Notte dei musei. Una passeggiata nella storia dell’Istria (foto)

Grande successo di pubblico per le varie iniziative che si sono svolte lungo tutta la penisola

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Notte dei musei. Una passeggiata nella storia dell’Istria (foto)
Foto Tanja Škopac

Anche quest’anno la Notte dei musei ha attirato un folto pubblico in tutta l’Istria, offrendo attività e laboratori per i più piccoli, presentazioni di mostre, conferenze e passeggiate tematiche per avvicinare le persone alla storia della propria terra. Ogni città ha dei segreti da svelare e quale occasione migliore per conoscerli? Ecco a voi una carrellate di questa notte magica in varie località istriane…

ROVIGNO

La Notte dei musei ha trasformato la città di Sant’Eufemia in un vivace palcoscenico culturale diffuso che ha coinvolto alcuni dei luoghi simbolo della vita culturale cittadina. L’iniziativa, rivolta a un pubblico di tutte le età, ha proposto un percorso serale all’insegna della scoperta del patrimonio marittimo, artistico e identitario rovignese, registrando una buona partecipazione di cittadini e visitatori.

La mostra “Piccola scala per navi grandi”
Foto Roberta Ugrin

Uno dei poli principali della manifestazione è stato il Museo della Città di Rovigno, dove il pubblico ha potuto visitare due mostre: “Piccola scala per navi grandi”, dedicata a un veliero restaurato proveniente dal fondo museale, e “Nascosto. Collezione Curto”, con opere di Bruno Mascarelli. Particolarmente apprezzata è stata anche la passeggiata guidata attraverso il palazzo Califfi e i suoi dipinti murali. La serata è stata arricchita da visite guidate interattive e quiz tematici: alle 18 “Modelli e navi”, alle 18.45 “Mascarelli nascosto” e alle 19.30 “Dalle fondamenta al soffitto”, che hanno coinvolto il pubblico in modo dinamico e partecipato.

All’Ecomuseo “Batana” la Notte dei Musei è stata dedicata soprattutto ai più giovani con l’iniziativa “Il patrimonio rovignese attraverso gli occhi dei bambini”. In programma una mostra di disegni realizzati dai più piccoli, un laboratorio creativo di segnalibri e la lettura condivisa di una storia della durata simbolica di 15 minuti, pensata per avvicinare i bambini al patrimonio locale attraverso l’arte, il racconto e la fantasia.

Grande adesione al programma dell’Ecomuseo
Foto Roberta Ugrin

Spazio anche all’arte contemporanea al CAV Batana, che ha ospitato la mostra “Omaggio”, dedicata a Virgilio Giuricin, Darko Trojanović, Željko Pauletić e Johannes Nesslauer.

Infine, l’Unità dei Vigili del fuoco pubblica di Rovigno ha aperto le proprie porte al pubblico, proponendo una suggestiva esposizione di oggetti storici legati alla tradizione dei pompieri rovignesi e offrendo uno sguardo inedito su una parte significativa della storia cittadina.

La Notte dei Musei ’26 si è confermata così un’occasione preziosa per vivere la cultura in modo partecipato e informale, riscoprendo nelle ore serali luoghi, storie e memorie che fanno parte integrante dell’identità istriana e rovignese. (ru)

Le opere di Bruno Mascarelli al Museo civico
Foto Roberta Ugrin

UMAGO 

La Notte dei musei ha lasciato il segno a Umago, registrando un’affluenza straordinaria di cittadini e visitatori che hanno affollato le sale del Museo Civico. L’evento, ormai un appuntamento fisso della stagione culturale croata, ha saputo attrarre un pubblico eterogeneo, unito dal desiderio di riscoprire le radici e le tradizioni del territorio attraverso un programma dinamico e coinvolgente.

