«Night Express» ovvero l’arte del divertire divertendosi

La cover band festeggia quest'anno il 20º anniversario della fondazione. Un compleanno che celebrerà insieme al pubblico il 6 agosto prossimo in piazza Foro a Pola

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«Night Express» ovvero l’arte del divertire divertendosi
I Night Express. Foto d'archivio dei Night Express gentilmente concessa dalla band

Divertire divertendosi. Scusate il gioco di parole, ma ci sembra la definizione adatta per descrivere il complesso “Night Express” che da una ventina d’anni calca i palcoscenici istriani, croati e d’oltreconfine. Sono una cover band che si esibisce tra le 120 e le 150 volte all’anno: matrimoni, feste in piazza, eventi dei maturandi e concerti… ad alta quota nei centri sciistici invernali.
I NEx (questa l’abbreviazione usata dalla band) si distinguono dalle altre cover band simili per molti aspetti, in particolare per la loro performance sempre energica. Innanzitutto, il repertorio è in continuo aggiornamento, e spazia dalle hit mondiali più recenti, abiti sempre stravaganti, concerti che spesso durano diverse ore, canzoni accompagnate da coreografie, un impianto audio e luci di altissima qualità. I ​​loro spettacoli non sono solo divertentissimi, ma una vera e propria esperienza.
La popolarità della band è testimoniata pure da una pagina Facebook con oltre 20mila follower e da un calendario di impegni di ogni tipo, con un anno di anticipo. Sono sempre più spesso la prima scelta degli organizzatori di festival cittadini perché hanno dimostrato più volte di sapersi esibire con grande successo di fronte a migliaia di persone di tutte le età e provenienze, e con gusti musicali diversi!
Vent’anni sono un traguardo invidiabile e i “Night Express” hanno deciso di festeggiarli in modo particolare con un concerto offerto alla cittadinanza il 6 agosto in piazza Foro a Pola. Per parlare di quest’evento e del mondo dei “Night Express” abbiamo incontrato il batterista Loris Zupanc e il sassofonista e vocalist Zoran Vujić, che si alternavano nelle risposte.

Per il concerto del vostro compleanno avete scelto piazza Foro e la data del 6 agosto. C’è un motivo particolare nella scelta del luogo e della data?

“Per quel che riguarda la data non esiste un motivo particolare. Volevamo fosse un concerto all’aperto in piena stagione estiva. Il 6 agosto non combacia con la data del nostro primo vero concerto che è avvenuto il 13 ottobre 2006 a Gimino. Ci eravamo esibiti con qualche pezzo anche prima, ma diciamo che il 13 ottobre c’è stato il nostro debutto. Piazza Foro? Una scelta logica in quanto tutti siamo originari della Bassa Istria e questo ci sembra lo scenario ideale. Qui abbiamo cantato diverse volte per i concerti di Capodanno o altre occasioni”.

Un’esibizione che dura…

Riavvolgiamo il nastro. Vent’anni fa eravate in cinque: Zlatko Deltin (tastiere e vocalist), Norman Brunjak (basso e vocalist), Feđa Škoro (chitarra e vocalist), Bogdan Fabris (cantante) e Loris. Feđa nel frattempo ha abbandonato il complesso al quale si sono aggiunti negli anni Dejan Damijanić (chitarra e vocalist), Loris Quargnal (tromba e vocalist) e Zoran. L’energia comunque ci sembra sempre la stessa?

“Non ci siamo mai risparmiati sul palco. E cerchiamo di trasmettere la nostra energia al pubblico. Evidentemente ci riusciamo se veniamo invitati da tutte le parti. I nostri concerti sanno durare anche 8 ore quando suoniamo ai matrimoni. Il record di durata senza sosta? Una volta abbiamo suonato per cinque ore e venti minuti ininterrottamente. L’atmosfera era così bella che non volevamo fermarci”.

Vedendovi anche oggi sul palco abbiamo l’impressione che vi divertite forse più che il pubblico?

