Santa patrona, presso il Teatro cittadino “Antonio Gandusio” è andato in scena lo spettacolo teatrale “La legge e l’amore” tratto dal racconto “Il Procuratore del Re” di Biagio Marin.

All’evento hanno partecipato, oltre agli esuli membri della “Famìa Ruvignisa”, il presidente della stessa associazione Gabriele Bosazzi, la consigliera Giuliana Eufemia Budicin, la presidente del Comitato di Roma e vicepresidente nazionale dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, Donatella Schürzel, la vicesindaco in quota CNI Gianfranca Šuran, la presidente del Comitato esecutivo della CI “Pino Budicin” Marina Ferro Damuggia e i vicepresidenti del sodalizio Matteo Tromba e Gianclaudio Pellizzer.

L’importanza degli affetti
Nella ricorrenza dei quarant’anni dalla scomparsa del poeta Biagio Marin, l’Associazione Grado Teatro ha voluto rendere omaggio al suo più illustre concittadino mettendo in scena uno dei suoi più toccanti e delicati racconti. Lo spettacolo, adattato e diretto da Giorgio Amodeo con Tullio Svettini e le musiche di Jean Sibelius, esplora il ritorno di un magistrato alla sua città natale, Grado, dove scopre l’importanza degli affetti. L’ambientazione scenica e i costumi di Lucia Macor sono stati curati per creare un’atmosfera che richiami l’amore dell’autore per la sua terra natia.
Il “Procuratore del Re” è una breve novella in cui, quasi seguendo i più elevati modelli classici teatrali, vengono contrapposte le motivazioni del cuore a quelle della ragione. A vivere questo scontro è proprio un uomo di legge, abituato nel suo lavoro ad amministrare la giustizia con severità e rigore, che, rientrato alla sua isola natale per motivi di salute, lentamente comprende come l’esistenza umana non può concentrarsi esclusivamente in una completa dedizione al lavoro, per quanto nobile e importante esso sia. È proprio l’atteggiamento divertito e provocatorio delle persone che ritroverà una volta giunto nella vecchia casa di famiglia a insinuargli, in modo allegro e scherzoso, il dubbio che non sono sempre i doveri a essere prioritari per sentirsi felici e realizzati. Il ritorno al paese di origine e ai semplici affetti domestici lo fa riflettere profondamente sul senso della sua vita e sulla sua impellente necessità di coltivare il sentimento dell’amore. Perché, come diceva Blaise Pascal, “il cuore conosce ragioni che la ragione non conosce”.

Lo spettacolo è un omaggio a Biagio Marin.
Foto: ROBERTA UGRIN

Uno sguardo sull’uomo e sul mondo
Lo spettacolo portato in scena al Teatro cittadino “Antonio Gandusio” è stata un’occasione per riscoprire la profondità del pensiero di Marin, il suo sguardo sull’uomo e sul mondo, tra giustizia e sentimento, tra legge e amore. A fine spettacolo il vicepresidente della CI Matteo Tromba si è complimentato con gli attori. “Desidero esprimere la nostra più sentita gratitudine al caro Tullio Svettini e alla sua compagnia, come pure alla ‘Famìa Ruvignisa’, per la costante fedeltà e la sincera amicizia dimostrate nel corso degli anni verso Rovigno e la nostra Comunità. La vostra presenza e l’affetto sono testimonianza viva di un legame che ci unisce profondamente, e in assenza di ciò questi preziosi momenti di incontro non sarebbero possibili”, ha detto Tromba.
Il programma in Comunità proseguirà questa sera, alla Platea estiva “Vlado Benussi” alle 19.30 con la “Serata in famiglia”, il tradizionale incontro dei connazionali rovignesi, che si ricongiungeranno, per l’occasione, con gli esuli dell’Associazione “Famìa Ruvignisa”, provenienti da tutto il Bel Paese. Sempre questa sera, alle 19, presso la Sala maggiore della CI sarà inaugurata la mostra “Francesco Dessanti: Disegni della collezione del Museo della città di Rovigno”.

Il numeroso pubblico.
Foto: ROBERTA UGRIN

Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.

L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.

No posts to display