Foto Nicole Mišon

La serata si è aperta con un’esplosione di entusiasmo da parte dei più piccoli. Il quiz unito alla caccia al tesoro ha trasformato l’allestimento museale in un terreno di scoperta, permettendo ai bambini di interagire con la storia in modo divertente. Parallelamente, un folto gruppo di partecipanti si è radunato presso il cinema cittadino per la “Passeggiata urbana”. Il tour ha guidato i presenti tra i luoghi simbolo della ricostruzione post-bellica, offrendo una preziosa chiave di lettura che ha integrato perfettamente i contenuti della mostra dedicata alla Zona B del TLT. Ad attenderli al loro arrivo in piazza San Martino c’erano i connazionali Pino Degrassi, Erika Šporčić Calabrò e Alen Cassio che hanno interpretato a leggio un brano tratto da un’opera del compianto e mai dimenticato Pippo Rota legato al periodo dell’occupazione tedesca di Umago. Un momento di vita quotidiana del passato che ha saputo coniugare la leggerezza delle battute e la drammaticità dell’epoca.

Uno dei momenti clou della serata si è spostato all’interno del Museo, dove la presentazione del catalogo “Progresso e unità” ha reso omaggio ai maestri artigiani che hanno costruito la Umago moderna. L’interesse è rimasto altissimo anche per il debutto del progetto dedicato al modellismo navale: i nuovi kit per la costruzione di batane e topi in legno sono stati accolti con grande curiosità, confermandosi come i nuovi ambasciatori della tradizione marittima locale.

Conclusione della passeggiata urbana davanti al Museo Foto Nicole Mišon

L’atmosfera è stata impreziosita dall’esibizione del gruppo vocale femminile “Ad Libitum” della Comunità degli Italiani di Verteneglio, le cui voci hanno fatto da colonna sonora al gran finale della manifestazione. La serata si è conclusa con una serie di visite guidate alla mostra archeologica “In memoriam” e alla sezione dedicata alla celebre barca preistorica di Zambrattia, attirando l’attenzione di molti appassionati di storia antica.

L’evento si è chiuso sotto il segno di una riflessione profonda: la grande partecipazione ha dimostrato che la storia di Umago non è un capitolo chiuso, ma un dialogo costante tra le epoche. Dalle antiche tecniche di cucitura della barca di Zambrattia fino al sudore dei maestri artigiani del dopoguerra, la città ha saputo riappropriarsi della propria identità, trasformando una notte di cultura in una promessa di memoria collettiva da tramandare intatta al futuro. (nm)

Grande interesse per la presentazione del catalogo “Progresso e unità”
Foto Nicole Mišon

PARENZO

La Notte dei musei parentina ha illuminato il centro storico di Parenzo e la Sala della Dieta istriana con un programma ricco di eventi culturali e creativi, attirando visitatori di tutte le età, offrendo ai partecipanti l’opportunità di esplorare il patrimonio storico della località. Il programma è iniziato con una visita guidata nel centro storico dedicata ai “Monumenti medievali di Parenzo”. Partendo dallo spazio antistante la Sala della Dieta, il curatore museale Davor Munda ha condotto gli appassionati alla scoperta degli edifici storici significativi, svelando la loro storia, le curiosità e gli aneddoti dell’evoluzione architettonica cittadina nei secoli. In contemporanea, si è svolto il laboratorio di stampa su tetrapak intitolato “Immagini dal Tetra Pak”, tenuto da Sabina Damiani, riservato ai bambini dai 7 ai 12 anni che, con la loro creatività, hanno trasformato materiali di recupero in opere d’arte.

Foto Denis Visintin

La Sala della Dieta si è riempita per assistere all’interessante lezione svolta dal curatore museale Gaetano Benčić, intitolata “Parenzo e i suoi architetti: Berlam, Pagano, Cuzzi”, dando spazio ai grandi architetti d’inizio XX secolo, originari di Parenzo o attivi in città, figure chiave nella definizione dell’identità architettonica parentina, affascinando i presenti con storie e dettagli poco conosciuti. La direttrice del Museo del territorio parentino Elena Uljančić ha moderato l’incontro “I testimoni degli anni Ottanta”, conversando con Bruna Mihajlović, Roberto Poropat, Aldo Ukanović e Miroslav Vukušić, che hanno condiviso esperienze personali e ricordi di un decennio che ha influenzato profondamente la vita parentina. La serata è culminata con la presentazione delle nuove acquisizioni nella Collezione di fotografie, a cura di Elena Poropat Pustijanac, che ha offerto uno sguardo sulla storia visiva della città.

Anche la Casa Romanica ha aperto le sue porte, attirando i visitatori con il suo allestimento permanente “Abitare a Parenzo nel XIX e XX secolo”, svelando la vita quotidiana dei “parensani” di un tempo, storie di tradizione e cultura.

