Non si può pensare al futuro se non si conosce il passato

Alla CI di Pola, l’ultima fatica di Nelida Milani Kruljac «Di sole, di vento e di mare» è stata presentata da Mauro Sambi, Beppe Cantele, Loredana Bogliun e Rosanna Bubola

Nelida Milan Kruljac

Un folto pubblico ha presenziato l’altra sera alla Comunità degli Italiani di Pola alla presentazione dell’ultima fatica della scrittrice connazionale Nelida Milani Kruljac, “Di sole, di vento e di mare”, edito da Ronzani Editore. Un libro diviso in tre parti, la prima che porta lo stesso titolo del libro, la seconda “Pesca miracolosa”, la terza “Una rosa bianca”. E per chiudere, come rilevato dal curatore del volume, Mauro Sambi, né una prefazione, né una postfazione, bensì uno scritto “Tra vuoto e vuoto, la vita”.
Un appuntamento letterario di prim’ordine, dunque, per rendere omaggio a una delle penne più nobili della letteratura CNI, ma che ha avuto successi anche oltreconfine. Alla presentazione in grande stile hanno partecipato pure il curatore del volume Mauro Sambi, Beppe Cantele a nome dell’editore, la poetessa connazionale Loredana Bogliun e Rosanna Bubola, direttrice dell’Università Popolare Aperta di Parenzo, ex attrice del Dramma Italiano, che ha letto alcuni passi del libro.
Oltre al reale, il vero
Mauro Sambi, nativo di Pola ha due passioni, la chimica e la scrittura, entrambe legate dal fatto che l’essenziale è invisibile agli uomini. “Anche in questo libro, come del resto in tutti i suoi lavori, viene fuori la forza della scrittura di Nelida Milani Kruljac – ha detto –. Una scrittura che vede oltre il reale, vede il vero. La sua è una verità umana prima che storica. Riesce a dare voce ai personaggi che popolano il nostro micocosmo”, ha detto Sambi, rilevando che la scrittrice era conosciuta e stimata anche dai suoi nonni.
Beppe Cantele dal canto suo ha espresso tutta la sua soddisfazione per il fatto che la casa editrice da lui rappresentata abbia pubblicato il libro. “Il miracolo della letteratura è che ti fa conoscere la persona che scrive anche prima di averla incontrata. In questo modo ho conosciuto Nelida, che stasera ho incontrato per la prima volta. È un libro meraviglioso che pure i lettori croati farebbero bene a leggere, per capire perché sono successe certe cose”.
Recupero della memoria storica
“Questo è un libro di grande rilevanza per noi italiani d’Istria, per il il valore letterario dell’opera che dà voce alla nostra gente e per il recupero della nostra memoria storica. Leggendolo, viene fuori il senso, il modo e il come della nostra identità italiana d’Istria. È un libro che va letto e vissuto. Siamo in debito di riconoscimento verso Nelida Milani Kruljac per la linfa vitale che ci ha trasmesso”, ha invece sottolineato Loredana Bogliun.
La protagonista della serata, ascoltate le belle parole nei suoi confronti, ha detto di sentirsi rientrata in famiglia. E poi ha parlato dei tempi descritti nella sua opera, la Seconda guerra mondiale, il primo bombardamento su Pola, ma anche dell’attualità: “Bisognava guardare ai fatti con gli occhiali di allora – ha detto Nelida –. Le ferite non si sono del tutto cicatrizzate ed è proprio dal disagio che nasce questa mia opera”. Parte del suo intervento è stato dedicata all’importanza della parola, al riscatto attraverso la scrittura.
Rispettare le regole
Nelida ha anche aggiunto che oggi la storia la scrivono sia i vincitori che gli sconfitti e che viviamo in un periodo caratterizzato dal rifiuto del diverso.
“Non c’è democrazia senza dissenso, ma le regole vanno sempre rispettate”, ha sottolineato. La scrittrice ha anche svelato che ha iniziato a scrivere appena a 45 anni, in quanto a casa sua “c’erano più litri che libri”. “Mi dispiace che qui, in questa serata, non ci siano molti giovani. Non si può pensare al futuro senza sapere il passato”, ha concluso. A quel punto è partito il lungo, sentito e scrosciante applauso del pubblico in sala.
In chiusura d’incontro, al quale ha presenziato anche il presidente del Consiglio cittadino, Tiziano Sošić, la presidente della CI di Pola, Tamara Brussich, ha consegnato un omaggio floreale a Nelida Milani Kruljac, rilevando che anche nella copertina del libro c’è un pezzo di casa nostra, Stoia. “E spero che questo non sia il suo ultimo libro”, ha aggiunto Tamara Brussich. Un augurio, ne siamo certi, fatto proprio anche da tutti i presenti.

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