“Forse è questo che ci spinge ad andare avanti. Ci siamo trovati davvero bene insieme, tutti abbiamo una scuola di musica alle spalle, chi la scuola elementare, chi l’Accademia. Preferenze musicali? Nessuna in particolare e lo si vede dal repertorio in quanto suoniamo dalla musica leggera croata al rock puro. Amiamo il punk, l’heavy metal, il jazz, il funk e ci troviamo per così dire a metà. Il repertorio? In primo luogo deve piacere a noi e siamo sicuri che se piace a noi piacerà anche anche al pubblico. Ovviamente, non è sempre lo stesso, ci adeguiamo al luogo e all’occasione. Abbiamo centinaia e centinaia di canzoni di ogni genere”.

Avete suonato anche in Slovenia, Austria, Svizzera, Francia, Grecia, Bosnia ed Erzegovina e Germania. Dove vi siete sentite maggiormente a proprio agio?

“Al Rock Caffè di Pola. È il posto che privilegiamo anche per un’atmosfera un po’ più intima. Tra i concerti rimasti maggiormente impressi citeremmo quello al Knock Out Festival in una stazione sciistica dove abbiamo suonato assieme ai ‘Let 3’, ‘Hladno Pivo’ e ‘Dubioza Kolektiv'”.

Non avete mai pensato di incidere un album proprio?

“Abbiamo delle canzoni da noi scritte e composte, ma la musica d’autore chiede un altro tipo di approccio. Noi siamo contenti così, ci piace suonare le cover degli altri cantanti e complessi che sono bene accette. La risposta del pubblico è sempre ottima. Il record di spettatori? Una volta a Samobor per il concerto del 31 dicembre a mezzogiorno c’erano tra le 10 e le 12mila persone”.

… e un viaggio lungo

Con tanti concerti all’anno siete sempre in strada?

“Quasi sempre, succede che suoniamo anche quattro volte in meno di 48 ore specialmente a ridosso e subito dopo Capodanno. Vi facciamo un esempio: un 30 dicembre in serata abbiamo suonato a Pisino, il giorno dopo a mezzogiorno eravamo sul palco a Samobor, per il veglione di Capodanno eravamo a Zara, mentre la sera del 1mo gennaio suonavamo a Parenzo. Certo, era stressante ma ce l’abbiamo fatta. La più grande faticaccia? Anni fa a Les Ores quando alcuni di noi hanno viaggiato per 12 ore, cenato, suonato e ci siamo rimessi in viaggio per altre 14 ore. Ma sono fatiche che si sopportano quando si ama quello che si fa”.

Essere sempre in giro vuol dire anche essere lontano dalla famiglia, dai parenti, dagli amici…

“Si sono ormai abituati. In autunno e inverno stiamo un po’ più a casa, in estate invece siamo sparpagliati dappertutto. In fin dei conti i familiari ci hanno conosciuto quando eravamo già in giro a suonare per cui hanno fatto il callo. Ma per Natale e Pasqua, non prendiamo impegni, la famiglia è sacra”.

Per essere tanto in tournée esiste una preparazione particolare, come ad esempio quella degli sportivi?

“Ci piace dire che noi non corriamo gli sprint, ma le maratone. Non abbiamo molte prove, anzi le nostre prove sono i concerti”.

Pola e in particolare l’Arena sono ormai diventate un must per i concerti estivi. Riuscite a godervi qualche concerto in anfiteatro?

“A esser sinceri difficilmente in quanto le date dei concerti in Arena coincidono con delle nostre esibizioni. Ma se abbiamo l’occasione non ce la facciamo perdere”.

Un’ultima domanda. Dove vi vedete tra vent’anni?

“Qui, in piazza Foro a rilasciare un’intervista per ‘La Voce del popolo’ in occasione dei quarant’anni”, hanno riposto Loris e Zoran in tono scherzoso, ma non troppo.

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