La Notte dei musei 2026 a Parenzo, organizzata dal Museo del territorio parentino, è stata ancora una volta un evento di grande successo, partecipazione calorosa e coinvolgente. (dv)

Foto Denis Visintin

ALBONA

“Saremo nel giornale, sul serio?!”. Mettersi in posa per il nostro quotidiano è stato per alcuni dei bambini che durante la Notte dei musei hanno visitato il Museo popolare di Albona una delle avventure che ricorderanno, speriamo, per tutta la vita. Assieme alla visita al percorso minerario che fa parte dell’offerta della sede del Museo, il palazzo Battiala-Lazzarini. Grande pure l’interesse per la nuova sala dedicata a Giuseppina Martinuzzi.

A disposizione degli interessati anche il gioco “Rudarski ustanak” (Rivolta dei minatori), tramite il quale i partecipanti hanno potuto vivere pure gli eventi dello storico sciopero dei minatori del 1921. Nella Galleria civica, anche questa operante in seno all’Università popolare aperta, gli interessati hanno potuto visitare la mostra “Coming out museum: Encounters” dell’Associazione “Proces” e del Museo etnografico dell’Istria che racconta le esperienze di alcuni appartenenti alla comunità LGBTQ+, compresi i momenti in cui hanno deciso di dichiarare pubblicamente, e alle loro famiglie, il loro orientamento sessuale. Il tema scelto per il programma occasionale della Galleria è stata la cultura popolare vintage: a intrattenere i visitatori è stata (anche) con la selezione della musica dei decenni scorsi la direttrice uscente dell’Upa, Renata Kiršić Veselica, mentre in collaborazione con l’esercizio “Vintage Wave” e il collezionista Hrvoje Puškarić è stata realizzata un’esposizione di giocattoli e altri oggetti di una volta, come pure di un furgoncino con l’aperitivo della serata – Aperol Spritz. Nell’Albonese a organizzare programmi con i quali è stata celebrata l’edizione 2026 della Notte dei musei sono stati anche la Casa del minatore “Arsia” del Comune di Arsia e il Centro d’interpretazione ed ecomuseo “Vlaški puti” (Sentieri valacchi) a Valdarsa (Susgnevizza), istituzione del Comune di Chersano.

Foto Tanja Škopac

Nella Casa del minatore “Arsia”, gestita dalla municipalizzata “Arsiana”, il programma, gratuito, è durato fino a mezzanotte. La serata, realizzata in collaborazione con il Comune e l’Ente turistico di Arsia, ha compreso una visita alla Casa del minatore iniziata con un bicchiere di vino o una tazza di tè di tiglio, la tisana che i minatori di Arsia utilizzavano per la salute dei polmoni. In collaborazione con l’ecomuseo “Vlaški puti” sono stati presentati i documentari “Ân Kåva/U rudniku” (In miniera) del 2022 e “Sjećanje u kadru” (Memorie nel quadro) del 2016, entrambi prodotti dall’associazione “Spod Učke”. Gli autori sono Viviana Brkarić e Valter Stojšić, di cui la prima dirige il “Vlaški puti”, le cui attività sono incentrate sulla salvaguardia della lingua valacca. Al programma svoltosi ad Arsia hanno contribuito pure Mladen Bajramović, che nell’occasione ha coordinato un quiz legato alle attività minerarie del territorio, e il cantautore, compositore, produttore e poeta Mario Kronauer Candotti. Il programma continuerà il 31 gennaio, alle 10, quando inizierà un’altra “Kova experience”, che comprende il tour, a pagamento, nell’ex miniera di Arsia. Il “Vlaški puti” di Valdarsa, oltre ai due documentari menzionati sopra, ha organizzato pure la proiezione di quello realizzato da Mateo Gobo, in collaborazione con la Pro loco di Arsia, Jasmin Mahmutović e con Elis Gobo, e incentrato su un’intervista ad alcuni ex minatori dell’Albonese. Nella stessa occasione gli interessati hanno potuto visitare gratuitamente l’esposizione permanente dell’ecomuseo, allestito nell’edificio della scuola locale (oggi una sezione della Scuola elementare “Ivan Goran Kovačić”) con lo scopo di promuovere l’istrorumeno (la parlata valacca), una lingua ad alto rischio di estinzione, ma anche la tradizione del territorio. Ne fanno parte pure i percorsi tematici che passano attraverso il Parco naturale del Monte Maggiore, importanti per la storia locale, lungo i quali negli anni ’30 dello scorso secolo si svolgevano attività di contrabbando. (tš)

