Note in cammino tra le città dell’anima

L’appuntamento fa parte di un articolato progetto itinerante che ha preso il via ad Albona e che toccherà nei prossimi mesi anche Parenzo, Rovigno, Pola e Pisino

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Note in cammino tra le città dell’anima
L’Orchestra a fine concerto

La magica cornice della chiesa di San Servolo a Buie si è trasformata in un palcoscenico d’eccezione per l’Orchestra da Camera Istriana, che ha regalato al pubblico una serata indimenticabile, sospesa tra raffinatezza musicale e suggestione spirituale. L’appuntamento fa parte di un articolato progetto itinerante che ha preso il via ad Albona e che toccherà nei prossimi mesi pure Parenzo (19 ottobre, Teatro UPA), Rovigno (29 ottobre, Centro Multimediale), Pola (26 novembre, Teatro Popolare Istriano) e Pisino (5 dicembre, Spomen Dom), realizzato dall’Orchestra con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura e alla Territorialità della Regione istriana, in collaborazione con le UPA e i vari enti che lo ospiteranno, in questo caso l’UPA di Buie. Sotto la sicura guida artistica del Maestro Petar Matošević, direttore, arrangiatore, sassofonista e pedagogo, il quale ha inaugurato la serata accogliendo il pubblico, l’orchestra ha offerto un concerto rivelatosi sia un’esecuzione musicale che una vera esperienza emotiva, capace di unire il pubblico e condurlo in un viaggio sonoro che ha celebrato la tradizione europea e, allo stesso tempo, lo spirito vivo della cultura istriana.

Il cielo di Bach e la grazia di Mozart
La serata si è aperta con la Suite orchestrale n. 3 in re maggiore BWV 1068 di Johann Sebastian Bach, celebre soprattutto per l’Air, brano che con le sue linee melodiche sospese e la sua nobile semplicità ha creato immediatamente un’atmosfera di raccoglimento e solennità. La chiesa di San Servolo, con la sua acustica avvolgente, ha restituito ogni dettaglio con limpidezza cristallina, esaltando la purezza degli archi.
Il momento di maggiore intensità emotiva è giunto con il Concerto per flauto, archi e continuo in sol maggiore QV 5:174 di Johann Joachim Quantz, che ha visto protagonista la flautista Samanta Stell, solista di straordinaria sensibilità e padronanza tecnica. La sua esecuzione ha brillato per eleganza, fraseggio raffinato e un dialogo costante e vibrante con l’orchestra. Gli archi hanno saputo sostenerla con discrezione e calore, creando un intreccio di suoni che ha commosso e conquistato il pubblico.
La flautista e connazionale Samanta Stell, docente e mentore presso la Scuola di musica “Ivan Matetić Ronjgov” di Pola, è una delle figure più raffinate e poliedriche del panorama musicale istriano. Formatasi tra Pola, Venezia e Zagabria, ha saputo unire un percorso accademico di eccellenza con un’intensa attività artistica, che l’ha vista esibirsi come solista e in numerosi ensemble, collaborando con compositori e progetti di grande prestigio. Insignita di premi di alto valore, Stell unisce il rigore della didattica alla sensibilità dell’interprete. La sua carriera è un esempio luminoso di dedizione, talento e passione, qualità che si riflettono in ogni sua esecuzione.
Il concerto si è concluso con la celeberrima Eine kleine Nachtmusik di Wolfgang Amadeus Mozart, gioiello intramontabile della letteratura orchestrale. La freschezza delle melodie, la precisione ritmica e l’equilibrio formale hanno trovato negli interpreti istriani un veicolo ideale con un Mozart brillante, frizzante, ma anche intimo, che ha lasciato negli ascoltatori la sensazione di trovarsi di fronte a un ensemble di altissimo livello.

L’esibizione di Samanta Stell

I protagonisti dell’orchestra
L’Orchestra da Camera Istriana, oggi unico complesso classico professionale della Regione istriana, nasce dal desiderio e dalla necessità di giovani musicisti locali di esprimersi su un piano professionale e di arricchire il tessuto culturale del territorio. I membri sono per la maggior parte diplomati del Conservatorio, affiancati da alcuni talenti più giovani, che attraverso l’esperienza orchestrale con i colleghi maturano sia artisticamente che umanamente.
Il cuore pulsante dell’ensemble è rappresentato dalle sue sezioni. Ai primi violini troviamo Edi Šiljak, in veste di spalla e impeccabile primo violino, insieme ad Alisa Cvitan, Ena Pliško e Lucia Lyon. Ai secondi violini Matea Kasaić Drakšić, come leader di sezione, affiancata da Tea Knežević e Lara Domić Djaković, mentre alle viole Iva Štefančić, responsabile della sezione, con Liubov Zuraeva. Ai violoncelli Karolina Kanižaj, che guida il gruppo, insieme a Fabio Jurić, mentre al contrabbasso Sandro Peročević, pilastro della base armonica, e infine al cembalo Jovana Vučević, il cui tocco raffinato ha arricchito l’ensemble con colori barocchi di straordinaria eleganza.
Il loro suono collettivo ha dimostrato una coesione sorprendente, frutto di studio rigoroso ma anche di una sincera passione condivisa.

L’Orchestra ha proposto un programma di grande pregio

Una guida d’eccellenza
La figura carismatica del Maestro Petar Matošević vanta una formazione solida e internazionale. Dopo gli studi iniziali al liceo musicale e la laurea in pedagogia musicale presso l’Accademia di Pola, ha perfezionato la sua arte al Conservatorio “Giuseppe Tartini” di Trieste, dove ha conseguito il master in direzione d’orchestra e di coro sotto la guida di maestri di prestigio. La sua bacchetta ha diretto oltre centocinquanta concerti in tutta Europa, portando in scena con passione e rigore non solo il grande repertorio classico, ma anche le voci della contemporaneità, interpretando opere di compositori croati, italiani, serbi, francesi e americani. Alla sua instancabile attività di interprete affianca un impegno costante come promotore culturale. Oltre a ricoprire il ruolo di direttore artistico e musicale dell’Orchestra da Camera Istriana, dirige pure la “PorFil Orchestra” e guida il complesso di fiati “Naša Sloga” di Babici nonchè il “Tergeste Ensemble” di Trieste, ma è anche direttore artistico del festival “Sogno di una notte d’estate” a San Lorenzo del Pasenatico. Riconosciuto per la sua autorevolezza e sensibilità interpretativa, Matošević è spesso invitato a far parte di commissioni giudicatrici in concorsi nazionali e internazionali, confermando il suo ruolo di riferimento nella scena musicale istriana ed europea.

Petar Matošević saluta i presenti

L’Istria musicale
Il ciclo di concerti “Istria musicale” è un progetto di grande respiro culturale, volto a valorizzare il patrimonio musicale classico, a promuovere interpreti e musicisti locali, e a creare un ponte tra la scena regionale e i contesti europei e internazionali. L’idea di portare la musica in diverse città, dalle coste al cuore dell’entroterra, testimonia un forte desiderio di inclusione e di condivisione artistica. Il pubblico di Buie, tra il quale diverse autorità istituzionali, ha lasciato la chiesa consapevole di aver vissuto una serata speciale, che resterà impressa nella memoria culturale della città. Con la dedizione di un’orchestra giovane ma già matura e professionale, l’Istria può oggi vantare un ensemble capace di rivendicare un posto di prestigio nel panorama musicale non solo regionale, ma anche internazionale.

Il folto pubblico

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