A poco più di una settimana dall’omaggio organizzato dalla Comunità Nazionale Italiana a Palazzo Modello per i cinquant’anni dalla scomparsa di Pier Paolo Pasolini, una nuova iniziativa in suo onore si è tenuta all’Art Cinema di Fiume. Il programma cinematografico prosegue così il ricordo della tragica e violenta morte dell’intellettuale avvenuta nella notte del 2 novembre 1975.
Venerdì sera 7 novembre, è stato proiettato un doppio film dedicato a Pasolini, intervallato da un panel tematico che ha visto la partecipazione di professori, studiosi, traduttori e pubblicisti, tra cui Tomislav Brlek, Valter Milovan e Saša Stanić. Il dibattito, incentrato sulla vita, la personalità e le opere di Pasolini, ha coinvolto attivamente il pubblico.
L’evento, realizzato in collaborazione con la Comunità degli Italiani di Fiume, è stato rappresentato da Ketty Brunetti, che ha sottolineato l’onore di partecipare alla commemorazione del cinquantesimo anniversario della morte di uno degli intellettuali più complessi e influenti del Novecento italiano.
I film proiettati
Il primo film, “La ricotta” (1963), cortometraggio di 35 minuti parte del progetto a episodi “Ro.Go.Pa.G.” (Rossellini, Godard, Pasolini, Gregoretti), parodia i kolossal biblici hollywoodiani, tanto da aver provocato l’arresto dello stesso Pasolini. La versione restaurata in 4K ha permesso di apprezzare Roma in una dimensione ancora rurale, con scene in bianco e nero alternate a sequenze bibliche a colori. La storia, che segue le vicende di una troupe impegnata in un kolossal su Cristo, esplora con ironia e profondità la natura umana, trasformando il povero Stracci nel simbolico “vero Cristo” della Passione.
Il secondo film, “Il Vangelo secondo Matteo” (1964), continua l’indagine sui temi sacri e prosegue la polemica già sollevata da Pasolini. Il film, accolto inizialmente con scetticismo da destra, sinistra e Chiesa cattolica, è oggi considerato un capolavoro della sua filmografia, celebrato anche in ambito vaticano.
Il panel tematico
Il dibattito è stato moderato da Saša Stanić, della Facoltà di Filosofia di Fiume. Valter Milovan ha offerto una lettura approfondita di Pasolini come artista e intellettuale poliedrico, mentre Tomislav Brlek ha sottolineato la sua capacità di eccellere come scrittore, regista e teorico del cinema, nonostante l’assenza di formazione cinematografica.
Si è discusso anche della sua morte e delle sue contraddizioni: Pasolini era comunista e cattolico, scomodo e provocatorio, e le sue opere riflettevano il turbinio dei suoi pensieri. Il rapporto controverso con le donne, la solitudine affettiva e la ricerca di esperienze estreme hanno segnato la sua vita, così come il senso di fragilità che emergeva nonostante la forza della sua produzione artistica.
Proiezioni future
Il programma dedicato a Pasolini proseguirà all’Art Cinema: mercoledì 9 novembre alle 20 sarà proiettato *Teorema*. La rassegna continua a mettere al centro la sua produzione cinematografica, radicata nel neorealismo ma caratterizzata da simbolismo, sperimentazione e una visione del cinema come “lingua scritta dalla realtà”.


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