Foto Tanja Škopac

LUSSINPICCOLO

A Lussinpiccolo, nella Galleria Fritzi, i visitatori hanno potuto visitare la mostra “Nell’abbraccio della madre e del mare”, dedicata alla maternità nella prima infanzia nel periodo della prima metà del XX secolo sulle isole dell’arcipelago di Lussino: Lussino (Lussinpiccolo e Lussingrande, San Giacomo, Neresine, Punta Croce), Unie, Sansego e San Pietro dei Nembi, a cura di Branka Reljac e Zrinka Ettinger Starčić.

Foto Arlen Abramić

L’obiettivo della mostra è stato presentare le circostanze della nascita e dell’educazione dei bambini nelle comunità insulari e analizzare l’influenza dei fattori sociali, spazio-naturali e politico-economici sulla formazione della vita quotidiana e sull’educazione dei più piccoli. Ogni nuova vita rappresenta l’inizio del processo di apprendimento e di trasmissione della conoscenza, garantendo così la continuità della comunità e il suo sviluppo attraverso le generazioni future.

Come ogni anno, durante la Notte dei musei, il programma ha visto la partecipazione di narratori provenienti da quattro isole dell’arcipelago di Lussino, che hanno condiviso i loro ricordi con il pubblico attraverso racconti personali, fotografie e oggetti.

Foto Arlen Abramić

Nell’ambito del programma, a Palazzo Fritzi, si è tenuta la conferenza “In qualche modo eravamo molto più bambini”, basata sul contenuto del volume “In qualche modo eravamo molto più bambini – Frammenti di ricordi d’infanzia in Croazia a metà del XX secolo”. La conferenza ha sottolineato i cambiamenti generazionali e l’importanza di preservare la tradizione, con particolare attenzione alle esperienze autentiche degli isolani e a suggestivi schizzi della loro infanzia, raccolti attraverso le storie di vita dei partecipanti alla ricerca. L’argomento è stato discusso dalla prof.ssa Ivana Miočić della Facoltà di Lettere e Filosofia di Fiume. (aa)

Foto Arlen Abramić

 

MOMIANO

La Notte dei Musei alla Casa dei Castelli di Momiano che opera in seno al Museo storico e navale dell’Istria si è trasformata in un lungo racconto corale, capace di intrecciare generazioni, linguaggi e sensibilità diverse attorno al castello Rota e alla storia profonda del territorio istriano. La serata, coadiuvata dal responsabile Dean Krmac, è stata aperta con l’energia curiosa dei più piccoli. Il laboratorio creativo guidato da Nina Turina ha animato gli spazi della Casa dei Castelli con forbici, carte colorate e immaginazione. Bambine e bambini hanno costruito e rilegato il proprio libro illustrato, sperimentando il collage come forma di narrazione visiva. Ne sono nate storie fatte di forme e colori, piccoli mondi di carta che raccontavano quanto la creatività possa essere un primo, fondamentale accesso alla cultura.

Grande adesione a Momiano
Foto Erika Barnaba

A seguire, l’attenzione del pubblico si è raccolta attorno alla memoria storica con la prima visione in Istria del documentario “Storia dei conti Rota di Momiano d’Istria”. Il film, diretto da Nicola Gregoretti, erede della famiglia Rota, ha accompagnato gli spettatori in un viaggio intimo e documentato tra archivi, testimonianze familiari e vicende storiche. Il legame tra i conti Rota, il borgo di Momiano e il suo castello è emerso con forza, restituendo senso e profondità anche al recente percorso di valorizzazione del complesso, dalla mostra “Tra passato e presente” alla pubblicazione della monografia dedicata.

Il racconto del passato ha poi lasciato spazio allo sguardo tecnico e consapevole del presente grazie alla conferenza dell’architetto Branko Orbanić. Il responsabile dei lavori di restauro del castello ha guidato il pubblico attraverso le tappe fondamentali dell’intervento, mostrando cosa significhi restaurare “dall’interno”, passo dopo passo. Dalla messa in sicurezza del versante roccioso al consolidamento della torre, dalla ricostruzione delle parti crollate alla scelta di conservare alcune murature come rovina storica, fino alla recente collocazione dello stemma dei conti Rota sopra il portale, il restauro è apparso come un dialogo costante tra tutela, memoria e futuro.

