«Neri per caso»: le mille sfumature di sei voci

Nella tappa umaghese della tournée estiva il celebre gruppo a cappella ha proposto un repertorio che spazia dal cantautorato ai successi internazionali

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«Neri per caso»: le mille sfumature di sei voci
Le polifonie vocali del sestetto hanno ammaliato i presenti (foto: Ente Festum)

Nell’ultimo giorno di luglio, Umago ha avuto il privilegio di ospitare la seconda delle uniche due date istriane della tournée estiva dei “Neri per caso” (la prima è stata Capodistria il 5 giugno), che si concluderà a Bra il 19 settembre.
È stata una serata stupenda, nel corso della quale, le polifonie vocali del sestetto hanno ammaliato un pubblico talmente stupito, che ha fatto fatica a lasciarsi andare all’invito di unirsi alle canzoni. Le meravigliose armonie create dalle loro voci a cappella, hanno infuso nuova vita a pezzi classici del cantautorato italiano (“Bella d’estate”, “A mano a mano”, “Quando”), a canzoni internazionali di grande successo (“Englishman in New York”, “All you need is love”, “Guantanamera”), oltre a ovviamente i loro grandi successi “Le ragazze” e “Sentimento pentimento”.

Ognuno a modo suo
Meno male che il crepuscolo umaghese ha smorzato il caldo torrido della giornata, rendendo meno problematica l’esibizione nella consueta uniforme all black (un mese prima la Sicilia era stata meno riguardosa, trasformandoli in “pozze umane”) e poco dopo le nove, i sei artisti si sono presentati sul palco nella loro tradizionale formazione.
Sulla destra Ciro Caravano, dal largo sorriso e dalla mano sul petto che tiene il ritmo. Anche se il gruppo opera in totale democrazia, Ciro emana un’aura di autorevole competenza incapsulata da naturale modestia. È l’uomo dall’orecchio perfetto che può identificare anche la nota di un rumore; colui che alla domanda se non sia fastidioso riuscire a captare le stecche degli altri cantanti, ha risposto con grande generosità dicendo che “nessuno è perfettamente intonato; anche i migliori cantanti hanno qualcosa d’imperfetto, che è la loro caratteristica peculiare…parte del fascino sta nell’errore”.
Accanto a lui c’è Massimo de Divitiis, dal cognome ancora con a grafia latina, professore di musica (è docente al Conservatorio “Martucci” di Salerno), anche lui modesto, tanto che con Ciro si chiamano a vicenda “il vero maestro”.

Mimì, Gonzalo, Daniele e Ciro con la nostra collaboratrice, loro grande fan (foto: Ente Festum)

Al centro ci sono i due showmen del gruppo, Mario Crescenzo e Domenico “Mimì” Caravano. Mario è stato giustamente definito dagli altri “uccel di bosco” in quanto era sparito dal tavolo prima della fine della cena e mancava all’appello anche alla bicchierata finale nella sala del consiglio del Comune. Però è stato quello che per ben due volte è sceso dal palco per andare tra il pubblico. Mimì invece è incontenibile per verve e simpatia. Entertainer a tutto tondo, è quello che racconta aneddoti e regala imitazioni – di Jovanotti e anche di un certo presidente guerrafondaio – quest’ultima come ironico contrappunto alla canzone “Give peace a chance” di John Lennon.
Vicino a loro, quasi in ombra da tanta dinamicità, c’è Gonzalo Caravano, definito “il nerbo del gruppo, colui senza il quale crolla tutto”; mentre chiude la formazione il giovane sorriso di Daniele Blaquier che si è aggregato ai “Neri” nel 2015. Lui è il “piccolo” (classe 1989) dalla voce soavemente alta, che si libra leggera come una farfalla.

(foto: Ente Festum)

Freschezza delle esibizioni
La prima domanda l’avevamo posta proprio a lui, chiedendo se non si sentisse tagliato fuori ogni volta che emergevano gli aneddoti del primo ventennio di vita del gruppo. Sempre col sorriso che gli illuminava il volto, ha detto che, se in passato questo avrebbe potuto essere un punto dolente, negli 11 anni di attività insieme, si era creato un solido sostrato di memorie condivise.
Alla domanda di quale sia la canzone che cantano con maggiore soddisfazione, Mimì e Daniele si sono trovati d’accordo su quelle nuove in quanto “rappresentano una sfida” e “divertono di più”. A Gonzalo piace misurarsi con “Englishman in New York”, mentre Massimo si immedesima molto in “A mano a mano”. Rispondendo per il compagno assente, Gonzalo ha detto che “Via con me” è l’unica canzone in cui il basso Mario può fare da protagonista. In ogni caso, anche dopo trent’anni di attività, la freschezza delle esibizioni si mantiene ancora “amando quello che si fa, divertendoci tra di noi e divertendoci con il pubblico”.

Il concerto in Piazza Libertà (foto: Ente Festum)

Finale col botto
Anche se il pubblico umaghese in un primo momento si era intimidito, ha risposto con calore allo scherzo finale del bis. Per descrivere le origini del canto a cappella, i “Neri” hanno annunciato che avrebbero cantato un madrigale del ‘400 “tra i più brevi, di soltanto 40 minuti”. Hanno poi intonato alcune note tra le più sublimi, ma dopo solamente 40 secondi di musica celestiale il registro è cambiato sfumando, tra l’ilarità generale, nelle sigle dei cartoni animati giapponesi “Ufo Robot” e “Mazinga Zeta”!
Prima del commiato finale, Ciro ha voluto ringraziare gli organizzatori e patrocinatori della serata – l’UPT in collaborazione con la Regione Friuli Venezia Giulia e la Città di Umago con l’ente Festum. Edvino Jerian e Fabrizio Somma, rispettivamente presidente e segretario generale UPT, insieme a Larisa Gasperini di Festum, erano presenti al concerto. In particolare, il presidente Jerian ha espresso la sua soddisfazione sia per l’alta qualità degli eventi della stagione 2026, che per il numeroso seguito che essi hanno avuto.

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