Dean Krmac e Nicola Gregoretti
Foto Erika Barnaba

La notte ha trovato il suo culmine emotivo nel concerto dei “Violoncelli Itineranti”, ensemble triestino formato da Andrejka Možina (musiche originali, violoncello e voce), Irene Ferro-Casagrande (violoncello) e Carla Scandura (violoncello). Le tre musiciste hanno trasformato gli spazi in una cassa di risonanza intensa e raccolta, proponendo un repertorio ampio e variegato, fatto di brani originali e di suggestioni jazzistiche e folk rilette in chiave cameristica, con sottili accenti di teatralità. Un percorso musicale maturato anche attraverso importanti riconoscimenti. Il concerto ha restituito tutta la forza espressiva di “Besede ne ubogajo več/Parole indomite”, progetto nato dall’incontro tra musica e poesia femminile slovena in Italia, raccolta in un libro bilingue con album allegato, pubblicato a Trieste e premiato con il riconoscimento letterario “Vstajenje”. Lingue, suoni e radici si sono così intrecciati in un confine sonoro carico di nostalgia e intensità, lasciando nel pubblico la sensazione di aver attraversato un paesaggio emotivo raro e profondamente autentico.

Per tutta la notte, il pubblico ha potuto muoversi liberamente tra i contenuti multimediali e l’allestimento permanente della Casa dei Castelli, vivendo il complesso di Momiano non come un luogo immobile, ma come uno spazio vivo, attraversato da storie, suoni e incontri. Una Notte dei Musei che aveva saputo unire passato e presente, conoscenza e emozione, lasciando la sensazione che la storia, quando è raccontata e vissuta insieme, continui davvero a respirare. (eb)

Violoncelli Itineranti” a Momiano
Foto Erika Barnaba

BUIE

La Notte dei Musei a Buie ha trasformato il Museo Etnografico, attivo in seno all’Università Popolare aperta della città, in un luogo di incontro, racconto e creatività, capace di accogliere pubblico di tutte le età. L’iniziativa, dal titolo evocativo “Scopri Buie – una storia dopo l’altra”, ha proposto una serata ricca e partecipata, in cui arte, poesia, musica e gioco si sono intrecciati per celebrare l’identità e il patrimonio culturale della città. Ad aprire ufficialmente l’evento è stata l’inaugurazione della mostra di illustrazioni di Dragana Savić.

La creazione del telo bianco con la sagoma di Buie
Foto Erika Barnaba

La grafica e illustratrice ha accompagnato i visitatori in un percorso dal sapore quasi fiabesco tra storia, tradizioni e scorci caratteristici di Buie, offrendo uno sguardo delicato ma intenso sulla memoria collettiva del territorio. La parola poetica ha trovato spazio nei versi di Valter Turčinović, che in dialetto istroveneto ha raccontato la città con autenticità e sentimento, mentre la musica di Leonard Medica Gregorič ha fatto da filo conduttore all’intera serata, creando un’atmosfera calda e accogliente capace di unire i diversi momenti dell’iniziativa. Il pubblico non è rimasto semplice spettatore, ma è stato coinvolto attivamente nella creazione di un grande quadro collettivo dove su un contorno gigante della città di Buie, visitatori di tutte le età hanno disegnato insieme motivi e simboli identitari, dando vita a un’installazione interattiva cresciuta nel corso della serata.

A completare l’esperienza, un foto-point per immortalare il momento, giochi a premi e la possibilità di acquistare magliette con le stampe delle illustrazioni di Dragana Savić, come ricordo tangibile dell’evento. Il gran finale ha visto protagonisti i partecipanti del quiz dedicato ai musei, al patrimonio culturale e alla città di Buie, che ha animato la serata con spirito di squadra, risate e sana competizione. “Scopri Buie – una storia dopo l’altra” si è così confermata come un racconto corale fatto di immagini, suoni, parole e partecipazione, capace di rendere il museo, anche solo per una notte, il cuore pulsante della città. (eb)

 

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